Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato quando ci "urge" una riflessione. Pertanto non si può considerare un prodotto editoriale ai sensi dell'art. 1 comma 3 della legge n. 62/2001
Il nostro rammarico, per non aver colto l'occasione data per ripartire con delle primarie vere, invece, è passato a L'Infedele (dopo 1 minuto e 25 sec.) tra l'opinione di D'Alema e quella di Enrico Letta.
ps. riuscire, in questo momento, a farsi dare lezioni di politica dalla Jervolino non ha prezzo.
Tutta d'un fiato. Se domani all'assemblea nazionale del PD non si terrà conto, non solo di 1 , 2 , 3 , 4 , ma soprattutto della base, dei simpatizzanti, dei mililioni di persone coinvolte nelle primarie del 14 ottobre 2007, che non capiscono e non ne vogliono sapere di "reggenti", di logiche vecchie, per quello che era stato prospettato come un partito nuovo, ci si avvierà verso un suicidio collettivo di un progetto politico, uno spiaggiamento di vecchie balene che hanno perso l'orientamento, ultimo capitolo di tafazzismo estremo di una classe dirigente interessata più a guardare il proprio ombelico piuttosto che a preparare la strada ad una nuova e più credibile generazione capace di leggere i cambiamenti in atto nel paese.
ps. la protesta degli autoconvocati è stata ripresa da Repubblica.
ps2. finché c'è vita c'è speranza. Il "nostro" Francesco Costa su l'Unità racconta del nuovo che avanza. :)
(Roberto Saviano su Repubblica) "DA ITALIANO sento solo la necessità di sperare che il mio paese chieda scusa a Beppino Englaro. Scusa perché si è dimostrato, agli occhi del mondo, un paese crudele, incapace di capire la sofferenza di un uomo e di una donna malata. Scusa perché si è messo a urlare, e accusare, facendo il tifo per una parte e per l'altra, senza che vi fossero parti da difendere ....
.... Beppino Englaro ha dato forza e senso alle istituzioni italiane e alla possibilità che un cittadino del nostro Paese, nonostante tutto, possa ancora sperare nelle leggi e nella giustizia. Sarebbe bello se l'epilogo di questa storia dolorosa potesse essere che in Italia, domani, grazie alla battaglia pacifica di Beppino Englaro, ciascuno potesse decidere se, in caso di stato neurovegetativo, farsi tenere in vita per decenni dalle macchine o scegliere la propria fine senza emigrare.
È questa l'Italia del diritto e dell'empatia - di cui si è già parlato - che permette di rispettare e comprendere anche scelte diverse dalle proprie, un'Italia in cui sarebbe bellissimo riconoscersi".
2 - fammiscegliere.com
"Vogliamo dare vita ad una campagna, durante queste settimane di dibattito parlamentare, per sostenere una buona legge sul testamento biologico: una legge che lasci piena libertà di scelta alla persona per quanto riguarda la fine della propria vita".
Con queste ragioni qui si prova ad incidere un po'.