Il tema è vecchio e non varrebbe nemmeno la pena di riproporlo, se non fosse che ultimamente la domanda se l’è posta persino Veltroni: “E' questo il mio partito? ”. Che poi equivale a dire: “E’ questo il PD per il quale abbiamo fatto la fila alle primarie e al quale molti di noi destinano buona parte del nostro tempo?”
Più i giorni passano e più mi convinco che esistono due PD. Il primo è quello che vediamo tutti i giorni in televisione e che leggiamo sul giornale. Sono le facce di Bassolino o i registratori della Iervolino, sono le sfuriate di Fassino o i funambolismi di chi si inventa le “primarie di coalizione” per rimangiarsi un principio che doveva essere la regola fondante del nuovo partito.
E’ lo stesso PD di alcuni circoli dove si ragiona ancora in termini di “ex DS ed ex Margherita”, dove si fa credere di avere aperto le porte ai “nuovi”, ma alla fine si decide tutto in privato sentendo il capobastone di riferimento (molte volte un piccolo/grande funzionario di zona che si sente potente e legittimato a indicare nomi e strategie).
Doveva essere un partito a vocazione maggioritaria e invece nulla si riesce a proporre in virtù dei mille veti incrociati. E’ vergognosa – ad esempio – la presentazione di un numero indicibile di proposte di legge sul Testamento Biologico da parte delle diverse anime presenti nel PD.
Ma poi c’è anche l’altro PD, quello che crede in metodi e valori nuovi, che ogni tanto si rilegge il discorso del Lingotto e si domanda perché tanta differenza tra gli intenti e la pratica.
Nonostante numericamente le persone aderenti idealmente al secondo PD siano molte di più di quelle del primo, non riescono a farsi sentire o vedere, per cui le loro fila si stanno inesorabilmente assottigliando.
Sinceramente credo che l’errore maggiore sia stato nel non aver capito l’enorme potenzialità che questo “popolo” poteva dare al nuovo partito.
Molti dirigenti (a tutti i livelli: nazionali o di circolo) si sono arroccati invece negli schemi vecchi, credendo che l’elettorato potenziale fosse sempre quello tradizionale: la vecchia classe operaia e i ceti meno abbienti. Oltre a questi elettori - molti dei quali in verità sono da tempo andati via adulati dalle promesse di “luce” da parte di Berlusconi – esistono tutti quegli italiani che vorrebbero vedere un Paese diverso, diverso anche (mi viene da scrivere “soprattutto”) nei metodi e nello stile di vita, perché in fondo – a pensarci bene – è da lì che discendono i famosi “contenuti” che tutti cercano in seno al PD.
Sono gli italiani che, oltre alle sacrosante discussioni sulle “buche” e sulla “quarta settimana del mese”, vorrebbero ascoltare progetti e valori che indichino quale futuro prospettare a figli e nipoti.
Ma di qualunque cosa intenda discutere questo partito, può farlo con credibilità solo se i suoi rappresentanti vengono scelti in maniera democratica, possibilmente dal basso e con criteri meritocratici. Se fanno parte di un partito che ha il coraggio di allontanare chi sbaglia o chi non è in grado di amministrare, dando un segnale di integrità che è indispensabile per creare il consenso attorno ad ogni iniziativa che si intende promuovere. Se tutti i suoi organismi, compresi i circoli, comprendono che il partito non è monopolio del funzionario di riferimento, ma appartiene a tutti.
Qualcosa cambierà solo quando si comincerà finalmente a rivalutare questo popolo, quando i simpatizzanti e gli iscritti diventeranno “menti” da ascoltare ed alle quali chiedere pareri, e non solo braccia utili per consegnare volantini o mani da alzare per votare organismi già precostituiti.
Spero che qualcuno capisca che è finito il tempo in cui si votava a sinistra “comunque”. I segnali sono chiari e solo l’incoscienza degli inetti può giustificare il fatto di continuare come se niente fosse.
Finisco – per chi proprio ha bisogno di esempi diretti – con le mie intenzioni: non prenderò la tessera del PD fino a quando il partito non darà un segnale forte di adesione ai principi del Lingotto, e sono pronto a non votare il mio partito se – ad esempio – verranno candidati personaggi impresentabili (ogni riferimento a Bassolino in Europa è voluto).
ps: se sostituiamo la sigla PD con "sinistra", non è che i concetti cambino molto.
ps2: qui, si prova a fare le cose seriamente.