

Ora il regime militare è arrivato ad oscurare la rete per impedire che fuori da quel paese il mondo intero sia informato della sanguinosa repressione. Ma ormai il tam tam è partito: tutta la blogosfera si sta tingendo di arancio e di rosso, il colore delle tuniche dei monaci buddisti che hanno dato il via alle manifestazioni, e dopo i primi giorni di indifferenza, anche le piazze reali si cominciano a riempire di gente.
E’ un’onda che sempre più velocemente sta coinvolgendo tutti: basta vedere alcuni dei nostri politici con qualcosa di rosso in segno di solidarietà con la popolazione birmana. Ma è importante che non dimentichiamo, mentre manifestiamo con i colori e nelle piazze, in quale scenario internazionale la tragedia birmana si sta consumando.
Come nel caso dell’Iran, Cina e Russia si sono trovate, per le solite logiche commerciali, d’accordo nel fermare le richieste più dure di sanzioni contro il regime di Myanmar , sanzioni che UE e Stati Uniti avevano proposto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
Che fare? Forse, oltre alle magliette e alle manifestazioni, ognuno di noi dovrebbe attuare qualche forma di boicottaggio dei prodotti di questi paesi. Che ne so: limoncello di Sorrento al posto della Vodka o, più seriamente, invitare i nostri alteti a disertare le prossime olimpiadi di Pechino!

categoria:blog, , blogosfera, birmania, boicottaggio, bloggers, libertà , società civile


















