venerdì, 23 marzo 2007
La linea di confine


Confine

Un dilemma in questi giorni sta facendo discutere la tribù. Esso nasce dalle ultime uscite di esponenti Teodem contro il decreto della Ministra Turco a proposito delle quantità massime di Cannabis per uso personale.

Se il centrosinistra è quello schieramento che unisce i progressisti e i laici così come noi crediamo, quale ruolo hanno i teodem da questa parte?

Anche Luca Sofri nel suo blog si pone retoricamente la stessa domanda avanzando una costruttiva polemica sul fatto. È infatti del tutto evidente che essi cozzino con molti degli interventi che potrebbero caratterizzare questo Governo: DiCo in primis ed ora anche il decreto Turco sulle droghe leggere. E cozzano non tanto per divergenze normali nella democrazia di coalizione e Partito, ma per totale discrepanza di intenti rispetto a ciò che potrebbe caratterizzare una coalizione di centrosinistra o addirittura il Partito Democratico.

Analizzando il tema delle droghe, ciò che distingue il punto di vista di destra da quello di sinistra, apparentemente, dovrebbe essere proprio l'approccio nei confronti della distinzione tra droghe leggere e pesanti e del disincentivo all'uso, con coerenti intenti proibizionisti per i primi e un coerente approccio più morbido dei secondi.

I teodem invece, come sui DiCo, sull'eutanasia, sulla fecondazione assistita e sul testamento biologico, anche sulla lotta alle tossicodipendenze sembrano essere molto più vicini a Fini e Casini che non ai DS e laici della Margherita.

Nel mio blog ho analizzato come probabilmente i teodem non muovano alcun voto verso la Margherita pontificando così, con un po' di vana speranza, una imminente loro fuoriuscita dal progetto del PD e forse dal centrosinistra, ma per ora la domanda rimane aperta:

Che ci fanno i teodem in una coalizione di centrosinistra e soprattutto cosa ci faranno in un Partito democratico, riformista e dunque di Sinistra?
C’è una linea di confine chiara che separa la visione politica del modello di società dei progressisti da quella dei conservatori?

Stefano Fiaschi

 

postato da: redpen2006 alle ore 00:09 | Permalink | commenti (47)
Commenti
#1   23 Marzo 2007 - 08:47
 
Mah, a me i Teodem non piacciono e ne farei volentieri a meno
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#2   23 Marzo 2007 - 09:17
 
Un gradito benvenuto a Stefano, che con questo Post inizia la sua collaborazione con la Tribù.
Le tende aumentano e l’età media si abbassa. :-)
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#3   23 Marzo 2007 - 10:57
 
non so dirti se i Teodem portano voti o no, di certo portano benevolenza da parte delle Gerarchie Vaticane - a patto di sottoporre loro preventivamente ogni decisione - il che vuol dire non esser fatti la guerra su ogni questione...

FM
utente anonimo

#4   23 Marzo 2007 - 11:00
 
Il vero accelleratore sarà il cambio di leadership del centro-destra.
Fuori Berlusconi i teodem (compreso l'Udeur) non avranno più motivi ideologico-concettuali-elettorali a passare nell'altro schieramento.
L'anti-berlusconismo, dalle Primarie in poi, è stato l'unico vero collante delo pseudo centro con la sinistra.
Al futuro PD sta ora scegliere (se si fosse ancora in tempo) se aspettare l'ecatombe o se compiere scelte coraggiose per riempire di contenuti quello che ancora oggi è un contenitore.
Politicalgay
utente anonimo

#5   23 Marzo 2007 - 11:12
 
i teodem parlano perchè c'è qualcuno che vuole che parlino...questo qualcuno si chiama f.sco rutelli...tenere un minimo di contraddizione coi ds è una cautela necessaria se poi il pd non si dovesse fare e si volesse trovare una sponda al centro...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Perchiazzi

#6   23 Marzo 2007 - 11:56
 
Effettivamente i cosidetti teodem non li vedrei tanto a casa loro nel pd. Piuttosto per capirne di più sarà anche interessante vedere come evolverà il dibattito tra popolari e rutelli dentro la margherita
utente anonimo

#7   23 Marzo 2007 - 12:44
 
La confusione la fa sempre di più da padrona. Quando la politica si fa complessa e si vince per poco, è chiaro che diventa l'alchimia il terreno sul quale si trasferiscono le sfide. Non dimentichiamoci che berlusca è riuscito a governare mettendo insieme il diavolo e l'acqua santa (ricordo che Fini ebbe a dichiarare che con Bossi non avrebbe preso neanche un caffè. Qualcuno aggiunse: "lontano dai pasti!") Sappiamo tutte le vicende dei prestiti di berlusca ai "suoi politici". POichè nella sinistra non c'è un leader monetocratico è chiaro che si dovrà giocare il tutto sui valori etici della libertà, dell'uguaglianza, della dignità umana ecc, ma sempre con un occhio costante sul lavoro ed l'economia, altrimenti non si andrà lontano. Secondo me, con gli alleati non bisogna evidenziare su cosa non si va d'accordo (per soprassedere sui conflitti) e vedere quali siano i punti di forza di convergenza, per esempio l'etica...Se si vuol vincere bisogna rinunciare a qualcosa....per volere tutto bisogna avere i numeri, altrimenti tocca contentarsi, le riforme hanno bisogno dei loro tempi. La natura non conosce salti..Altrimenti si può rischiare con il "o la va o la pacca". L'importante è essere omesti con se stessi e quindi saper accettare anche la sconfitta....
utente anonimo

#8   23 Marzo 2007 - 12:48
 
il commento anonimo sopra è di www.lupoabruzzese.ilcannocchiale.it aggiungo il mio link manualmente poichè non lo dà in automatico. Cordialità
utente anonimo

#9   23 Marzo 2007 - 13:13
 
"...cosa ci faranno in un Partito democratico, riformista e dunque di Sinistra"
forse il problema sono le premesse: chi lo dice che il PD sarà di sinistra? lo sono forse marini, castagnetti o de mita?? il PD sarà di centrosinistra, cosa ben diversa... è curiosa l'ingenuità di quanti, nel corso del congresso DS, pensano che questo passaggio tutto sommato è la prosecuzione del compromesso storico, della svolta di occhetto, della nascita dei DS: no, in quei casi si rimaneva nell'alveo delle socialdemocrazie europee (anche l'eurocomunismo lo era, in fondo), ora si fa un salto verso qualcos'altro :-(
utente anonimo

#10   23 Marzo 2007 - 13:14
 
sorry, il commento precedente anonimo è di hariseldon_74
utente anonimo

#11   23 Marzo 2007 - 13:25
 
@Hariseldon: ovviamente quello di chiamare il PD di sisnistra era anche una provocazione. Ma rimane il fatto che esso fonderà le sue radici sul progressismo e sul riformismo. I teodem cosa hanno di progressista e riformista?
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#12   23 Marzo 2007 - 14:00
 
Ma siamo sicuri che il Partito Democratico nascerà come espressione sinistrorsa? A me risulta che sarà espressione del CENTRO-sinistra....c'è una bella differenza....o no?
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#13   23 Marzo 2007 - 14:18
 
E infatti questo è uno dei motivi per cui non credere alla durata del Partito Democratico. Forse sorgerà ma bisognerebbe coniugare e sezionare la parola
"DEMOCRATICO". Capire che è collegata alla democrazia, ad una sorta di libertà individuale e di coscienza...L'Italia non è pronta per questi salti.
utente anonimo

#14   23 Marzo 2007 - 14:32
 
Benvenuto a Stefano. Rispondo e faccio un po’l’avvocato del diavolo. Perdonatemi la secchezza, vado per punti, ma l’argomento mi sta particolarmente a cuore.
Io penso che finchè non affrontiamo le cose politicamente in modo serio non andiamo lontano e soprattutto costruiamo basi molto fragili su cui poggiare questo PD al quale (credo) teniamo molto.
1. Il centrosinistra non è lo schieramento (come noi crediamo) che unisce i progressisti laici. Perché ci sono anche “gli altriâ€, di cui i cattolici sono una componente molto significativa. Che noi ci trinceriamo dietro la nostra laicità è cosa non solo inutile ma dannosa al progetto politico del PD.
2. Quando Luca Sofri scrive:†C'è un punto in cui la sinistra - a forza di rendersi malleabile in nome dei "fragili equilibri" - smette di essere sinistra? E quel punto si trova prima o dopo la senatrice Binetti?†dice una cosa molto bella che, tuttavia, secondo me non centra la questione. Il punto non siamo noi o quelli che decidono di andarsene dai ds, ma quelli che non si stanno preoccupando (nel loro partito, la margherita) di marcare le differenze dalla Binetti. Sul tema ho già scritto in un post “piacere privato, virtù pubblicaâ€. Non vedo una strategia politica seria dietro la Binetti, se non il tentativo di ritagliarsi uno spazio in una coalizione ostile, piuttosto che stemperarsi in un centrodestra molto più omogeneo a lei ma sicuramente meno preminante (ci intendiamo?). Il fatto è che nessuno glielo dice con sufficiente determinazione e la cosa mi preoccupa perché comincio a nutrire dei sospetti sui suoi compagni di partito.
3. Ma il vero pericolo secondo me non sta tanto nelle esternazioni della senatrice Binetti, quanto nella continua manovra (quella si, politica e seria) del ministro Bindi che sta portando avanti un lavoro sistematico di spostamento di un limite oltre al quale non possiamo accettare di andare. Sono molti i segnali che il ministro ci ha dato della sua politica del mooving target. A cavallo del suo lavoro sui Dico (che mi sembra doveroso riconoscere) abbiamo tutti letto le sue dichiarazioni sul fatto che i ds dovrebbero vendere le loro sedi di partito e che lei non entrerà mai in una sezione che ho trovato davvero poco edificanti se vogliamo costruire il PD. L’ultima uscita sulle adozioni gay e i bambini africani (oggi su Repubblica c’è una lettera di Ivan Scalfarotto in risposta) mi è sembrata un altro esempio della sua politica un po’violenta e anche poco seria dal punto di vista istituzionale perché un Ministro della Repubblica non può giustificare delle affermazioni tanto gravi dicendo “Ho infatti pronunciato quel giudizio nel corso di un dibattito di fronte a una platea fortemente ostile ai Dico e a qualsiasi forma di riconoscimento dei diritti individuali all´interno delle coppie di fatto, specie se dello stesso sesso.†. Questi sono solo due esempi di una politica che dovrebbe indurre risposte secche da parte del maggior partito della nostra coalizione, i DS, (ogni tanto è bene ricordarglielo) anche in vista della costruzione del PD.
A questa politica dottrinale, dogmatica, bisogna dare risposte politiche di peso, altrimenti il nostro sarà sempre poco più di un lamento lontano che generosamente offriamo al vento.
Concludo con un’ultima precisazione: il Partito Democratico non sarà riformista e dunque di sinistra. Il PD Sarà un partito di centrosinistra e se questo progetto ci interessa sarà bene aver ben chiare queste cose e cominciare a darci tutta la solidità e il peso politico necessari per questa avventura.
scusate l'ingombro... ;-) Marta Meo
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#15   23 Marzo 2007 - 15:05
 
Se il PD non sarà riformista, altri suggerimenti?
utente anonimo

#16   23 Marzo 2007 - 15:15
 
Scusa mi sono accorta che quella frase non si capisce, errore mio.
Certo che sarà riformista, ma di centrosinistra, non di sinistra e basta.
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#17   23 Marzo 2007 - 16:36
 
La sottile Linea Rossa
Ha ragione Marta ma non ha torto Luca Sofri. In politica spesso si ragiona (e si vota) anche per metafore, per “immaginiâ€.
A forza di “mediareâ€, di mostrarsi concilianti con le ali estreme del centro, la parte dei DS che crede nel Partito Democratico sta spostando sempre più in là l’immaginaria linea di confine oltre la quale si perde la propria anima (compresa quella “nuova†con la quale dovremmo rinascere).
Ma forse la verità è che il terreno politico italiano è ormai senza steccati. I tanti partiti pascolano liberamente nell’immensa prateria; si raggruppano in piccoli branchi in eterno movimento con continui spostamenti di elementi da un gruppo all’altro.
Forse sarebbe ora di definire meglio – una volta per tutte – il territorio: cosa è di (centro)sinistra e cosa di (centro)destra. Gli artifici dialettici, capaci di scrivere obiettivi di programma con frasi ambigue, sono capaci senz’altro a di mettere d’accordo tutti i componenti di una coalizione, ma non a concretizzare poi quegli obiettivi in leggi e fare marciare tranquillamente il Governo.
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#18   23 Marzo 2007 - 17:24
 
Il PD deve avere una identità politica
non può essere un mero esercizio volontaristico, all'insegna del nuovismo. I Teo-dem non sono disponibili a nessuna mediazione
ma sono necessari ( al governo )
per cui le due debolezze si incrociano in un circolo vizioso.
Però il punto è altro.
Si può creare una identità politica a forza di mediazioni? Come si fa a intercettare la passione politica se su ogni cosa ci si posiziona sul "Nì"?

Svanito l'appeal "nuovistico" sarà un disastro totale
utente anonimo

#19   23 Marzo 2007 - 19:14
 
In un recente commento sostenevo che, per quanto riguarda la costruzione del PD, lo chiamavo scherzosamente PD(C),i nodi cominciavano a venire al pettine. Non mi convince per niente l'argomentazione "politica" di Marta; di politico vedo solo astrazioni a fini persuasivi. La politica è un fare concreto sostenuto da un insieme d'idee forti che francamente non vedo. Perché quasi tutti i commenti al post sono pieni di dubbi? Secondo me, sono tali perché la proposta politica è "debole",imprecisa, incerta, ecc. E' fuorviante anche la discussione tra laicità e credo religioso:è la politica a dover essere laica ed agire in tal senso non i valori individuali che sono rispettabili. L'opposizione del governo francese di destra all'inserimento nella Costituzione europeo dei riferimenti cattolici è emblematico.Si afferma la laicità di un organismo politico e nel contempo si nega il valore costituente della religione al di là della fede personale. Non è grandioso?
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#20   23 Marzo 2007 - 19:41
 
Un argomento stimolante...Molto è stato già detto, in verità.
Se è vero che è impensabile che un partito che vuole rappresentare una larghissima fetta di italiani non può essere laicista (sennò è di nicchia) però è certo che deve essere LAICO (nel senso nobile ed ampio del termine). E certe posizioni dei teodem, come vengono chiamati, le trovo difficilmente conciliabili con questa visione (estremisti di centro, buona definizione). E il PD se mai sarà, dovrà avere un'identità, altrimenti rischia davvero di essere un'armata brancaleone...
Sulla Bindi invece sono un po'meno d'accordo...a me non è piacuta per nientel'uscita secca che era stata riportata dai giornali, mentre mi ha convinto di più (pur non condividendone in toto l'impianto) la sua precisazione per Scalfari su Repubblica..con lei si può certo discutere e, spero, trovare una "buona sintesi".
E' vero comunque, che su questi temi, chi parla troppo poco è quello che resta dei DS...la rovinosa crisi identitaria che questo partito attraversa ormai da quasi vent'anni non accenna a vedere fine..sigh.
Un sorriso semplice a tutti i passanti e ripassanti della tribù
Mister X di Comicomix
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#21   23 Marzo 2007 - 20:53
 
@Comicomix: Non vorrei portare la discussione fuori dal tema, che tra l'altro ho creato. Ma vorrei sottolineare che questa distinzione tra laico e laicismo come termini indicanti due "livelli" di laicità invece che la qualità e la corrente di pensiero non esiste.
Sia letteralmete, sia nella pratica.
La laicità è qualcosa che non ammette livelli, o il potere temporale viene esercitato in completa separazione dai richiami, dettami e convinzioni religiose o non si è laici. Non si può essere un po' laici o molto laici, laicista è chi chiede laicità tutto qua.
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#22   23 Marzo 2007 - 21:43
 
Tutti quelli che continuano a volere intensamente, da sinistra, la nascita del PD, sono pieni di dubbi e, più passa il tempo, più i dubbi crescono, sotto i colpi dei teodem ben coperti da Rutelli.
Tutti quelli che sono contrari al PD, sono sempre più certi della loro opinione.
Credo dipenda dalla indubbia debolezza identitaria del partito che si prefigura, perché si fa presto a dire "superiamo le culture del '900, e andiamo oltre". Ma è ben più difficile farlo per chi quelle culture politiche le ha dentro, ossia per il ceto politico e per gli appassionati di politica, i militanti di base come noi qui in questo blog.
Però, quello che i contrari al PD dimenticano, dalle parti dai DS, è quanto segue:
1) i DS hanno perso la loro spinta propulsiva (ammesso l'abbiano mai avuta). E resuscitare post mortem il socialismo in Italia non ha funzionato e continua a non funzionare, ci piaccia o no. Voi qui di pennarossa, e in particolare i più giovani, credo vi rendiate conto (lo dice il nome:-) di essere i rappresentanti di una riserva indiana, forse in via di estinzione
2) la politica nelle società occidentali sempre più ricche e disilluse è sempre meno il centro del mondo per le persone. C'è un vasto popolo di gente che magari si sente genericamente di sinistra, ma non alzerà mai un dito per un partito come i DS, ma che è disposto a votare un partito dell'ulivo, perché la cosa è più semplice e meno impegnativa. Non sto parlando del "popolo delle primarie", ma di qualcosa di più vasto e vago
3) credo che il punto 2 sia il vero motivo, non dicibile, per il quale la maggioranza dei DS ha deciso di imbarcarsi, a qualunque prezzo, in questa avventura assai rischiosa ma promettente.
4) purtroppo, a livello di ceto politico e di militanti, ciò genera mostruosi mal di pancia, e rischia di generare più scissioni e altri cento partitini, vanificando l'obiettivo iniziale.

In conclusione. Cosa ci sarà davvero dentro il PD, dipende molto da quanti ci entreranno e, in particolare, dalla possibilità di recuperare in extremis se non tutti, almeno la gran parte di quelli che hanno votato Mussi nei congressi DS - Mussi per primo.
Per questo spero che Fassino e i suoi si decidano a fare un bell'attacco, certamente rischioso, ai teodem (sul lato laicità), e agli eccessi liberisti stile Lanzillotta (per rimarcare che stato sociale vogliamo). Un attacco strumentale, come quelli che fa Rutelli al preciso scopo di fare un PD debole e senza ala sinistra. Per ottenere un PD più forte e senza ala destra. Per non perdere pezzi a sinistra.

In caso contrario, il PD sarà proprio un luogo un po' deprimente...

Corrado
utente anonimo

#23   23 Marzo 2007 - 22:30
 
Sono proprio queste considerazioni che mi spingono a lavorare per un nuovo soggetto laico di sinistra ;)
utente anonimo

#24   23 Marzo 2007 - 22:52
 
@Luigi: un nuovo soggetto laico e di sinistra in un paese strutturalmente moderato se non di destra farà sempre e solo testimonianza, temo.

Auguri, ma il problema segnalato nel mio punto 2) sopra, per quanto antipatico, è il nostro problema di persone di sinistra che vorrebbero trasformare il mondo, e non solo criticarlo...
utente anonimo

#25   24 Marzo 2007 - 00:02
 
I teodem col centro-sinistra (così come dovrebbe essere e come lo intendo io) non c'incastrano per niente, ma non possiamo lasciarli a casa loro. La nostra maggioranza è talmente risicata che abbiamo bisogno di tutti i teodem e tutte le Binetti del mondo... per tirare avanti.
L'alternativa è da incubo.
Un abbraccio da Fioredicampo.
utente anonimo

#26   24 Marzo 2007 - 02:38
 
@Corrado: infatti noi di Pennarossa ci siamo e ci saremo a dare il nostro contributo alla costruzione del Pd.

@Fioredicampo: Ovviamente finché questo Governo regge ce li dovremo tenere, si parlava ipotizzando un futuro non proprio prossimo.
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#27   24 Marzo 2007 - 02:52
 
Quei conservatori portavano in dote un certo numero di voti. Chi li ospita puntava a quelli. Il Vaticano puntava a mettere i bastoni fra le ruote. Tutti hanno ottenuto quello che volevano. Ci ha rimesso solo il Paese...
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#28   24 Marzo 2007 - 10:35
 
Caro Corrado
Che i DS abbiano esaurito la loro spinta è indubbio, ed è il motivo principale per cui i suoi maggiori esponenti stanno cercando (con molta difficoltà) nuove formule e nuove identità.
L’immagine che dai di Pennarossa mi fa pensare a certe Case del Popolo dell’Emilia o delle colline toscane dove anziani e nostalgici col fazzoletto rosso al collo giocano a carte sotto lo sguardo di Stalin (dal quadro) mentre un grammofono gracchiante suona l’Internazionale.
Se Pennarossa sembra questo vuol dire che abbiamo sbagliato tutto. Meglio cambiare il nome in Penna Rosa e cominciare ad occuparci di gossip, di corna, di puttantour e kamasutra.

Più che una “Riserva†(chiusa) Pennarossa vorrebbe diventare (presuntuosamente) un laboratorio di idee aperto a tutti coloro hanno a cuore l’avvento di una sana politica di centrosinistra in Italia.
I contributi dei “giovani†Marta Meo, Francesco Costa, Stefano Fiaschi (e speriamo altri) devono essere letti in questo senso.
Aggiungo che non basta il “laboratorio di ideeâ€. Le idee – se non applicabili – restano in realtà utopie, per cui cerchiamo anche di trovare la strada perché le buone idee possano tramutarsi in realtà.
Fino ad oggi crediamo che il Partito Democratico possa rappresentare quella strada, ma se ci segui noterai anche che siamo tra i primi ad essere attenti e critici ed io sarò il primo a non entrarvi se non soddisferà le mie aspettative.

In conclusione, riprendendo anche le tue di conclusioni (sulle quali concordo): credo che i prossimi mesi definiranno meglio come il centrosinistra (e la sinistra) andranno a configurarsi. Dopo i congressi, e con alcuni “nodi†che in Parlamento dovranno essere sciolti obbligando tutti ad uscire allo scoperto, sarà più chiaro capire le “linee di confine†entro le quali considerare le nuove (o vecchie) aggregazioni.
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#29   24 Marzo 2007 - 13:45
 
Kkarl dice bene: Pennarossa è un laboratorio, un'agorà, una fucina di idee per una politica riformista e per un nuovo partito democratico e progressista nel quale abbiamo fiducia. La nostra però, e credo lo abbiate letto tutti proprio qui su Pennarossa, non è affatto una fiducia cieca o scontata: vogliamo il Pd, non vogliamo un pastrocchio. Per questo siamo pronti a dialogare e confrontarci senza paraocchi con tutti, e per questo ci è riconosciuta da più parti la buona fede di chi crede con sincerità in un progetto veramente democratico.

Alla luce di tutto ciò, l'augurio è che Pennarossa sia sempre più un'officina, un laboratorio.. e sempre meno una riserva per pochi eletti :-)
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#30   24 Marzo 2007 - 14:16
 
Ciao Stefano,
ma allora cosa proponi? fuori i cattolici dalla nostra coalizione? Non ho ben capito la tua opinione. Sorry
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#31   24 Marzo 2007 - 15:19
 
Fuori i cattolici dalla coalizione? Ma se sono sostenitore di un Partito che unisca le anime del Socialismo e del cattolicesimo democratico e riformista. Io Arcadia ho cercato solo di sollevare la questione di come ALCUNI cattolici (parlo dei Teodem) interpretino il loro agire in chiave dissonante rispetto ai loro vicini, cattolici laici compresi (fa fede il documento dei 60 Parlamentari della Margherita).
Non prego nemmeno per la fuoriuscita dei teodem dal progetto del Pd o dall'Unione, constatavo solamente un dato, il fatto che a creare un grande partito progressista, ci siano dei conservatori, in totale contrasto con quello che il Pd dovrebbe essere. Tutto qua.
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#32   24 Marzo 2007 - 16:03
 
Attenzione! Partirei con differenziare cattolici da teodem. I cattolici che portano davvero avanti i veri valori del Vangelo sono sicuramente ben accetti in una coalizione di centrosinistra. Le storie personali son certamente differenti da quelle degli ex PCI, ma tutti credo, per dirla in breve, portiamo avanti un messaggio di uguaglianza e di attenzione verso gli ultimi.
Diversa condizione è quella dei teodem, il cui unico collante con il centrosinistra è stato l'antiberlusconismo, mentre come visione hanno poco da spartire con noi... il loro cattolicesimo non è fatto da valori, ma da dogmi, non da attenzione verso gli ultimi, ma riverenza verso i potenti e le gerarchie. Queste persone danneggiano l'anima del futuro PD, e non si possono ignorare col bieco baratto di un pugno di voti. Concordo pienamente con Stefano, se uno è conservatore stia coi conservatori, please...
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#33   24 Marzo 2007 - 16:11
 
Applausi per Macondo (oltre che per Stefano, del cui post condivido ogni virgola).
Cattolici e teodem non sono sinonimi. Cattolico e laico non sono contrari.
Il contrario di laico è clericale.
Io nel Pd vorrei persone laiche, al di là della loro fede personale (sembra una cosa scontata, ma in Italia bisogna sempre spiegar tutto). Parola di cattolico e catechista, pro-matrimonio civile omosessuale, pro-adozioni ai single e gay, eccetera.
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#34   24 Marzo 2007 - 16:41
 
Sono d'accordo con Macondo.

Oltretutto si sono trasformati in corrente, contravvenendo a quello che avevano detto al momento della loro nascita.

Cque state tranquilli. Non parteciperanno al PD.
utente anonimo

#35   24 Marzo 2007 - 19:20
 
Buon sabato, tribù. Innanzitutto un grazie per tutte le opinioni espresse che hanno arricchito questo post d’esordio (scritto) di Stefano Fiaschi.
Cosa aggiungere? Intanto, riguardo il PD e la condivisibile analisi di Corrado, citando Lucio Battisti, un bel “ .. lo scopriremo solo vivendooo†non ci sta male.

Conoscere i confini politici entro i quali la coalizione può operare, senza tradire il programma elettorale, è a mio avviso fondamentale.
Certo è che, ogni giorno che passa, aumentano i dubbi sulla reale riuscita di una operazione della portata del PD. L’aver concepito, la “gestazioneâ€, con l’Unione al governo invece che all’opposizione, fa si che ogni giorno si manifestino nuove variabili. Tra le variabili prodotte, ultimamente si distinguono quelle degli “estremisti di centro†dei teodem che, grazie alla risicata maggioranza al Senato, hanno un potere di condizionamento spropositato, oltre che sulle scelte di governo, anche sul percorso costituente del “partito nuovoâ€.

Se a queste variabili aggiungiamo questo lungo e travagliato periodo congressuale dei partiti promotori, che ha di fatto bloccato (e fatto mimetizzare?) molte personalità interessate a farne parte, si può comprendere, ma non giustificare, l’attuale impasse.

Premesso questo, in cosa confidare? Vi accenno alcune opinioni e le mie aspettative sperando di non illudere me stesso e chi ha la pazienza di leggere questa riflessione.
Un partito che nasca da tradizioni forti, dall’incontro di due partiti come DS e Margherita, dalla fusione del pensiero illuminista e di quello cristiano, deve essere per forza di cose visto come un contenitore.

Ma un contenitore legato da che cosa? Dalle debolezze dei partiti promotori? Può il manifesto abbozzato essere un adeguato collante in grado di definire una proposta credibile? Può avere quest’ultimo l’appeal necessario per coinvolgere uno stanco elettorato sempre più lontano dalla politica? La mia risposta è no.

Per superare lo scollamento con gli elettori, credo che solo il coinvolgimento, allargato a tutte le situazioni possibili, ottenuto con le primarie, i sondaggi informati (deliberative polls), può essere visto come un segno di novità e di discontinuità, in grado di calamitare l’attenzione.

Solo ricercando la partecipazione su obiettivi prefissati attraverso dei patti con gli elettori, solo con la selezione meritocratica, il protagonismo dei cittadini nelle scelte sui grandi temi delle politiche nazionali e locali, possiamo sperare di suscitare ancora qualche speranza.

E’ invitabile quindi che, nel tempo, questo produca (e meno male) una politica legata strettamente alle storie personali dei candidati, al loro curriculum, alle iniziative che intraprenderanno, anche per avere la necessaria visibilità, il punto 2 dell’analisi di Corrado, rafforza tale convincimento.
Confido che l’elettorato sarà sempre più portato al pragmatismo nelle scelte e le buone intenzioni dei proclami, dei manifesti di partito, rimarranno tema di discussioni intellettuali perlopiù tra i bloggers o tra i militanti.

Concluderei con un’ultima considerazione. Sinceramente, a me, e credo in una buona parte dell’elettorato, non interessa poi molto se il PD staticamente si ritrovi nell’alveo del PSE o che venga definito riformista o progressista. Mi interessa molto di più che ci siano i necessari spazi di azione politica per tutte le componenti. Mi interessa che ci siano dei candidati che si attivino sulle tematiche care alla sinistra o se volete al centrosinistra, producendo azione politica in grado di caratterizzare, di identificare la componente.
Che ci sia, per la governabilità di questo Paese, la necessaria predisposizione a farne sintesi, proporzionalmente al peso politico, con le altre componenti del partito senza i diktat (vedi teodem o Bindi) delle minoranze.
Buon weekend.
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#36   25 Marzo 2007 - 04:44
 
personalmente attendo che Mussi, Angius e gli altri del correntone fondino un vero partito di sinistra, magari con i Verdi, Rifondazione e i socialisti di Boselli (che terrebbe fuori i vari duri e puri). Un partito che "competerebbe e appoggerebbe un eventuale partito democratico" (fra virgolette le parole di Mussi a 8 1/2)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente samuelesiani

#37   25 Marzo 2007 - 10:30
 
Samuele, se l’aggregazione a cui fai riferimento venisse fatta veramente e riuscisse nel tempo a rimanere unita, noi, come abbiamo già scritto, ne saremo compiaciuti.
Ne guadagnerebbe la governabilità di questo Paese e ci sarebbe una funzione di stimolo e concorrenza politica per il PD.
Anche in questo caso … lo scopriremo solo vivendo.
Buona domenica.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redpen2006

#38   25 Marzo 2007 - 15:14
 
Anche se dubito fortemente che i compagni della mozione Angius abbandonino il progetto del Partito Democratico e anche per i Mussiani, se non per Mussi in persona e i suoi fedelissimi, sarà da vedere quanti non aderiranno al PD
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#39   25 Marzo 2007 - 16:17
 
ho l'impressione che il progetto sia di spaccare a metà la margherita: i laici nel pd che aderirà al pse, i conservatori nella federazione di centro con casini.

fantapolitica? ultimamente la mia veggenza è molto sensoriale...

http://www.migliorforum.com/politicacostruttiva
utente anonimo

#40   25 Marzo 2007 - 22:00
 
Posta così la questione è semplicistica. Le posizioni etiche sui Dico o sulla droga sono molto più sfumate. Il termine Teodem è una invenzione giornalistica scimmiottat come al solito dalla America. Qualcuno sa chi sono e quanti sono?
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#41   26 Marzo 2007 - 14:55
 
Ma soprattutto, oltre i numeri dell'attuale parlamento, crediamo che i teodem fuori dal PD, premesse le loro posizioni sui vari temi, raccoglieranno tanti consensi da essere determinanti in prossime elezioni? Oppure una svolta coraggiosa che li ponga fuori non riuscirà a raccogliere più adesioni, tra nuovi elettori e vecchi annoiati e disincantati?
POLITICALGAY
utente anonimo

#42   26 Marzo 2007 - 15:09
 
Appello di Emergency
Emergency e Peace Reporter stanno raccogliendo firme per richiedere la liberazione dei due cittadini afgani Rahmatullah Hanefi e Adjmal Nashkbandi (imprigionati dai servizi di sicurezza afgani dopo la liberazione di Daniele Mastrogiacomo).
E’ possibile firmare qui l’appello
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente kkarl

#43   26 Marzo 2007 - 17:07
 
TEODEM???!!!! DICO???!!! PENSATE ALL'AFGHANISTAN... E A QUANTO SIETE RIDICOLI!!!! DANNO + ARMI, E CIò VA BENE A MARINI MA NN HA RIFONDZIONE. LE TOLGONO VENGUONIO FUORI CASINI COME MASTROGIACOMO. SIETE DAVVERO RIDICOLI, CARIO ROSSI. MA QUAL è LA VOSTRA POLITICA? DOMANDA da 100000000000000000000000000000 di dollari

arciundia.splinder.com
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#44   27 Marzo 2007 - 02:48
 
A me appare ridicolo il fatto che nel 2007 in Italia ci siano ancora analfabeti, mi sorprende però che sappiano commentare su un blog.
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#45   27 Marzo 2007 - 14:52
 
ma che ci fanno in Parlamento?

Devono ringraziare Berlusconi e la sua schifosa legge elettorale.

Quanto ci manca un Zapatero in Italia
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente neroinchiostro

#46   28 Marzo 2007 - 15:58
 
nel finale dici....un partito riformista quindi di sinistra. MAH, il tutto sta nel contenuto delle riforme non nella parola riformismo. Io a differenza tua sono fortemente contrario al PD, che nasce sotto un'impronta assai moderata. Insomma a prezzo di saldo Rutelli (ma forse gli ex popolari) si prende la sx italiana. COsa abbiamo fatto di male?
utente anonimo

#47   29 Marzo 2007 - 16:20
 
ormai siamo arrivati all'ultima spiaggia
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Commenti

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