
Ora Atene si lecca le ferite e conta i danni. La via pedonale che attraversa il centro, in altri tempi in questo periodo sfarzosa di eleganti negozi addobbati e illuminati a festa, è un passaggio buio dove si affacciano vetrine sfondate, negozi devastati o completamente bruciati, in un odore ancora acre. Il grande albero di Natale che ogni anno svettava in Piazza Syntagma è stato "acceso" dagli "incappucciati" (come li chiamano qui) in modo affatto festoso.
Ma su tutto, svetta la morte di un ragazzo, Alexis. Un ragazzo di 15 anni ucciso due volte, se la penna uccide più della spada. Prima però ha colpito la spada, o meglio la pistola di ordinanza che l'agente speciale Epaminonda detto "Rambo" dai colleghi, ha usato contro un gruppo di ragazzetti armati al massimo di qualche insulto, a cui lui ha risposto con il fuoco. Colpi sparati in aria, dice lui, in 12 pagine dove la penna uccide per la seconda volta Alexis, in quanto "Rambo" non chiede nemmeno una volta scusa a nessuno, nessun rimorso, nessun accenno alla famiglia del ragazzo, il quale a suo parere era una testa calda, addirittura gli risulta che sia stato espulso da due scuole in precedenza, e quindi evidentemente meritevole, secondo Rambo, di venire ucciso quasi a sangue freddo.
La dinamica del fatto sembra oramai chiara: una pattuglia della Polizia viene fatta oggetto di lanci di bottiglie in un quartiere da sempre considerato "caldo" nel centro di Atene. Sulle prime si allontana, poi però ritorna. Vede un gruppo di ragazzi che magari avranno insultato i due poliziotti e tirato qualche bottiglia. Gli agenti scendono. I due gruppi si fronteggiano, ma, verrebbe da dire, parafrasando Sergio Leone, "quando un uomo con una bottiglia incontra un uomo con una pistola, quello con la bottiglia è un uomo morto". E così è. Due colpi sparati in aria. "Il terzo, non me ne sono accorto", dice Rambo. Ma è il terzo che uccide.
Molti testimoni oculari giurano di averlo visto mirare. In ogni caso, un ragazzo è morto. E, alla fine della conta dei danni e delle responsabilità, è solo questo che rimane.
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