
Per riuscire nell'intento, occorrono alleanze, credibilità, intelligenze. Io ho avuto modo di vedere ed ascoltare dal vivo una di queste intelligenze, ho potuto farlo domenica scorsa a Torino e porta il nome di Rosy Bindi.
Giusto per sgomberare il campo da facili pensieri, preciso che io non ho alcuna formazione cattolica, né familiare, né politica. Mi sono sempre battuta, nel mio piccolo naturalmente, per la la difesa dei diritti civili, ho lavorato perché la legge 194 fosse applicata, ho votato per i referendum sulla procreazione assistita e quelli annessi, eppure mai ho sentito un discorso più laico di quello fatto dalla Bindi a proposito di questa alleanza con i radicali e con i teodem (Binetti per intenderci).
Ha richiamato il rispetto dei 12 punti del programma di Veltroni, ha rifiutato in pieno l'ipotesi della formazione di una corrente cattolica all'interno dell'organizzazione, ha invocato e sollecitato a tenere fuori dalle porte divergenze ideologiche che abbiano come base l'appartenenza religiosa e l'ha fatto difendendo la laicità dello Stato. Altri sono i posti dove professare la propria fede, e questi non possono essere né il Parlamento né il Senato.
Ha parlato del rispetto delle unioni, basandosi su un legame che abbia come base l'affettività e la libera scelta, affermando ciò ha di fatto neutralizzato coloro che puntano a rendere il matrimonio eterosessuale come unico ed esclusivo istituto riconosciuto . Penso sia stata coraggiosa ad affermare che nessuno possa, in nome dei propri principi religiosi od ideologici, fare dello Stato scena e teatro di scontri che hanno ben altri scopi ed intenti.
Ho applaudito di gusto e sono lieta di avere condiviso con gli altri presenti un grande momento:la difesa della nostra laicità.
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