
La prima: tempi duri per chi ha a cuore i diritti umani e la democrazia, non solo in Cina. L'avvenimento sportivo ha sovrastato mediaticamente qualsiasi forma di protesta.
Rampini, come al solito e con la sua sensibilità, ben definisce la posta in gioco senza fare sconti.
Rimarranno per qualche mese le immagini di sportivi/e veri, tra tutti la la Idem, che, partecipando con passione pura, negli sport cosiddetti minori, hanno nobilitato l'avvenimento.
Da sottolineare poi, nell'epilogo, la "generosità" di atleti e giornalisti verso i diritti umani calpestati. Parto da questi ultimi.
Ho sentito affermare dal giornalista del Tg1 Marco Franzelli, "Cuor di Leone", a giochi chiusi nel tg delle 20, che ora bisogna pretendere dal regime cinese aperture sui diritti umani.
Ora, a fari spenti, con i 4 amici al bar. Per dirla alla Totò, " .. ma ci facci il piacere!".
Sicuramente hanno avuto più dignità la Idem, la Granbassi, il pugile Russo, che hanno donato al Dalai Lama, come segno di vicinanza con il popolo tibetano, un body, una maschera, i guantoni. Qualcuno ha giustamente fatto notare che, se venivano aggiunte le doppiette del tiro al piattello, le frecce del tiro con l'arco, e se il tutto veniva accompagnato da una delegazione composta dal supermassimo Cammarelle e dal lottatore Minguzzi, il Dalai Lama poteva andare tranquillamente ad un confronto con il regime cinese.
Per concludere, io rimango dell'avviso che si sia persa un occasione per accelerare, attraverso vere pressioni internazionali, il cammino democratico cinese (e tutto quello che ne consegue: diritti umani, democrazia, causa tibetana).
Altri, molti altri, con in testa il presidente del CIO Rogge, pur sapendo di parlare della "vetrina cinese", cioè di quello che il regime ha deciso che era possibile mostrare, hanno sottolineato la giusta causa dei giochi.
Mah, se vi va, mi piacerebbe leggere qualche vostra riflessione in merito.
ps. Oggi ricorre il 4° anniversario della morte di Enzo Baldoni. Noi lo ricorderemo sempre così.

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