martedì, 04 dicembre 2007
di Valter Gallo

Human rights in China
 

Si parte. Come preannunciato, da oggi è online il blog dell'iniziativa "Turn Off Pechino 2008". Di seguito riportiamo una sintesi della lettera/petizione che è alla base dell'iniziativa.

*********************

Con l'avvicinarsi dei giochi olimpici di Pechino 2008, le perplessità, riguardanti le condizioni politiche in cui si svolgeranno le prossime olimpiadi, ancora non sono state fugate.

Sul piano dei diritti umani non si sono ancora visti quei progressi, quelle riforme, che il governo cinese aveva promesso al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e all’opinione pubblica internazionale al momento dell’assegnazione dei giochi.

Recentemente, in una lettera aperta, 37 intellettuali cinesi hanno messo in dubbio la reale volontà di democrazia del regime cinese ed hanno ricordato che, senza una promozione dei diritti umani, gli slogan olimpici rischiano di tradire i loro ideali e lasciano un mondo “dove persone soffrono discriminazione, persecuzione politica e religiosa, mancanza di libertà, come anche povertà, genocidio e guerra”.

Organizzazioni internazionali come Amnesty International, Reporters sans Frontieres, Human Rights Watch, Information Safety and Freedom, hanno argomentato ampiamente la reale situazione, denunciando le violazioni sopra citate. Anche l'atteggiamento avuto dal governo cinese nel genocidio del Darfur, il sostegno economico alla giunta militare birmana, l'oppressione del popolo tibetano e l'ostracismo verso il Dalai Lama, il primato mondiale sulle esecuzioni capitali, il non riconoscimento dei diritti della comunità LGBT, il non intervento sui tanti abusi fatti agli animali, non lasciano presagire una reale volontà di concordia con le altre nazioni della terra. Questo, grazie anche all'atteggiamento “benevolo” di molti Paesi, interessati più che altro ai rapporti commerciali con il grande mercato cinese.

Fatte queste premesse, come è possibile partecipare a cuor leggero a quella che è ritenuta da tutti la principale festa dello sport e dell’umanità intera?

Per tutto questo noi lanciamo la

campagna “Turn off Pechino 2008”

e proponiamo

se non ci sarà una reale "tregua olimpica" sull'informazione e su Internet (oggi censurati), sulle libertà fondamentali (oggi non garantite), e se non si percepiranno significativi interventi sui punti sopra citati, sotto il controllo di osservatori internazionali

di non partecipare all'evento, spegnendo la TV

Invitiamo tutti i bloggers ad aderire a questa campagna inserendo un commento sul blog "Turn Off Pechino 2008", rilanciando a loro volta questo post, mettendo il banner  dell’iniziativa sul proprio blog.

postato da: valtergallo alle ore 13:54 | Permalink | commenti (14)
Commenti
#1   05 Dicembre 2007 - 02:17
 
"Si è parlato anche dei diritti umani e dai nostri interlocutori abbiamo avuto delle risposte molto chiare. Credo che il libero mercato porti naturalmente anche ad una libertà"
Silvio Berlusconi, ministro degli esteri ad interim, dopo il suo viaggio in Cina.
Non sarà invece che, come ben denuncia coi suoi dati Amnesty Internetional in un rapporto destinato all'Unione Europea, il capitalismo selvaggio cinese, così come quello russo, si è unito alle potenti gerarchie di potere derivate dal regime totalitario, finendo col prendere il peggio dei due sistemi?
Se qualcosa anche in piccolo si può muovere con un piccolo gesto come lo spegnere la tv... allora puntiamo tutti i nostri telecomandi per provare per una volta a cambiare non solo canale, ma cambiare il mondo! :-P
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#2   05 Dicembre 2007 - 07:48
 
Macondo hai ragione, il problema è proprio l'aver preso il peggio dei due sistemi. È vero quello che dice Berlusconi - come spiega Amartya Sen - il punto è: possiamo permetterci di aspettare quel momento?,
Per questo sono lieto che la considerazione sul "prezzo dell'aspettare" - che ha sempre stentato ad attecchire, specie a sinistra - inizi a farsi largo, come sono consapevole che non fare nulla è non diverso dal fare il male, dove c'è il male.
Tuttavia le perplessità che ho avuto modo di manifestare a Valter, anche abbastanza prevedibili, s'innestano proprio in questo ragionamento: fare questo non è peggio (pochissimo peggio) che non fare nulla? non sono proprio i media, la tv, internet, l'unico canale che non vorremmo oscurato nella speranza che qualcuno - da dentro - lanci qualche segnale, di ogni genere?
La domanda è aperta, non è retorica: neanche io ho una risposta definita, però serve a capire dove si vuole andare a parare.
In sostanza: chi si vuole colpire?
Paradossalmente, le olimpiadi me le posso guardare in Streaming?

Giovanni Fontana
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#3   05 Dicembre 2007 - 10:13
 
Giovanni, gli obiettivi che questa iniziativa vuole “colpire” sono molteplici. Tutti siamo d’accordo sul fatto che:

1) in Cina ci siano anacronistiche violazioni sui diritti umani, sulle libertà fondamentali, sulla democrazia

2) che il rapporto commerciale con quel paese ha innescato una logica perversa

3) che l’occidente, l’Italia, ha precise responsabilità, perché non fa abbastanza riguardo al punto 1, magari coinvolgendo l’Europa

4) chi se non l’opinione pubblica, opportunamente coinvolta, può inviare messaggi alla classe politica e ritenendo inaccettabili i primi 3 punti?

Lo ripeto ancora una volta. Vogliamo fare pressione, negli 8 mesi che mancano all’inaugurazione, perché sappiamo di essere piccola cosa, di essere inermi, ma non inerti.
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#4   05 Dicembre 2007 - 15:22
 
Credo che questo sia il blog più triste della rete. Se non lanciate camapgne "perdenti" e "sfigate" come il family night non vi sentite a vostro agio. Festeggerò i giochi olimpionici Pechino 2008 acquistando un 42'' per godermi al meglio le gare in Tv.
utente anonimo

#5   05 Dicembre 2007 - 18:16
 
Io invece non riesco a vedere cosa ci sia di triste in un'iniziativa che ha forse il difetto di essere quasi "banale" per quanto c'è di vero in quello che denuncia. Diciamo che è la banalità delle cose giuste. Facciamo rete con iniziative simili, facciamo casino, facciamoci sentire. Mi sembra l'unica forma di boicottaggio che non danneggia nessuno che non c'entra nulla (come quello sulle merci).E magari darà anche un po' di fiducia a quei tanti cinesi(dei quali, magari, qualcuno conoscerà pure l'italiano) che navigano in rete.
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#6   05 Dicembre 2007 - 18:31
 
Piccolo quartieruccio, il fatto che tu rimembri ancora le nostre iniziative (a proposito, era "Families Night") e, con livore, lo pubblicizzi nei blog della rete ... non ha prezzo!! (Mastercard) :))
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#7   05 Dicembre 2007 - 20:23
 
oibò sono una democratica poco "in"?
e tu valter così me lo fai scoprire?
quando mi hai invitata a far parte della tribù avevi millantato che avrei scritto per il blog più "figo" del web, il più trendy ed ora scopro che è il posto delle cause perse?
Eh no caro Valter, io voglio andare tra i big, dove si vince sempre, dove ci si diverte e si fa la ola, seduta in prima fila tra le punte,mica nelle retrovie a macinare polvere ed idealismi.
Ma che scherziamo? mica la politica si fa con i valori, qua ci dobbiamo divertire , cancella tutto e ripartiamo da zero!
Commenti quotidiani delle olimpiadi, barzellette sui cinesi sfigati , un po' di sano agonismo e che diamine, magari per ravvivare l'atmosfera proporrei un'arena dove portare un po' di sane belve affamate , sai che divertimento e goduria in diretta planetaria.
Panem et circens, per bacco!
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#8   05 Dicembre 2007 - 23:01
 
Scusate, ma che gusto ci sarebbe a fare campagne vincenti? Mica siamo pubblicitari, siamo (o aspiriamo a essere) società civile, noi, mica pizza e fichi.
Quartieri, goditi le olimpiadi, ci mancherebbe. Poi ci dici se ci sono state più medaglie o più squalifiche per doping (valgono anche i mea culpa "postumi", come la Jones recentemente).
Viva lo sport.
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#9   06 Dicembre 2007 - 00:22
 
Nella gara dei diritti umani per la Cina entro 8 mesi possiamo sperare, se non di vincere, almeno di arrivare a medaglia? :-p
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#10   06 Dicembre 2007 - 08:09
 
Su Repubblica di oggi, grande risalto al tema affrontato dalla nostra iniziativa con articoli sull'ultimo rapporto di Amnesty, sulla visita del Dalai Lama, e con un bel "fondo" di Federico Rampini.
Non molliamo.
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#11   06 Dicembre 2007 - 09:49
 
News - Ieri, Amnesty Italia ha presentato nuova documentazione ed una campagna su Pechino 2008.
Vi invitiamo a prenderne conoscenza e a promuovere anche questa iniziativa.
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#12   06 Dicembre 2007 - 14:53
 
Sorvolando su chi parla di "ala sfigata del PD", la quale denota solo una certa arroganza dovuta probabilmente alla presunzione di conoscere e sapere tutto senza però avanzare serie proposte, io credo che l'iniziativa di spegnere la TV non sia strategicamente utile. Piuttosto è proprio grazie alla TV che si può sensibilizzare l'opinione pubblica, collegando la trasmissione di eventi sportivi a programmi d'informazione, magari anche prima dell'evento anche con stand per le strade. Tanto agli sponsor che un po' di italiani non vedano d'estate l'evento poco importa.
Comunque ringrazio Valter per aver sollevato il problema e per aver delineato una strategia da seguire, anche se da me non condivisa.
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#13   06 Dicembre 2007 - 15:49
 
Personalmente condivido lo scetticismo sull'influenza di alcune tv spente, ma l'azione è volutamente provocatoria. Un po' come uno sciopero della fame... non intacca il sistema, ovvio, ma serve a far riflettere l'opinione pubblica. E se tramite questo "sciopero del tifo" si riuscirà a far parlare di diritti umani, magari proprio negli approfondimenti televisivi sulle olimpiadi, quello sì che sarebbe un ottimo risultato!
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#14   07 Dicembre 2007 - 05:13
 
Aggiungo un commento OT sul voto parlamentare di fiducia al governo: anche questa volta ce la siamo cavati per un soffiom osteggiati stavolta apertamente dall'ala teo-dem del Partito, ala che di -dem sembra avere molto poco, a dire il vero... ma non farei passare sotto silenzio la vittoria sull'emendamento contro le discriminazioni, che di fatto rende finalmente reato l'omofobia: Buttiglione stai attento! :-p
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