martedì, 25 novembre 2008
di Carlo Traina

Obama

La situazione in Italia non è certamente rosea: crisi economica, crisi nelle istituzioni, atteggiamento della maggioranza al limite della democrazia e quadro sociale pericolosamente avviato verso il progressivo accentuarsi degli egoismi, della corruzione e della rassegnazione nei confronti del degrado in cui sta scivolando il nostro Paese.

Non ci si indigna più, sia che si tratti di attacchi ai princìpi della nostra costituzione, sia che riguardi denunce di corruzione o malaffare. In questo quadro desolante, parlare del senatore Latorre e dei suoi "pizzini" sembra quasi una bestemmia. E' come se nel pieno di un tornado uno si preoccupi per il vento che gli sta scompigliando i capelli (lo so: è un'immagine che non mi si addice!).

Però il senatore Latorre, proprio in un contesto così deprimente, può rappresentare l'esempio da cui partire per cominciare a fare chiarezza su alcuni aspetti, che riguardano innanzi tutto il maggiore partito di opposizione (il PD). ma che possono essere "esportati" senza problemi a tutta la sinistra e all'Italia intera.

Visto che sembra impossibile modificare (almeno in breve tempo) "i massimi sistemi", perchè non provare a partire da alcune "piccole cose"? Perchè non fare capire al senatore Latorre che a noi (e ai vertici del partito) non interessa il fatto che il suo gesto non abbia carattere di reato, ma che lo consideriamo grave al punto da chiedere che la sua posizione all'interno del partito venga drasticamente ridimensionata?

Che Latorre rimanga pure dentro al PD: c'è tanto lavoro da fare e non possiamo permetterci di rinunciare ad alcuno: potrebbe essere mandato. ad esempio, a dare una mano già da subito nella campagna elettorale in Abruzzo.
Pare che lì servano volontari per distribuire volantini e attaccare manifesti.
giovedì, 20 novembre 2008
di Valter Gallo

Primarie Roma

Dell'importanza delle primarie in questo blog se ne parla da qualche anno. Seppur pubblicizzate nella comunicazione politica o stampate a chiare lettere negli statuti del PD, come metodo di partecipazione democratica che si eleva a sostanza di un progetto politico, in molte situazioni (vedi Roma e Lazio) ancora non si riesce a metterle in pratica.

Per ricordare a chi di dovere che la pazienza non è infinita, a Roma, nell'approssimarsi dell'assemblea regionale del PD, si sono intraprese varie iniziative che promettono battaglia. Tra queste, ne citiamo alcune che vedono protagonisti alcuni dei nostri amici.

Un gruppo trasversale, composto da iscritti provenienti da tutte le anime del PD, si è ritrovato in un appello su facebook in "Quelli che ... vogliono le primarie a Roma", promuovendo anche una petizione ad hoc. Il deputato Roberto Giachetti ha iniziato una protesta nonviolenta attuando uno sciopero della fame. L’associazione "DemocraticaMente" ha promosso un appello/OdG, che verrà presentato all’assemblea regionale, che ha già raccolto più di 100 adesioni tra gli iscritti al PD.

Altre realtà si stanno muovendo. Il tema è senz’altro sentito e delle assemblee autoconvocate degli iscritti sono in programma per le prossime settimane.
Riusciranno tutte queste voci a creare un sol coro e a farsi sentire dai vertici? Lo scopriremo nelle puntate successive.

Sign for Quelli che ... vogliono le primarie a Roma

lunedì, 17 novembre 2008
Brunetta

Le roboanti e generiche esternazioni di Brunetta sui "fannulloni a sinistra", più che a colpire i diretti interessati, sanno tanto di un tentativo di emulazione, di provare ad essere col minimo sforzo, diciaaamo, all'altezza di Berlusconi.
Fini & co. sono avvisati.  
postato da: redpen2006 alle ore 08:32 | Permalink | commenti (5)
categoria:destra, berlusconi, governo, fini, brunetta
mercoledì, 12 novembre 2008
di Carlo Traina

Obama

Su Obama si è scritto molto dal giorno della sua elezione e - passata la fase di "celebrazione" - ci si comincia ad interrogare sulle scelte che il nuovo presidente sarà chiamato a fare.

A noi rimane il dubbio che ha accompagnato il nostro entusiasmo fin dal momento in cui abbiamo deciso - in tempi lontanissimi dall'euforia generale - di "adottare" il senatore dell'Illinois: quanto del "modello Obama" può essere esportato in Italia e, in particolare, nel Partito Democratico?


Va subito detto che oggi - su Repubblica - Nadia Urbinati è rigorosa nella sua risposta negativa: " (...) Obama non può essere un modello per nessun paese che non sia l'America (...)". Probabilmente è vero, ma questo non significa ignorare cosa è successo (sta succedendo) negli USA.


E' inutile girarci intorno: lì si sta realizzando una vera e propria rivoluzione politica improntata al "cambiamento", e al coraggio di sperimentare nuove strade; da noi -  a parte gli slogan e le dichiarazioni d'intento - tutto si consuma sotto un'unica parola d'ordine: "continuità".


"Continuità" significa ad esempio ignorare le nuove strade (internet prima di tutto) che hanno permesso ad Obama di raggiungere capillarmente ogni angolo degli stati americani e che gli hanno consentito di ricevere donazioni coinvolgendo una miriade di piccoli donatori. 

 
Attraverso Internet si sono costituiti 6.500 gruppi di volontari, sono stati organizzati offline oltre 13.000 eventi e raccolti fondi superiori a 1,5 milioni di dollari di cui circa la metà da meno di 25 dollari (i dati sono per difetto, riferendosi a febbraio 2008).

Ma non è solo questo l'utilizzo che Obama ha fatto e intende fare della rete. Al contrario dei nostri politici, che aprono siti durante le campagne elettorali e poi li lasciano "appesi" a partire dal giorno dopo il voto, il futuro Presidente USA intende pubblicizzare attraverso Internet sia i progetti che le realizzazioni che via via prenderanno corpo.


Considerato il disastroso livello di comunicazione mostrato dal Governo Prodi, c'è qualcuno in casa nostra, tra i fautori della "continuità", che dimostri almeno un pizzico di curiosità nei confronti di cosa sta accadendo negli States? 

 
Da noi, quando si parla di internet - soprattutto nei circoli territoriali, "ma anche" nei vertici del Partito Democratico - si vedono volti stralunati, nella migliore delle ipotesi espressione di scetticismo, in altri casi di vero e proprio "fastidio" nei confronti di un metodo che mette in discussione la tranquillizzante "continuità" di un rituale difficile da scardinare.

Internet, e tutte le sue accezioni più innovative, come ad esempio i blog o i social network, vengono al massimo permesse come il giocattolo da concedere ai sognatori del web, salvo poi chiedere disciplinatamente il ritorno ai metodi antiquati quando si tratta di affrontare i momenti cruciali della politica (elezioni di cariche o rappresentanti, campagne elettorali, confronti, ecc.).  

 
Saremo capaci di cogliere, dall'esperienza americana, uno spunto per innovare veramente sia in tecnologia e metodo, sia (non meno importante) in volti nuovi in grado di interpretare il desiderio di cambiare? Come conclude Tito Boeri nel suo articolo su Repubblica dal titolo: "Una missione per la politica": "... C'è qualcuno lassù disposto a raccogliere questa sfida?"
sabato, 08 novembre 2008
Obama

Quelli che, un nero non può arrivare alla Casa Bianca,
quelli che, se non lo vedo non ci credo,
quelli che, è troppo giovane e inesperto,
quelli che, l'America è troppo conservatrice, oh yesss.

Quelli che, è giovane, bello è un po' abbronzato,
quelli che, se non dicono una cazzata all'estero stanno male,
quelli che, hanno l'umorismo incontinente,
quelli che, danno dell'imbecille e del coglione a chi non li comprende, oh yesss.

Quelli che, ora Al Qaida sarà contenta,
quelli che, affettavano Prodi come una mortadella e ora fanno le educande,
quelli che, i manifesti del PD sono a metà tra i nazisti e le BR,
quelli che, come Bondi, affermano che Silvio è l'Obama italiano, oh yesss.

Quelli che, ora cercano l'Obama italiano,
quelli che, ora si fanno amico anche l'americano,
quelli che, Veltroni è come Obama solo un po' più pallido,
quelli che, dopo l'Ohio bisogna vincere in Abruzzo, oh yesss.

Quelli che, ci hanno creduto da oltre un anno
quelli che, gli hanno intestato un circolo, oh yess  ;)

... continua con i vostri suggerimenti nei commenti.


martedì, 04 novembre 2008
Obama con i nativi americani
Il nostro personale in bocca al lupo a "Black Eagle".
ps. Stanotte aspetteremo i risultati partecipando a questa iniziativa con il Circolo online "Barack Obama". 
Domani, appena saremo in condizione di dire cose sensate, commenteremo l'esito della nottata.

Augh a tutta la tribù.
postato da: redpen2006 alle ore 16:04 | Permalink | commenti (3)
categoria:partito democratico, pennarossa, pd , elezioni usa, obama, circolo obama