martedì, 27 gennaio 2009

marino
ll senatore Ignazio Marino è l’esempio di come sia possibile conciliare la “moderazione” e il “cattolicesimo” con la laicità e la visione moderna dello Stato.
L’averlo “arruolato” tra i propri parlamentari è uno dei (pochi) meriti che va riconosciuto a chi – nel Partito Democratico – ha deciso di avvalersi delle sue indiscusse conoscenze in campo medico.

Perché allora vanificare l’ottimo lavoro che il senatore Marino ha svolto e sta svolgendo dentro al PD e nel Parlamento italiano? Perché mortificare la sua proposta di legge sul testamento biologico - giudicata da molti come una proposta chiara ed equilibrata – scegliendo di non decidere ed inventandosi la formula pilatesca dell’”orientamento prevalente”?

Di tutto questo il senatore Marino è ben cosciente, come è cosciente soprattutto del messaggio negativo che questo atteggiamento può trasmettere. la sua lettera indirizzata a Repubblica di oggi suona come un ultimo, estremo tentativo di richiamare il Partito Democratico ad un dovere al quale non può (e non deve) sottrarsi:

“Sul tavolo c’è la questione di come il mondo politico italiano affronterà i temi eticamente sensibili: avrà un atteggiamento laico, disposto ad ascoltare le ragioni della scienza, rivolto a ricercare le soluzioni migliori nell’interesse di tutti e soprattutto dei più deboli, oppure avrà un comportamento sottomesso all’ideologia degli schieramenti e alla logica dell’uno contro l’altro”?

Per questo chiediamo a tutti i democratici di sostenere il senatore in questa battaglia, di non tirarsi indietro di fronte ad una questione cosi importante e delicata su cui la nostra legislazione è ancora colpevolmente carente. Facciamo arrivare la nostra voce all'interno del partito e sulle scrivanie di coloro che avranno l'importante compito di votare, per nostro conto, in quell'aula. Perchè riesca a nascere finalmente un PD laico e consapevole della propria identità.
mercoledì, 21 gennaio 2009

bresso
Poche settimane fa ci siamo entusiasmati per come Renato Soru ha affrontato la crisi nella regione Sardegna. Oggi leggiamo sui giornali di un altro personaggio (questa volta donna … quasi a rispettare le quote rosa) che finalmente dice – ma soprattutto fa! – le cose che sentiamo nostre, mette insomma in pratica il famosissimo "qualcosa di sinistra" a cui ci stiamo ormai disabituando.

Per questo qualcuno l'ha già definita la Zapatera d'Italia. In realtà Mercedes Bresso, governatrice del Piemonte, ha solamente tentato di compensare – dichiarando la disponibilità della sua Regione a ricoverare Eluana per l'interruzione dell'alimentazione - l'infinita serie di ingiustizie subite dalla famiglia Englaro in una "tragica storia non più sopportabile dal punto di vista giuridico e umano".

Tutto questo, mentre dentro al PD non si è saputo – ancora una volta – affrontare con decisione il tema del testamento biologico. Due giorni di discussione, nel corso di un seminario organizzato in proposito, sono serviti unicamente a dimostrare come dentro al PD il sistema dei veti incrociati tra teodem e laici impedisca praticamente al partito di avere una posizione. Detto in termini più pratici: impedisca di "fare politica".

L'esito finale della "due giorni" è stata infatti la decisione di assumere un "orientamento prevalente" sul tema del testamento biologico, senza giungere ad una posizione unitaria. Il PD ha dunque evitato un voto a maggioranza, trovando un compromesso su 15 punti predisposti da Marina Sereni.

Alla fine, sono riusciti ad irritare persino il senatore Ignazio Marino, autore della proposta di legge giudicata dalla maggioranza degli esperi come la più equilibrata. Dopo la decisione di non decidere il senatore Marino ha dichiarato: "Al PD serviva un sì o un no, tutto il resto è del diavolo. Gesù Cristo non ha parlato del sì, del no e del prevalente".

martedì, 20 gennaio 2009

giannelli1Nella storia dell'umanità ci sono date che segnano un'epoca, che restano fissate nei libri scolastici e rappresentano vere e proprie linee di confine tra un periodo e l'altro.

Su Barack Obama e sul significato della sua elezione si è ormai detto e scritto di tutto. Oggi su Repubblica, Vittorio Zucconi si spinge ad affermare che con l'insediamento di Barack Obama "finisce il razzismo".

Sicuramente Obama dovrà dimostrare con i fatti che le aspettative e le speranze manifestate da più parti nel mondo non sono mal riposte, però è indubbio che oggi è veramente un giorno da ricordare.

postato da: redpen2006 alle ore 12:18 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 17 gennaio 2009

1 - Comparsate

giannelli
2 - Merci Silvio!

Sono sprezzanti i commenti dalla stampa economica internazionale sulla chiusura dell’accordo di partnership tra la nuova Alitalia e AirFrance-KLM.
Il quotidiano francese Les Echos, con un titolo eloquente (“Merci Silvio”), ringrazia il Premier italiano Silvio Berlusconi per aver impedito nell’aprile scorso un’acquisizione del vettore italiano più onerosa per la compagnia franco-olandese di quanto non sia l’attuale operazione.
postato da: redpen2006 alle ore 10:40 | Permalink | commenti
categoria:italia, divagazioni, cazzeggio, berlusconi, alitalia, obama
sabato, 10 gennaio 2009
di Carlo Traina

PD Ultima  chiamata

Il tema è vecchio e non varrebbe nemmeno la pena di riproporlo, se non fosse che ultimamente la domanda se l’è posta persino Veltroni: “E' questo il mio partito? ”. Che poi equivale a dire: “E’ questo il PD per il quale abbiamo fatto la fila alle primarie e al quale molti di noi destinano buona parte del nostro tempo?”

Più i giorni passano e più mi convinco che esistono due PD. Il primo è quello che vediamo tutti i giorni in televisione e che leggiamo sul giornale. Sono le facce di Bassolino o i registratori della Iervolino, sono le sfuriate di Fassino o i funambolismi di chi si inventa le “primarie di coalizione” per rimangiarsi un principio che doveva essere la regola fondante del nuovo partito.

E’ lo stesso PD di alcuni circoli dove si ragiona ancora in termini di “ex DS ed ex Margherita”, dove si fa credere di avere aperto le porte ai “nuovi”, ma alla fine si decide tutto in privato sentendo il capobastone di riferimento (molte volte un piccolo/grande funzionario di zona che si sente potente e legittimato a indicare nomi e strategie).

Doveva essere un partito a vocazione maggioritaria e invece nulla si riesce a proporre in virtù dei mille veti incrociati. E’ vergognosa – ad esempio – la presentazione di un numero indicibile di proposte di legge sul Testamento Biologico da parte delle diverse anime presenti nel PD.

Ma poi c’è anche l’altro PD, quello che crede in metodi e valori nuovi, che ogni tanto si rilegge il discorso del Lingotto e si domanda perché tanta differenza tra gli intenti e la pratica.

Nonostante numericamente le persone aderenti idealmente al secondo PD siano molte di più di quelle del primo, non riescono a farsi sentire o vedere, per cui le loro fila si stanno inesorabilmente assottigliando.

Sinceramente credo che l’errore maggiore sia stato nel non aver capito l’enorme potenzialità che questo “popolo” poteva dare al nuovo partito.

Molti dirigenti (a tutti i livelli: nazionali o di circolo) si sono arroccati invece negli schemi vecchi, credendo che l’elettorato potenziale fosse sempre quello tradizionale: la vecchia classe operaia e i ceti meno abbienti. Oltre a questi elettori  - molti dei quali in verità sono da tempo andati via adulati dalle promesse di “luce” da parte di Berlusconi – esistono tutti quegli italiani che vorrebbero vedere un Paese diverso, diverso anche (mi viene da scrivere “soprattutto”) nei metodi e nello stile di vita, perché in fondo – a pensarci bene – è da lì che discendono i famosi “contenuti” che tutti cercano in seno al PD.

Sono gli italiani che, oltre alle sacrosante discussioni sulle “buche” e sulla “quarta settimana del mese”, vorrebbero ascoltare progetti e valori che indichino quale futuro prospettare a figli e nipoti.

Ma di qualunque cosa intenda discutere questo partito, può farlo con credibilità solo se i suoi rappresentanti vengono scelti in maniera democratica, possibilmente dal basso e con criteri meritocratici. Se fanno parte di un partito che ha il coraggio di allontanare chi sbaglia o chi non è in grado di amministrare, dando un segnale di integrità che è indispensabile per creare il consenso attorno ad ogni iniziativa che si intende promuovere. Se tutti i suoi organismi, compresi i circoli, comprendono che il partito non è monopolio del funzionario di riferimento, ma appartiene a tutti.

Qualcosa cambierà solo quando si comincerà finalmente a rivalutare questo popolo, quando i simpatizzanti e gli iscritti diventeranno “menti” da ascoltare ed alle quali chiedere pareri, e non solo braccia utili per consegnare volantini o mani da alzare per votare organismi già precostituiti.

Spero che qualcuno capisca che è finito il tempo in cui si votava a sinistra “comunque”. I segnali sono chiari e solo l’incoscienza degli inetti può giustificare il fatto di continuare come se niente fosse.

Finisco – per chi proprio ha bisogno di esempi diretti – con le mie intenzioni: non prenderò la tessera del PD fino a quando il partito non darà un segnale forte di adesione ai principi del Lingotto, e sono pronto a non votare il mio partito se – ad esempio – verranno candidati personaggi impresentabili (ogni riferimento a Bassolino in Europa è voluto).


ps: se sostituiamo la sigla PD con "sinistra", non è che i concetti cambino molto.

ps2: qui, si prova a fare le cose seriamente.

mercoledì, 07 gennaio 2009

Pace

Tra la crisi finanziaria/economica mondiale, il conflitto israelo-palestinese, la guerra del gas tra Russia e Ucraina, non si sa quale di queste questioni avrà più ripercussioni nel 2009.
 

Iniziando l'anno con queste spade di Damocle sul capo, da inguaribili ottimisti, auguriamo a tutti "boa sorte" confidando che le cose potrebbero solo migliorare (Legge di Murphy, permettendo).