domenica, 21 dicembre 2008
di Carlo Traina

Uscita emergenza

Avete presente certi film d'avventura, dove i “nostri eroi” sembrano ormai spacciati, messi all’angolo e senza vedere alcuna via d’uscita? Lì all’improvviso avviene sempre qualcosa di inaspettato: una porta segreta che si apre, un elicottero che viene a salvarli dall’alto, Superman che piomba in volo in loro soccorso.

L’altro giorno alla direzione del PD nessun elicottero si è posato sulla splendida terrazza in via di sant'Andrea delle Fratte, le porte segrete sono rimaste chiuse e nessun Superman si è materializzato tra i tantissimi membri della direzione.

Però un piccolo/grande segnale è arrivato: la via d’uscita non appare sicuramente vicina e facile, ma c’è qualcuno che ha provato ad indicarla. Noi interpretiamo così la mozione presentata da Bachelet, Adinolfi, Dalla Chiesa, Sofri e altri.

Lì – secondo noi - vi sono i riferimenti a quei cambiamenti “concreti” che il PD dovrebbe fare per uscire dal guado, per cominciare a dare il "segnale di rinnovamento" che tutti invocano e nessuno applica (in tal senso l'analisi di Luca Sofri è esemplare).

Il fatto che la mozione sia stata respinta non deve scoraggiarci: è attorno a quelle ipotesi che possono aggregarsi tutti i "democratici" che hanno a cuore le sorti del PD e che non si rassegnano a vedere il partito affossato dalle logiche conservatrici e perdenti degli attuali dirigenti.

L'indicazione della via d'uscita c'è, speriamo solo che non venga riproposto anche in questo caso il famoso aforisma: "Quando indichi la luna, lo stolto guarda il dito". 
mercoledì, 16 luglio 2008

Sangue paterno
 

Con qualche giorno di ritardo (l'estate avanza), nonostante Del Turco e le "impronte per tutti", alcune considerazioni postume sull'assemblea de iMille.


E' proprio vero che il “thriller” non stanca mai. Abituati come siamo in TV con i vari CSI, alla cronaca nera nostrana, ai RIS di Parma a Bruno Vespa che ci mostra plastici, scarponi e probabili armi del delitto, è sufficiente un niente per immaginare che il sangue possa scorrere cruento, così da soddisfare il bisogno di "noir" ormai incontrollato in ognuno di noi.


E' bastato un titolo, anzi un sottotitolo che alludesse - in senso mitologico e filosofico - all'"uccisione del padre", perché alcuni 1, 2, 3, si presentassero all'appuntamento speranzosi di assistere all'esecuzione. Tanto più che il Padre, cioè la vittima predestinata, si era addirittura fatto trovare nel luogo del delitto.


Nulla da eccepire: una sceneggiatura esemplare, degna del miglior Hitchcock. Parliamo naturalmente dell'assemblea de iMille e delle critiche piovute per la mancata contestazione nei confronti del Segretario Veltroni.

 

A dire la verità, oltre al post precedente, qualche tentativo (Scalfarotto) di spiegare il significato autentico di quel sottotitolo c'era stato riproponendo l'articolo di Ernesto Galli della Loggia sul Corriere che concludeva affermando: " ... il Partito democratico sa quel che deve fare. Innanzi tutto deve liquidare il potere dell’apparato tradizionale che ancora oggi vuole dire la sua, poi mettere a punto le procedure per scegliere i suoi nuovi quadri evitando ogni alchimia di provenienza, infine mandare in pensione tutti quei riti, simboli, formule e linguaggi che appartengono al passato.
Per diventare adulto è necessario uccidere il proprio padre: se capita di averne due l’impresa è certo più difficile, ma proprio per questo più necessaria.
"


Insomma, se ci si aspettava una resa dei conti, un chiarimento sulla vecchia e nuova classe dirigente (e sulla linea del PD), non poteva essere quello il luogo del delitto. Normalmente, questi atti dovrebbero essere fatti nei congressi, quelli veri, quelli che appassionano, ma questo è un discorso già fatto. 


lunedì, 10 settembre 2007
di Valter Gallo

V-Day

In molti, non solo nella rete, aspettavamo di vedere i numeri, la realtà che nasce dal virtuale, del V-Day di Grillo. La mia curiosità si focalizzava su cosa avrebbe potuto produrre sia nel dibattito politico italiano, sia nello stato dell’arte dell’uso politico del “mezzo” internet.

I numeri del V-Day sono stati indubbiamente impressionanti per una iniziativa che ha avuto il risalto mediatico con un sorta di enorme “tam tam”, soprattutto nella rete. In particolare, fanno riflettere non tanto i numeri delle persone che sono scese in piazza a Bologna, ma soprattutto quelli che lo hanno fatto nelle altre città, dove non era la presenza di Grillo a calamitare l’attenzione.

Uno per tutti è l’esempio di Roma, testimoniato dal video di Adinolfi, con centinaia di persone in coda a firmare la proposta di legge (si ha l’impressione che anche Adinolfi, oltre alla sorpresa, con onestà, provi un po’ d’invidia).

In una situazione di crescente malessere “antipartitico”, non di antipolitica, si parlerà a lungo del senso e delle prospettive politiche di “questa” piazza. Si verificherà nel tempo se, come lo fu per i “girotondi”, questa esperienza avrà gambe adeguate ad un percorso di crescita o se si limiterà ad episodi estemporanei, comunque utili a far riflettere.

A far riflettere i leader politici che cercano di demonizzarne alcuni aspetti evocando Biagi (Casini) o altri, come Bossi, che dichiarano, senza pudore, che bisogna stare attenti "a non esagerare, perché altrimenti viene avanti l'antipolitica”, lui che recentemente proponeva di rispolverare i fucili ( è come se Pacciani invitasse Sgarbi alla moderazione).

Di certo il V-Day non può essere ignorato da chi si occupa di Rete e di comunicazione. Si tratta, infatti, della più grande campagna online mai organizzata in Italia per sostenere un progetto/iniziativa, come ha sottolineato anche Marco Montemagno, che poi ha offerto alcuni interessanti spunti di riflessione, tra i quali ne ho estratto due che trovo difficilmente confutabili:

  • Internet è l'elemento centrale di tutta questa campagna: senza il web questa movimentazione non sarebbe possibile. Senza il Web oggi Grillo non esisterebbe

  • La campagna dimostra quello che da tempo sosteniamo tra addetti ai lavori: Internet in Italia è reale.  Fa incontrare le persone nella vita di tutti i giorni. E' personale. E' coinvolgente. Internet non è una tecnologia è una cultura.
Tutto sta a vedere se questa cultura, se questa nuova lingua, che sta di fatto producendo degli “italiani nuovi”, più attenti, più consapevoli, più partecipi della cosa pubblica, venga finalmente studiata e capita dagli addetti ai lavori, soprattutto da chi ha a cuore un credibile e veramente democratico “partito nuovo”, o se si finisca nel solito chiacchiericcio da salotto dove si “discute del “potere di internet” e del “potere dei blog”, senza realmente sapere di cosa si tratta” (Zambardino).
domenica, 26 agosto 2007
di Francesco Costa


ululì ululà

 
Non so voi, ma - complici forse i miei relativamente recenti trascorsi scolastici - per me il momento dei bilanci è sempre stato il ritorno dalle vacanze estive, e non il classico giro di boa di Capodanno. Il rientro dalle ferie segna una nuova partenza dopo una pausa, una vera pausa (altro che San Silvestro) particolarmente propizia per fare il punto della situazione sui mesi passati e riempirsi la testa di buoni propositi.

Il sottoscritto poteva essere da meno? No, specie considerato il fatto che quest'anno il rientro è stato carico quanto mai di entusiasmo ed aspettative. Tralasciando i dettagli dei cambiamenti strettamente personali - inizio in autunno l'ultimo anno di Laurea Specialistica, che si spera possa essere l'ultimo e basta: due lauree mi sembran più che sufficienti per tuffarsi con speranza nel mondo del lavoro - non vi nascondo di provare attesa e curiosità per quel che avverrà sulla scena politica italiana alla vigilia e soprattutto successivamente al 14 Ottobre, dopo quelle elezioni primarie che porteranno alla formazione dell'Assemblea Costituente del Partito Democratico, decretandone così ufficialmente la nascita.

L'attesa e l'emozione personale è destinata ad aumentare, almeno per il sottoscritto, dato che - nell'ambito della mia partecipazione attiva a iMille - da lunedi lavorerò con una certa frequenza al Comitato La nuova stagione, vivendo così la mia prima campagna elettorale "dal di dentro": un ventitreenne laureato in Scienze Politiche col pallino del PD non poteva chiedere di meglio. Primo obiettivo: l'organizzazione della prima Assemblea Nazionale del movimento, che si terrà a Roma l'1 e il 2 Settembre e alla quale tutti - aderenti, simpatizzanti o semplici curiosi - siete invitati a partecipare.

Proprio con l'inizio di Settembre inizierà il countdown verso la fatidica data del 14 Ottobre, ed è prevedibile una escalation del dibattito tra le liste e i sei candidati che si contendono la segreteria. Non che il dibattito estivo sia stato particolarmente zuccheroso, anzi: sarà probabilmente colpa/merito dell'enorme mole di consensi di Walter Veltroni, ma dovremmo comunque riflettere del perchè i suoi avversari usino toni e stratagemmi da outsider, anche quelli che tanto outsider non sono.

La sensazione è che Veltroni abbia deciso di mettere al centro della sua campagna elettorale la sua idea di partito e la sua idea di paese (idee sensate, a parere di chi scrive), mentre gli altri - mi riferisco soprattutto a Bindi e Adinolfi, un po' meno a Letta - non riescano ad uscire da una impostazione profondamente veltroni-centrica.

Giusto per tornare a parlare di contenuti, ho apprezzato particolarmente la lettera del sindaco di Roma a Repubblica, pubblicata il 24 Agosto. In quella lettera ("Un partito maggioritario") c'è una riflessione lucidissima col la quale concordo in toto, e c'è - in conclusione - un passaggio che lascia ben sperare per il futuro del Pd e della rete come mezzo di partecipazione politica: "le modalità di associazione e di militanza dovranno essere le più varie e flessibili, secondo un modello a rete, che valorizzi le sezioni territoriali come i circoli di ambiente, le associazioni culturali come le forme più innovative di contatto telematico: è anche in questo modo che il Partito democratico potrà contribuire a portare all'impegno e all'assunzione di responsabilità politiche più donne e più giovani".

Parole sacrosante, alle quali dovranno seguire i fatti: per questo si rende più attuale e necessario che mai un tam tam sui blog per diffondere il più possibile l'iniziativa del "Patto con Walter": un patto per la rete, per il diritto all'accesso come diritto fondamentale dei cittadini, per una lotta seria ed efficace al digital divide.
Che dire, le premesse ci sono tutte: quello che ci aspetta sarà certamente un autunno intenso che ricorderemo a lungo.
lunedì, 18 giugno 2007
di Carlo Traina
iMille per un PD
 
Forse ormai lo sapete già: come aveva preannunciato Concita De Gregorio su D di Repubblica il 6 giugno, a Roma si sono riuniti sabato scorso “in seduta carbonara” un gruppo di giovani (più qualche fuori quota come me) che – spinti soprattutto dall’entusiasmo e dall’incoscienza di Ivan Scalfarotto - hanno deciso di fare nascere una lista che concorrerà alle primarie per la costituente del Partito Democratico: iMille (con la “i” rigorosamente minuscola … come iPod, per intenderci).

Otto ore di discussione pressoché ininterrotta, in una calda sala in via delle Vergini (sarà un segnale?), a scambiarci entusiasmi e dubbi, ad avanzare proposte e critiche. Qualcuno ha parlato di “mission impossible”; qualcun altro, nel rispondere al perché “dovevamo farlo”, ha paragonato il PD a due aziende in crisi che hanno bisogno di nuovi investitori.

Su questo sono intervenuto dicendo che probabilmente l’immagine più calzante non era quella di una azienda, ma di una squadra di calcio, che per colpa dei propri dirigenti e calciatori corre il rischio di una retrocessione eterna. E allora noi, più che freddi investitori, possiamo considerarci degli appassionati tifosi che vogliono fare qualcosa per salvare la loro squadra del cuore.

Qui non vi parlo dei “contenuti”, delle “modalità” e delle “regole” che caratterizzeranno la lista de iMille. Alcune cose sono già state anticipate dai blog di Ivan Scalfarotto, di Mario Adinolfi, dal “nostro” Francesco Costa, ai quali, tra i tanti altri, si sono aggiunti i post di Luca Sofri e di Marco Simoni su OneMoreBlog. A breve tutti i dettagli verranno resi noti attraverso la stampa, gli altri organi di informazione e su un blog creato “ad hoc”, e noi avremo modo di tornarci in maniera esaustiva.

Senza dubbio posso però già assicuravi che questa sarà una lista “aperta”, nella quale chiunque potrà chiedere di partecipare (purché ne condivida naturalmente i contenuti) e dove non ci saranno alchimie nella definizione dei candidati. Una lunghissima discussione, vi dicevo. Alla fine l’idea della lista ha ottenuto la stragrande maggioranza dei consensi, anche se si è dovuta rilevare qualche “astensione – standby” illustre e sofferta, tra cui il nostro Valter Gallo che spiegherà direttamente nei commenti la sua posizione.

Io ho deciso per il si ascoltando il cuore e guardando in faccia molti dei miei compagni di avventura. Non sono capace in casi del genere di fare calcoli: se percepisco che lì ci sono le “mie” idee, una possibile risposta alle “mie” frustrazioni, sento che non posso rimandare. Anche perché ho sempre creduto che nei momenti importanti è più colpevole l’omissione, il “non fare” piuttosto che il rischiare. E poi mi sono chiesto come mi sarei sentito se avessi risposto no, e a quel punto non ho avuto più dubbi.

Come ho scritto, ci sarà tempo e modo per analizzare insieme i contenuti di questa lista. Da subito però voglio anticipare le critiche e i malumori che qualcuno avanzerà sulla mia scelta, legati immagino ad alcune “presenze” evidenti tra i promotori non sempre condivise da alcuni frequentatori di Pennarossa. Io ho privilegiato le finalità che si prefiggono iMille: un PD che rappresenti chi oggi rappresentato non è; una politica dove si entri per servizio e se ne esca per regola consueta e pacificamente accettata; che sia realmente “al servizio” dei cittadini e da cui spariscano privilegi e prebende. Non sarà facile, ma non provarci sarebbe un delitto.
                                                                         Kkarl

p.s. C'è bisogno che chi è interessato a ri-fare l'Italia con iMille alle primarie del PD del 14 ottobre, dia subito la sua disponibilità a dare una mano, per ora scrivendo a imille07@gmail.com; prestissimo avremo un blog collettivo dove si discuterà anche di programma, comunicazione, raccolta fondi e di tutto quel che c'è bisogno.
Basta che non si discuta e basta, che qui bisogna fare.
venerdì, 04 maggio 2007

1 - Pizza alla Obama

Pizza Obama


Lunedì 7 maggio i bloggers romani (ma non solo), interessati alla nascita di un PD veramente democratico e partecipato, si incontreranno per una “PizzaBlog”. L’originalità dell’iniziativa consiste nel dibattere un post dal vivo, grazie anche alla presenza di Federica Mogherini (blogger e vice responsabile esteri dei DS, alla quale il Magazine del Corriere della Sera di questa settimana ha dedicato un bell’articolo). Federica ha curato recentemente le relazioni con il PD USA ed ha accompagnato Howard Dean durante la sua visita in Italia in occasione del congresso DS.

Sarà un’occasione per commentare a caldo le elezioni presidenziali francesi, per capire il funzionamento dei Democrats statunitensi, per confrontarci su come i nostri blog, la rete, possono fare del Partito Democratico un vero "partito nuovo" aperto ai cittadini, come già avviene, in parte, negli States (date un occhiata a questa richiesta, fatta ieri, di Barack Obama proprio a Howard Dean, ripresa dal Washington Post).

L’appuntamento è per lunedì 7 alle 20.30 al Ristorante-Pizzeria La Villetta, via della Piramide Cestia 53 a Roma. Se siete interessati lasciate un un commento sul blog di QdR.



2 - Families Night

Families Night


Facciamo il punto: i “numeri” di questa iniziativa ci incoraggiano ad intensificare gli sforzi in vista dell’11 maggio. Più di 150 adesioni e, ad oggi, più di 3.000 visitatori, oltre naturalmente alle altre adesioni dichiarate sui blog che hanno ripreso l’iniziativa. I prossimi giorni saranno importanti per dare risalto nazionale al Families Night, alla sua caratterizzazione “non violenta”, di dialogo e, per l’appoggio ai Dico, .. “filogovernativa”. :)

Questo, pochi giorni dopo il duro attacco che l’Osservatore Romano (e a seguire tutti gli esponenti del centro destra … e non solo) hanno fatto ad Andrea Rivera, colpevole di avere espresso una opinione. L’episodio è emblematico del periodo e di come il desiderio di alimentare lo scontro risieda soprattutto negli ambienti dell’integralismo cattolico.

Ormai conosciamo tutti le frasi “incriminate” di Rivera e spero che concordiamo che ben altro è lo stile e il linguaggio del terrorismo. Ebbene: siamo convinti che il Families Night, proprio perchè non violento e fortemente simbolico (ma comunque determinato nella richiesta dei diritti civili ancora oggi negati), sia la migliore risposta a chi invita continuamente ad abbassare i toni dello scontro tra laici e cattolici.


3 - GPB 2007

GPB 2007

Anche quest’anno Mario Adinolfi ha lanciato il “Gran Premio Blog". Pennarossa, già vincitore per la sezione “miglior post” nel 2006, è stato inserito tra i blog politici per i quali si stanno effettuando, in questi giorni e fino al 10 maggio - le votazioni.
La tribù considera la gara di Mario un simpatico diversivo che comunque può testimoniare il consenso sulle iniziative del blog … per cui invita tutti gli amici degli indiani a giocare con loro, e quindi a votarli!