
Avrei voluto scrivere su Simona Milio, una giovane donna, un cervello in fuga che si sta facendo valere all'estero, insomma un esempio di donna affermata al passo con i tempi. Ma l'attualità mi costringe verso altri lidi.
Come poter coniugare un post su una donna emigrata, che ha preferito lo studio al gossip, con un riassunto degli eventi femminili italiani dell'ultima settimana? Chissà se Simona Milio è al corrente di quanto avviene sulle nostre sponde e di come le nostre donne, italiche al 100%, siano diventate lo specchio della rancorosità e della trivialità della peggior specie.
Atteggiamenti, di per sè già poco edificanti, sono oggi in multipla offerta speciale, una tale quantità da temere di non saperne trasmettere la grandiosità, uno spaccato di visioni hard che Tinto Brass appare un novizio al confronto tanto sono al limite della decenza, una carrellata di corpi orizzontali, verticali, proni, una vertiginosa descrizione di posizioni degna del peggiore baccanale.
Un suggestivo lupanare offertoci, senza grazia alcuna, dalle pie labbra di devotissime donne quali la Mussolini e la Santanchè. Rimane un mistero capire come sia possibile che il Vaticano, così sensibile alla parola condom, prevenzione delle nascite, educazione sessuale, non esprima nessuna reprimenda all'ascolto di tali sconcezze, che crediamo altamente offensive e lesive per la dignità delle nostre figlie adolescenti.
Ma forse il Papa strizza un pisolino quando le devote donne rilasciano tali interviste, e perciò non può sapere quante parole così poco innocenti vengano proferite da queste fedeli signore, che hanno poi la spudoratezza di offrirsi come portavoce della sacralità della famiglia, del ruolo della donna madre e credente.
Tra nonno Benito (pur dittatore, non possiamo negargli il ruolo) che invece di suggerire i numeri al lotto, detta la linea e i discorsi alla nipotina Alessandra, compresa l'alleanza con nonno Silvio, e la Santanchè, indecisa se farsi fotografare come Maria Maddalena o l'Immacolata Concezione, ci guardiamo interdette e felicemente ci diciamo: noi non siamo così.
Noi siamo donne responsabili, che si battono per la 194 , lo facciamo sottolineando che non è per invitare ad abortire, ma per tutelare le donne che vi ricorrono.
Lo facciamo affinché non finiscano nelle mani delle mammane e di alcuni ginecologi, detti eufemisticamente "cucchiai d'oro", di chiara fama per i lucrosi redditi. Noi siamo donne che si battono perché le figlie studino e lavorino affinché non siano le mantenute o le geishe del XXI secolo, noi siamo donne che allevano i figli nel rispetto dell'altrui sessualità e dei diritti fondamentali, che li hanno voluti liberi di amare senza alcun condizionamento di genere e appartenenza.
Noi .... noi.... noi..... finché non leggiamo Marianna Madia e ci chiediamo perché una ragazza di soli 27 anni, cresciuta nell'alveo di una società democratica, rappresentante di un partito moderno, rilasci un'intervista dove si evince il ruolo di un'identità femminile così poco rispondente ai canoni della società che dovrebbe rappresentare, una società laica e non bigotta, dove convivono donne e uomini che si adoperano perché siano riconosciuti pari diritti e doveri.
Ci chiediamo quale folgorazione abbia colto Marianna Madia, se dal silenzio più assoluto sia passata di colpo a dichiarare quanto da noi letto sul "Il Foglio". Un'8 marzo tardivo? Ma con quale associazione femminile,o di difesa dei diritti civili si sarà mai confrontata?
Spero tanto per lei, che non si sia limitata alla lettura dei tabloid dove uomini maturi, ormai in preda a tarde pulsioni, rivendicano la revisione della legge 194 in nome di aborti fatti effettuare dalle proprie ex amorose.
Alberga, netta, la sensazione di trovarci al cospetto di personalità così provate dalla vita, che dopo aver dissennatamente abusato della propria e altrui esistenza, si rivolgono al confessore pietoso per strappare l'assoluzione che li porterà diritto diritto, se non alle porte del paradiso, almeno a quelle del purgatorio.
Proprio perché italiani e scaramanticamente portati a toccare ferro ad ogni piè sospinto, ho un suggerimento da regalare a Marianna Madia, in virtù della sua giovane età e della sua fresca esperienza politica: eviti di rincorrere i sensi di colpa altrui, di uomini in piena senilità, i quali, complice una propizia scena mediatica, cercano testimonial per la propria catarsi pubblica.

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