venerdì, 19 ottobre 2007
di Francesco Costa

San Precario
 
Domani è il 20 Ottobre, il giorno della manifestazione nazionale promossa da Liberazione, il Manifesto e Carta e alla quale hanno aderito i partiti della sinistra dell'Unione. A parere di chi vi scrive, questa manifestazione presenta tre caratteristiche particolari rispetto alle manifestazioni che siamo stati abituati a vedere finora.

La prima anomalia salta fuori quando, scorrendo l'appello che ha dato il via alla manifestazione, si leggono le più svariate motivazioni per la manifestazione di piazza. Sebbene il tema centrale della mobilitazione sia certamente il protocollo sul welfare (e i suoi provvedimenti su pensioni e precarietà del lavoro) la manifestazione abbraccia una serie infinita di tematiche: dai diritti ai migranti alla laicità dello Stato, dallo scudo spaziale alla legalità, dal ritiro dall'Afghanistan alle leggi sugli spinelli. Il tutto riassunto nel desiderio di una "iniziativa di sinistra che rilanci la partecipazione popolare".

Non si può certo dire che manchi la carne al fuoco. Mettere punti così diversi insieme all'interno della stessa manifestazione garantirà una maggiore e più consapevole partecipazione? Oppure rischia di creare confusione, e ognuno sarà in piazza per motivi diversi tra loro, e forse contraddittori ("Scendi in piazza e protesta!" "Per cosa?" "Fai tu!")?


La seconda anomalia è arrivata sul tavolo nella giornata di ieri, quando il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani - dopo aver ribadito il suo parere critico nei confronti della manifestazione - si è augurato di non vedere in piazza bandiere della Cgil. A questo suo auspicio si uniscono le esternazioni critiche di Cisl e Uil, che non saranno presenti il 20 Ottobre.

Siamo davanti a una delle pochissime volte nella storia della sinistra italiana che una manifestazione indetta "in difesa dei lavoratori" sia disertata e osteggiata così palesemente dai sindacati. Pesa inoltre il verdetto del referendum su quel protocollo sul welfare obiettivo dei manifestanti: su cinque milioni di lavoratori interpellati, oltre l'81% ha espresso parere favorevole alle misure concordate dal governo e le parti sociali.

Davanti a un dato non equivocabile come questo, è legittimo chiedersi di quali lavoratori è portavoce la manifestazione di domani? Il sorpasso a sinistra dei partiti sui sindacati non rischia di avere degli effetti destabilizzanti sul governo e sulla qualità della concertazione con le parti sociali?


La terza anomalia è il testimonial d'eccezione emerso ieri per la manifestazione del 20 Ottobre: niente popò di meno che Joseph Ratzinger, alias Papa Benedetto XVI. Aprendo la settimana sociale della CEI, il Papa ha dichiarato in un messaggio: "La precarietà del lavoro è un'emergenza etica e sociale; lo sviluppo autentico e completo della società risulta seriamente compromesso".

Sappiamo che vedere queste dichiarazioni come un appoggio alla manifestazione di domani è chiaramente una forzatura, e non possiamo non ribadire il nostro totale accordo con il Papa nell'individuare nella precarietà del lavoro una delle più gravi emergenze del nostro paese.

Quello su cui si dividono i promotori della manifestazione e i firmatari del protocollo non è infatti la lotta alla precarietà, su cui tutti sono d'accordo, bensì le misure da attuare per portare avanti questa lotta. Governo e sindacati ne hanno messe a punto alcune nel loro protocollo, i promotori della manifestazione non ne sono soddisfatti.

Il punto su cui ci piacerebbe riflettere però è un altro, con una premessa: il Papa - in quanto indubbiamente una delle persone al mondo le cui parole sono più pesanti e impegnative - è certamente a conoscenza dell'attualità del dibattito sulla precarietà in Italia, nonché di come attorno a tale tema si stiano consumando conflitti tra l'area riformista e l'area radicale della coalizione al governo.

Memori quindi dell'aperta ostilità delle gerarchie vaticane per il governo Prodi (vuoi per il tentativo di ddl sui Dico, vuoi per i tanti mangiapreti in più in giro per i ministeri) e dell'antipatia ancora più radicata verso il progetto del Partito Democratico, visto come massimo ostacolo al ritorno all'unità dei cattolici in politica (rileggere a tal proposito questa riflessione e lo splendido editoriale di Ezio Mauro di qualche mese fa), che il Santo Padre abbia voluto fare un dispetto al governo e al nascente nuovo partito?

Non lo sappiamo. Se fossimo nei panni dei promotori della manifestazione, però, staremmo bene attenti a non prendere certe esternazioni di sostegno come fossero ... Vangelo.
postato da: redpen2006 alle ore 18:02 | Permalink | commenti (11)
Commenti
#1   19 Ottobre 2007 - 20:16
 
Forse esageriamo con la dietrologia...
Il Papa parla di lotta alla precarietà perché nella visione sociale di cui si fa portatore essa è una mina vagante ai danni della famiglia tradizionale (che sappiamo quanto sia cara al pontefice), in quanto l'incertezza sulla propria situazione economica causa la paura di prendersi impegni seri a lungo periodo come il matrimonio. Un'analisi molto marxista, tra l'altro, in quanto pone ragioni economiche a causa di fenomeni sociali. Non credo che stavolta ci siano di mezzo giochi di potere contro la sinistra, anzi... perché non cogliere al volo l'opportunità per unire all'interno del PD l'ala "sinistra" a quella "cattolica" nella lotta a quello che forse è uno dei peggiori mali del nostro paese?
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#2   21 Ottobre 2007 - 10:36
 
Le cose rosse
Ieri sono stato a trovare i cugini a sinistra del PD.
Più che altro per la mia passione di foto.
Indubbiamente erano tanti, compresi anziani nostalgici e giovani incazzati (ormai si può dire no?).
Come ha giustamente scritto Francesco la manifestazione abbracciava tutti i temi dell’universo, ma gli slogan e i cartelli più numerosi erano indubbiamente per il precariato.
Speriamo che non si debba veramente fare ricorso ad un santo per risolverlo.
Per chi non ha niente da fare durante la questo week end può trovare le foto al solito posto
http://www.flickr.com/photos/karltra/

PS: come ho scritto nella Capanna spero che le tante Cose Rosse si uniscano.
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#3   23 Ottobre 2007 - 10:20
 
La notizia del giorno e' che la Mafia in Italia non conosce crisi ed e' l'azienda piu' florida del paese.
Una riflessione (stramba) sorge spontanea: ma la Mafia avra' i "precari" o avra' solamente qualche inguaribile bamboccione?
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#4   23 Ottobre 2007 - 11:45
 
La mafia solitamente è un contratto a tempo determinato firmato col sangue... ma una certa forma di precariato c'è anche lì, ma non ti lascia non arrivare alla fine del mese: la brutta clausola è che finito il contratto finisce anche la vita..
Tornando alla Mafia prima azienda italiana, comunque... sarebbe bello sapere quale percentuale del PIL occupa la criminalità negli altri paesi, per fare un confronto serio e chiedersi quanto questo paese potrebbe essere più ricco se si puntasse maggiormente sulla legalità.
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#5   23 Ottobre 2007 - 11:49
 
Cambiando discorso, dal Corriere di oggi,si preannunciano tempi ancora più duri..
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#6   23 Ottobre 2007 - 14:00
 
Attenzione a non farsi abbindolare dai "retroscena" della stampa. Come dice Alberto, nemmeno un bambino di sei anni potrebbe credere che Veltroni possa preferire perdere le elezioni subito, piuttosto che far durare il governo dell'"odiato" Prodi. Perché ormai siamo al gossip idiota che sostiene che Veltroni e Prodi si odino.

Non facciamoci prendere dal panico, per favore.

E quanto alla sinistra radicale, leggetivi sempre sul post di Alberto qualcosa di interessante sul baldo Sansonetti, poi ditemi.

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#7   23 Ottobre 2007 - 14:03
 
Sul merito del post di Francesco, concordo con Macondo. Non ci crederete, ma ho letto l'intero intervento di Ratzinger e, soprattutto, ho letto la lunga relazione di Zamagni alle settimane sociali: c'è molto da imparare da queste letture, soprattutto per voi/noi laici ed atei. E' un lungo discorso, che prima o poi farò per intero sul mio blog, perché vale la pena...
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#8   23 Ottobre 2007 - 17:01
 
Io non ho avuto quell'impressione leggendo l'articolo del Corriere.. è un'altra la cosa che mi ha colpito in verità. Cmq non so se vogliono scatenare il "panico".. ma ormai tutti i giornali sembrano aver iniziato il conto alla rovescia.. che credo aumenti i problemi per chi deve cercare invece di governare in questo clima sempre più complicato... :-/
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#9   23 Ottobre 2007 - 18:24
 
Dell'articolo della Meli sul Corriere mi hanno divertito soprattutto i "correttivi minimi" alla legge elettorale. Quali sarebbero? Buttarla tutta intera nel cestino? Questo sarebbbe un intervento "minimo" ma non credo facile con: a) maggioranza svanita; b) opposizione o ex-opposizione determinata a non cambiarla.
Alberto
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#10   25 Ottobre 2007 - 22:01
 
Sabato pomeriggio sono scesi in piazza un milione di cittadini contro il precariato. A organizzare la manifestazione sono stati Pietro Ingrao (92 anni), Rossana Rossanda (83 anni) e Valentino Parlato (76 anni). Contro la Casa delle Libertà a sinistra nasce la Casa di Riposo.

Passa da me Pennarossa

Ma.Le.
utente anonimo

#11   02 Novembre 2007 - 16:52
 
il patrigiano ingrao certo dopo la tua dotta e riconoscente battuta non dormirà stanotte. Ma chi cazzo gliel'ha fatto fare a quelli di fare la resistenza per venire trattati cosi dal primo che passa.
Stessa battutina di storace sulla montalcini, vi state adeguando alla coalizione con la destra?
laici laici epoi difendono il familiy day e non si presentano al coraggio laico... la coerenza..maancheno
utente anonimo

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categoria:vaticano, sinistra, manifestazioni, papa, sindacato, piazza, governo, precari