Sono in molti - dentro, e non solo, al Partito Democratico - a lamentarsi della mancanza di figure storiche e attuali di riferimento per la costruzione dell’identità del nuovo partito.
In fase costituente, i vari “esercizi” per elaborare una sorta di Pantheon furono accantonati anche per la necessità di accelerare, dopo lo scioglimento delle camere, la nascita del PD.
Oggi, in vista della manifestazione di sabato, Veltroni ha anticipato quelli che saranno i “volti” che appariranno sui grandi poster dietro il palco: Vittorio Foa, Ingrid Betancourt, Barack Obama e Roberto Saviano. In sintesi: “Da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo”. E poi un grande pannello con una frase di Vittorio Foa: “Pensare agli altri oltre che a se stessi, al futuro oltre che al presente”.
Sappiamo che probabilmente queste figure e questa frase non convinceranno gli scettici che vedono il Partito Democratico debole e incerto, ancora imbrigliato nelle logiche della vecchia politica e alle prese con tensioni interne.
La politica, però, è fatta soprattutto di momenti fondamentali, dove alcuni “eventi” possono rappresentare una svolta decisiva (in positivo o in negativo) per un partito e per il Paese.
La manifestazione di sabato anticipa di poco – tra l’altro – le elezioni americane, che potrebbero portare alla Casa Bianca Barack Obama, un presidente che inevitabilmente “rivoluzionerà” la politica, non solo statunitense.
Il Circo Massimo e Barack Obama: in 10 giorni il Partito Democratico può ritrovare forza e nuovo entusiasmo per invertire la tendenza pessimistica di questi primi sei mesi di vita e di opposizione.
Molto dipenderà da cosa Veltroni dirà e trasmetterà ai tanti democratici (speriamo) che parteciperanno alla manifestazione, ma molto altro dipenderà da quello che i manifestanti "comunicheranno", con la loro partecipazione, gli slogan, la passione.
ps. Chissà se questo post potrà aiutare l'Occidentale a vederci meno ... disorientati. :)