1 - Minoranze obamiane

Francesco Costa ne ha già scritto a caldo su Giornalettismo e, la prossima settimana, dopo che sabato la Clinton paleserà la sua "exit strategy", ci ritornerà su nel nostro blog.
Per il momento due segnalazioni: la prima riguarda l'ironica trasformazione, pubblicata sul sito di Obama, dello slogan "Yes, we can" in "We did it" (Ce l'abbiamo fatta), con tanto di fuochi d'artificio.

"Sono andato alla fine della Terra, sono andato alla fine delle acque, sono andato alla fine del cielo, sono andato alla fine delle montagne, non ho trovato nessuno che non fosse mio amico".
2 - Maggioranze nucleari

Prima che qualche dubbio incrinasse le granitiche certezze dei nuclearisti dell'ultima ora, avevamo espresso i nostri dubbi sul tema con il post di Corrado Truffi che evidenziava, tra l'altro, il problema della disponibilità dell'Uranio. Io rimango dell'opinione che l'unica maggioranza, legittimata da un referendum (1987), sia quella che ha visto esprimersi l'80 % dei votanti.
Dopo che il terremoto cinese ha ricordato agli smemorati i rischi per gli impianti nucleari, Luttazzi ha sarcasticamente fatto notare che " ... questa è davvero una piega inaspettata degli eventi. Sapete una cosa? D'ora in poi costruiamole solo in posti dove non ci sono terremoti. Ad esempio qua in Italia."
Non rassicurano poi gli studi, assurti all'attenzione dell'opinione pubblica, sulla centrale slovena di Krsko. Insomma, chi lo dice a Scajola, che sul nucleare afferma che indietro non si torna, che la sua "maggioranza" è tutta da verificare?

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