martedì, 26 agosto 2008
di Valter Gallo

Bye, bye, Pechino

A giochi fatti, ora che il circo olimpico ha sbaraccato, possiamo inoltrarci in alcune considerazioni.

La prima: tempi duri per chi ha a cuore i diritti umani e la democrazia, non solo in Cina. L'avvenimento sportivo ha sovrastato mediaticamente qualsiasi forma di protesta.
Rampini
, come al solito e con la sua sensibilità, ben definisce la posta in gioco senza fare sconti.


Rimarranno per qualche mese le immagini di sportivi/e veri, tra tutti la la Idem, che, partecipando con passione pura, negli sport cosiddetti minori, hanno nobilitato l'avvenimento.

Da sottolineare poi, nell'epilogo, la "generosità" di atleti e giornalisti verso i diritti umani calpestati. Parto da questi ultimi.
Ho sentito affermare dal giornalista del Tg1 Marco Franzelli, "Cuor di Leone", a giochi chiusi nel tg delle 20, che ora bisogna pretendere dal regime cinese aperture sui diritti umani.
Ora, a fari spenti, con i 4 amici al bar. Per dirla alla Totò, " .. ma ci facci il piacere!".

      
Sicuramente hanno avuto più dignità la Idem, la Granbassi, il pugile Russo, che hanno donato al Dalai Lama, come segno di vicinanza con il popolo tibetano, un body, una maschera, i guantoni. Qualcuno ha giustamente fatto notare che, se venivano aggiunte le doppiette del tiro al piattello, le frecce del tiro con l'arco, e se il tutto veniva accompagnato da una delegazione composta dal supermassimo Cammarelle e dal lottatore Minguzzi, il Dalai Lama poteva andare tranquillamente ad un confronto con il regime cinese.

Per concludere, io rimango dell'avviso che si sia persa un occasione per accelerare, attraverso vere pressioni internazionali, il cammino democratico cinese (e tutto quello che ne consegue: diritti umani, democrazia, causa tibetana).

Altri, molti altri, con in testa il presidente del CIO Rogge, pur sapendo di parlare della "vetrina cinese", cioè di quello che il regime ha deciso che era possibile mostrare, hanno sottolineato la giusta causa dei giochi.


Mah, se vi va, mi piacerebbe leggere qualche vostra riflessione in merito.

* * * * * *

ps. Oggi ricorre il 4° anniversario della morte di Enzo Baldoni. Noi lo ricorderemo sempre così.


postato da: valtergallo alle ore 18:31 | Permalink | commenti (5)
Commenti
#1   26 Agosto 2008 - 19:42
 
Che dire. Forse era ingenuo pensare ad un'attenzione per i diritti umani superiore a quella che comunque c'è stata (almeno i primissimi giorni, e qua e là durante la grande kermesse), quando c'era in ballo il più grande interlocutore economico-commerciale dell'intero pianeta.
Si sa, gli USA hanno l'economia a pezzi e le casse prosciugate da guerre sante (e ora è alle porte di una nuova guerra fredda che le spremerà le ultime risorse); la Cina presto la soppianterà, non ci illudiamo riguardo a ciò.
Come dice giustamente Valter, ringraziamo gli atleti che hanno comunque avuto un pensiero extra-sportivo, anche se secondo me ci si è limitati troppo alla questione tibetana, che è solo la punta di un iceberg.
La Cina è sempre più vicina, e possiamo farci ben poco. Piuttosto, chiediamoci cosa vuole davvero l'Occidente. Io penso semplicemente che sta facendo, ha fatto, e sempre farà una politica miope, ridotta ai meri interessi immediati, che non capisce quali conseguenze seguiranno da questo atteggiamento.
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#2   27 Agosto 2008 - 20:51
 
Il Coni deve sostenere gli sport individuali che vantano un ampio parco medaglie. Se a Londra si vorrà far bene nel 2012, si dovrà seguire proprio l'esempio britannico. Questo consiste nel dare meno attenzione agli sport di squadra (in fondo una medaglia nel calcio vale come una sua simile di qualsiasi altro sport) e concentrarsi su judo, scherma, nuoto, canoa, canotaggio, ciclismo, tiro a segno, tiro con l'arco, lotta e pugilato. E infine sostenere l'atletica leggera, che delle olimpiadi è la regina. La Gran Bretagna ha terminato l'olimpiade con un meraviglioso quarto posto nel medagliere con 19 ori. Questa è la nazione Europea da guardare. Non serve a molto consolarci con il vedere dietro di noi la sfortunata Francia (solo 7 ori ma tantissimi argenti e bronzi) e la Spagna.
Ci si deve lamentare invece degli arbitraggi scandalosi. Negli sport a punteggio gli arbitri hanno penalizzato diversi atleti per favorire perlopiù cinesi. La ginnastica ritmica e quella artistica sono i due casi più emblematici. A esercizi mediocri delle cinesi corrispondevano punteggio alti. Così le nostre ragazze della ritmica e della ginnastica artistica si sono dovute accontentare dei soliti odiati quarti posti. Quarti posti che sanno di truffa. Ha fatto tenerezza il fair play del ginnasta della sbarra Igor Cassina, di fronte a una valutazione davvero bassa che lo ha relegato al quarto posto. E l'oro anche in quel caso è andato a un cinese, il ginnasta Zou Kai, arrivato davanti al più spettacolare statunitense Jonathan Horton. E così la Cina ha raggiunto 51 ori e 100 medaglie. Gli USA possono giusto consolarsi con il numero di medaglie complessive superiore a quello dei cinesi.
Ma.Le.
utente anonimo

#3   28 Agosto 2008 - 10:36
 
Ma perché si parla di medaglie, medagliere e quanti ori bronzi e argenti? E pensare che le Olimpiadi sono nate grazie a Decoubertain...
Sinceramente, a me che l'Italia abbia vinto 1 oro in più o in meno della Francia frega assai poco.
Comunque, la questione del medagliere non solo per il fatto che esista, ma anche come è impostata, è assai poco decubertiniana: una nazione come la Francia che ha vinto decine di argenti e bronzi rischiava di essere posta (da chissà chi, secondo quali parametri) dietro l'Olanda, solo per il numero di ori. Ma allora è davvero solo importante vincere?
Che tipo di mentalità diamo alle generazioni future?
utente anonimo

#4   28 Agosto 2008 - 11:14
 
E' banale anche scriverlo, ma ormai dello spririto olimpico è rimasto niente. Almeno, fino a qualche tempo fa, gli atleti professionisti erano esclusi dai Giochi: oggi anche i calciatori vanno alle Olimpiadi!
Senza parlare poi della potenza degli sponsor, veri "padroni" dell'evento.
Sui favoritismi agli atleti di casa, occorre ricordare che sono sempre esistiti, quindi non possiamo scandalizzarci più di tanto.
Bisognerebbe chiedersi se sia giusto assecondare questa corsa inarrestabile alla mercificazione e alla politicizzazione dei Giochi.
Noi di Pennarossa abbiamo provato a infondere nei nostri frequestatori il dubbio.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente kkarl

#5   01 Settembre 2008 - 20:15
 
La vera vergogna sta nel pensare di strumentalizzare un evento per sostenere un principio di fatto calpestato dall'economia mondiale... prima di guardare alla Cina guardiamo all'ipocrisia che regna sovrana...
utente anonimo

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categoria:cina, diritti, boicottaggio, darfur, democrazia, libertà, olimpiadi, dissenso, dalai lama, società civile, baldoni, minoranze, censure, pennarossa, pechino 2008, turn off pechino 2008