
Ci stanno tutte le analisi, le sottolineature, le prese di distanza, di questi giorni. Ma, riflettendoci bene, dov'è la novità? C'è bisogno di ricordare che, ad urne ancora calde, subito dopo l'affermazione di Alemanno, alcuni suoi seguaci, ben visibili nella foto, si radunarono "romanamente" e non per fare un esercizio di stretching collettivo?
Soffermarsi troppo però, rimarcando eccessivamente le posizioni e facendo leva solo sulla storia e sulle valutazioni del ventennio, non credo porti tanto lontano. Trovo che questa "operazione" possa servire al massimo a ricompattare lo schieramento del centrosinistra (e il PD), attorno ai cari valori costituenti.
Sicuramente può servire a risollevare una base perplessa, smarrita, che non riesce a trovare una direzione certa di marcia. Insomma, una sorta di rassicurante coperta di Linus. Ma secondo voi ci possiamo accontentare di questo?
E' solo questo che serve alla sinistra e al PD in questa fase di elaborazione del lutto elettorale? Non si riesce proprio a trovare prospettive politiche nel presente, degli esempi credibili a cui far riferimento appetibili anche da chi non ci ha votato ultimamente?
E ancora. Non è giunto il momento di buttar il cuore oltre la siepe e trovare nuove ispirazioni dalle proposte politiche di "Barack Obama", simbolo mondiale del cambiamento, della pacifica integrazione e del dialogo tra i popoli?
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