lunedì, 28 aprile 2008
di Carlo Traina

Rutelli smorfia

Più che ai tempi supplementari, il ballottaggio romano mi ha fatto subito pensare ad uno “spareggio salvezza”.
Dopo la batosta alle politiche, non perdere a Roma significava salvare almeno il campionato, porre un argine – neanche tanto simbolico - alla straordinaria avanzata di Berlusconi & C.

L’esito finale con Alemanno sindaco ha il sapore di un tracollo, di una disfatta che porterà inevitabilmente ad una stagione di lotte cruente, sia all’interno del neonato PD, sia tra il nuovo partito e la Sinistra Arcobaleno, uscita umiliata dalle elezioni politiche e con il dente avvelenato nei confronti del mancato alleato.

A “botta calda”, credo che le cause della sconfitta di Rutelli siano da ricercare in primo luogo nella generale avanzata della destra, dovuta anche alla esasperazione con cui in molti hanno rappresentato (sicuramente ad arte) il “problema sicurezza”, con eventi sulla cui limpidezza si comincia a insinuare più di un sospetto.

Ma poi c’è anche la dichiarata inaccettabilità del candidato da parte di molti elettori della sinistra e del mondo “laico”, spazientiti dalle continue strizzate d’occhio di Rutelli nei confronti di ambienti clericali (leggi Ruini). Erano evidenti i segnali che provenivano da sinistra e l’insofferenza di dovere per l’ennesima volta votare turandosi il naso. I più benevoli promettevano un “ultimo voto” pur di non portare un fascista al Campidoglio, ma l’onda lunga degli scontenti stava montando e l’aspirante sindaco non ha fatto niente per dare un segnale a costoro.

Un altro motivo della sconfitta è da individuare nel senso di frustrazione che i simpatizzanti della SA hanno subìto dopo le elezioni. Invece di rivolgersi a loro, invece di interessarsi all’anima più di sinistra del PD (e del Paese), Rutelli ha dato l’impressione di interessarsi e ricercare unicamente i voti di Casini.

Il ballottaggio invece ha confermato quello che era già emerso con il voto nazionale: il PD non ha sfondato al centro, l’erosione nei confronti dell’UDC è stata scarsa e sicuramente non a favore del centrosinistra.

Tutta la sinistra e il PD escono dalla tornata elettorale con le ossa rotte. Sicuramente verrà rimesso in discussione tutto: dirigenza, metodi, strutture, alleanze, strategie.

Io spero che, esaurito il momento dello sconforto e della rabbia, si abbia la forza di mettere mano alla moviola e rivedere tutta la partita.

Una cosa è certa: ora non c’è più la scusa dell’emergenza, ora si ha l’obbligo di fare scorrere i fotogrammi degli ultimi mesi e rivedere tutte le azioni di gioco, cercando di isolare i tanti errori senza però ignorare quanto di buono il nuovo partito ha mostrato di potere realizzare.
sabato, 26 aprile 2008

Free Tibet

Finalmente il messaggio è arrivato a destinazione.
Le proteste che hanno seguito in tutto il mondo il cammino della torcia olimpica (vedi Giappone) hanno convinto il regime cinese ad aprire qualche spiraglio di dialogo: "Considerate le ripetute richieste da parte del Dalai di riaprire i colloqui - dice un portavoce - nei prossimi giorni le autorità competenti e il governo centrale avranno contatti con suoi rappresentanti. E' auspicabile che, attraverso questi incontri, il Dalai Lama e chi lo sostiene facciano passi credibili per fermare le attività che puntano a dividere la Cina, per arrestare le cospirazioni e l'incitamento alla violenza e per smettere di sabotare i Giochi Olimpici, in modo da creare le condizioni per il dialogo".

Noi non abbassiamo la guardia e continuiamo nella nostra piccola battaglia. Se non si arriverà a reali aperture ... "Turn Off Pechino 2008".
mercoledì, 23 aprile 2008
di Carlo Traina

Alemanno mangia Prodi
Alemanno e Gramazio fanno a fette Prodi

C’è posta per me!
Ieri, insieme alla bolletta del condominio, alla pubblicità Tecnocasa e al programma di gite a Pietralcina a 9 euro (pentole comprese), mi ha scritto lui. Una faccia sorridente, qualche frase dove cerca di spiegarmi perché dovrei votarlo come sindaco, e poi lo slogan: "Mi fido di te".

Io sinceramente non so cosa gli faccia credere che può fidarsi di me, visto che in realtà non ci conosciamo. Di sicuro io NON MI FIDO DI LUI! Già il fatto che uno scrive Gianni e poi si firma Giovanni fa pensare, ma su questo potrei anche sorvolare. La mia diffidenza è basata su ben altre realtà.

Non mi fido perché con lui sindaco, Roma perderebbe la sua connotazione di città antifascista, visto che qualche “segnale” di rigurgito squadrista si è già percepito, con i raid di questa estate a Villa Ada e di pochi giorni fa al circolo Mario Mieli.

Non mi fido perché con lui sindaco (e ostaggio della Lega) Roma vedrebbe ulteriormente ridimensionato il suo ruolo di Capitale e assisteremmo al trasloco coatto di importanti “pezzi” dell’economia romana verso Milano, compreso il declassamento dell’aeroporto di Fiumicino.

Non mi fido perché con questa destra al governo della città ritornerebbero la corruzione e gli interessi di parte, già visti all'opera con Storace nella gestione della Regione Lazio e del Ministero della Sanità.

Non mi fido perché dietro di lui ci sono comunque le frange più estreme e pericolose del neofascismo romano. Perché verrebbe interrotto il progetto di “Roma città aperta”, di una Roma cosmopolita avviato da Veltroni, dove si cerca – con indubbia difficoltà ma ostinata convinzione - di fare convivere accoglienza e sicurezza, come avviene nelle principali capitali europee.

Caro Alemanno, per sperare di raccogliere la mia fiducia potevi provare a presentarti meglio e mascherare di più il tuo presente, visto che il tuo passato non puoi comunque cancellarlo. Avresti dovuto presentarti con una credibile squadra tecnico/polilitica in grado di affrontare i problemi che una grande città porta con sè, e non strizzare l'occhio a picchiatori, faccendieri e mangiatori di mortadella indefessi come Gramazio.

Gramazio e Strano alla Camera
Gramazio e Strano alla Camera

Ecco perché domenica voterò e farò votare Francesco Rutelli, per non portare la tua croce celtica in Campidoglio, e per dimostrare che il centrosinistra (e il PD in primo luogo) possono ripartire proprio da Roma nella costruzione di un Paese moderno, riformista e democratico. 
martedì, 22 aprile 2008

 

 Earth Day

Earth Day

"E' tutto collegato: la povertà di gran parte di questo pianeta ha a che fare con la distruzione sistematica degli ecosistemi". (Jovanotti)  

postato da: redpen2006 alle ore 13:58 | Permalink | commenti (6)
categoria:politica, ambiente, ecologia, earth day
sabato, 19 aprile 2008
di Francesco Costa

Ballottaggio

A me questa storia dell'election day - l'accorpamento di elezioni diverse in un solo giorno per risparmiare quattrini - non ha mai convinto. E' una cosa per cui vedo molti argomenti contro - rende le operazioni di voto e di spoglio tortuose e complicate aumentando il rischio di errori da parte degli elettori e degli scrutatori, sovrappone temi nazionali e temi locali, crea imprevedibili effetti-traino - e un solo argomento a favore, quello del risparmio di una manciata di milioni di euro.

Ora, con tutto il rispetto per i milioni di euro, il voto dei cittadini è talmente importante e sacro che il 'quanto ci costa' dovrebbe esserci veramente indifferente - il paradossale passo successivo rischierebbe di essere l'annullamento delle elezioni, ché si risparmia una bella cifretta e i bimbi vanno a scuola. A me non interessa proprio quanto costa, fossero anche due miliardi di euro: lo Stato deve garantire che la qualità delle operazioni di voto e di spoglio sia la più alta possibile, e a me sembra che l'election day non lo consenta.

C'è anche un altro argomento a sfavore dell'election day, ed è quell'argomento per cui gli elettori di centrosinistra in questo momento gradirebbero essere altrove o che quantomeno non si parlasse di politica e elezioni per un po' di mesi, e invece la competizione elettorale è tutt'altro che conclusa e serve un ulteriore sforzo per cercare di dar subito quel colpo di reni che possa rimetterci in piedi: il 27 e il 28 aprile si vota per i ballottaggi.

Eccezion fatta per Massa - dove a duellare sono il sindaco uscente per il Pd, Fabrizio Neri, e Roberto Pucci della Sinistra Arcobaleno - gli altri comuni sono piuttosto in bilico e il risultato dei ballottaggi potrebbe determinare dei risultati piuttosto rilevanti, anche sul piano nazionale. C'è Pisa, roccaforte del centrosinistra, contesa dal candidato del Pd Marco Filippeschi e dalla candidata del Pdl Patrizia Paoletti Tangheroni; c'è Viterbo, dove l'ex-tesoriere dei Ds Ugo Sposetti insegue il candidato del Pdl Giulio Marini, in vantaggio nei voti popolari; c'è Sondrio, dove il candidato del centrosinistra Alcide Molteni ha mancato per un pelo la vittoria al primo turno e dovrà vedersela col candidato del Pdl Aldo Faggi.

C'è poi Vicenza, città al centro delle polemiche a causa del raddoppiamento della base Nato del Dal Molin, dove il candidato del Pd Achille Variati cerca di insidiare la candidata del Pdl Amalia Sartori. Sono stato a Vicenza durante la campagna elettorale di Ivan Scalfarotto e il clima in città è molto positivo: la nascita del Pd ha scosso la situazione politica cittadina e l'approdo al ballottaggio - dato per improbabile qualche mese fa - è arrivato e ora si punta al bersaglio grosso.

Inutile sottolineare però che la battaglia più significativa si gioca nella capitale, dove il 27 e il 28 aprile si voterà ai ballottaggi per le cariche di sindaco di Roma e presidente della provincia di Roma. Una sfida dalle molteplici chiavi di lettura: un banco di prova per un territorio governato dal centrosinistra ormai da oltre dieci anni, un'occasione storica per il centrodestra di riprendersi il Campidoglio, la necessità per il Pd di dare un segno di vitalità all'indomani di una pesante sconfitta. Nel 2001, l'elezione di Walter Veltroni a sindaco di Roma - anche quella volta al ballottaggio, anche quella volta all'indomani di una rovinosa sconfitta alle politiche - si rivelò fondamentale per il centrosinistra: oggi siamo chiamati a fare lo stesso.

Sostenere Francesco Rutelli e Nicola Zingaretti è cruciale per dare continuità all'ottimo lavoro svolto da Walter Veltroni ed Enrico Gasbarra, per arginare l'avanzata di una destra che non ci piace e dare a tutto il paese un segnale forte e chiaro: siamo inciampati rovinosamente, "ma siam bravi a raccoglierci" (cit.).

giovedì, 17 aprile 2008
di Valter Gallo & Giovanni Fontana

Alitalia

Per colpa di chi - chi - chi, cantava Zucchero in un brano di qualche tempo fa. L'addossare le colpe agli altri, giocare allo scarica barile, ritorna sempre in gran voga nelle analisi dei risultati elettorali. Tanti sono stati i fattori, tante sono state le "colpe" che, sommandosi, hanno determinato il ritorno di Berlusconi.

Con lo scopo terapeutico di tirar su il morale, vi proponiamo un gioco semiserio. Proviamo a buttar giù un elenco delle "colpe", una sorta di cahiers de doléances, e vediamo cosa ne esce fuori, sfogarsi delle volte aiuta.
Diamo noi l'inizio, aggiungendo qualche immagine a corredo:

  • Tutta colpa dell'Alitalia.
  • Tutta colpa di quelli che hanno dei figli in Alitalia: no, non Berlusconi - quella era una bufala elettorale!
  • Le origini del disastro vengono da lontano. Cercare nei dintorni di Ceppaloni.
  • Escludere Mastella non è bastato a far capire ai campani che la spazzatura volevamo portarla via ... Bassolino incluso.
  • Veltroni ha sbagliato i conti, gli hanno rubato il pallottoliere.
  • A Diliberto hanno rubato la falce.
  • A Pecoraro Scanio hanno rubato il partito.
  • Veltroni doveva stracciare i programmi di Berlusconi: specie i TG di Emilio Fede...
  • Veltroni, non nominando mai il Berlusca, ha fatto incazzare le vecchiette che si sono vendicate.
  • Senza Marco Rizzo in coalizione nessuno poteva più scrivere sui muri "Rizzo pelato, servo della Nato" (vista alla Sapienza, post Bosnia).
  • Gesù non s'è fatto trovare dai socialisti,
  • Boselli doveva dimettersi prima, e lasciare la guida dei socialisti al capolista del collegio di Nazareth.
Suore
  • A Sinistra servono 5 anni di Berlusconi per capire che l'elettorato voleva una semplificazione negli schieramenti.
  • A Sinistra servono 5 anni di Berlusconi per capire la differenza con Veltroni.
  • A Sinistra servono 5 anni di Berlusconi per capire che con i movimenti difficilmente si governa un Paese.
Sinistra
  • Gli elettori della Binetti erano impegnati a Lourdes.
  • Gli elettori della Binetti non avevano ben capito cosa volesse dire "prendere i voti".
  • È tutta colpa di Prodi, non si doveva dimettere. In fondo, solo lui è stato capace di battere per ben 2 volte Berlusconi.
 Valter Gallo & Giovanni Fontana

 ... e, concludendo, "Jo Condor" e ...
Jo Condor
... il neo moderato che aspira al Campidoglio, già candidato agli "orizzonti della vittoria":
Alemanno 
Lasciate nei commenti i vostri "colpevoli e, per chi vota a Roma, non giocate al tanto peggio, tanto meglio; al ballottaggio votate Rutelli.