
Non ci si indigna più, sia che si tratti di attacchi ai princìpi della nostra costituzione, sia che riguardi denunce di corruzione o malaffare. In questo quadro desolante, parlare del senatore Latorre e dei suoi "pizzini" sembra quasi una bestemmia. E' come se nel pieno di un tornado uno si preoccupi per il vento che gli sta scompigliando i capelli (lo so: è un'immagine che non mi si addice!).
Però il senatore Latorre, proprio in un contesto così deprimente, può rappresentare l'esempio da cui partire per cominciare a fare chiarezza su alcuni aspetti, che riguardano innanzi tutto il maggiore partito di opposizione (il PD). ma che possono essere "esportati" senza problemi a tutta la sinistra e all'Italia intera.
Visto che sembra impossibile modificare (almeno in breve tempo) "i massimi sistemi", perchè non provare a partire da alcune "piccole cose"? Perchè non fare capire al senatore Latorre che a noi (e ai vertici del partito) non interessa il fatto che il suo gesto non abbia carattere di reato, ma che lo consideriamo grave al punto da chiedere che la sua posizione all'interno del partito venga drasticamente ridimensionata?
Che Latorre rimanga pure dentro al PD: c'è tanto lavoro da fare e non possiamo permetterci di rinunciare ad alcuno: potrebbe essere mandato. ad esempio, a dare una mano già da subito nella campagna elettorale in Abruzzo.
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