lunedì, 31 dicembre 2007
2008
 
Dears indians, la tribù persevera, fino all’Epifania, negli ozi delle festività. Concludiamo l’anno con una brevissima riflessione.

E’ impossibile descrivere tutti gli eventi che hanno caratterizzato il 2007, così come elencare gli auspici che ci auguriamo per il nuovo anno. E allora ne “isoliamo” due, quelli con una valenza internazionale e che a noi stanno più a cuore, senza volere per questo minimizzare i tanti altri avvenimenti importanti, avvenuti o a venire.

Per il 2007 ci piace ricordare il voto all’ONU sulla moratoria contro la pena di morte. Un voto che – sebbene abbia ancora un valore puramente simbolico (riconosciuto più in Italia che all’estero, ma noi siamo pur sempre il Paese di Cesare Beccaria) – assume un'importanza storica senza precedenti, paragonabile forse all'abolizione della schiavitù.

Per il nuovo anno insistiamo sulle Olimpiadi di Pechino, sulla nostra iniziativa “Turn Off Pechino 2008” e sull’importanza che un evento così planetario possa avere per ri-aprire la discussione sui diritti umani, sulle libertà, sulla democrazia (nel mondo e nel nostro Paese).

Agli amici di Pennarossa offriamo invece una pagina in bianco: riempitela voi con i vostri desideri e noi faremo danze indiane affinché si possano avverare!
domenica, 23 dicembre 2007
Natale 2007
 
Dears friends, con questo post la tribù vuole augurare a tutti i nostri lettori buone feste e un radioso 2008. La nostra intenzione è quella di staccare un po’ la spina e dedicare un po’ più di tempo ai nostri cari.

Non sappiamo se riusciremo a resistere dal postare e se, nonostante le festività, qualche tema ci indurrà crisi di “astinenza”. Vedremo, comunque rimarremo in contatto con voi, tramite i commenti, per tutti gli scambi di auguri del periodo.

Besos zapateriani a todos e se vi arrivano auguri particolarmente creativi o curiosi, condivideteli con noi riportandoli sempre nei commenti.

p.s. l’immagine del post è stata prelevata da Vladstudio. Se non lo conoscete, fateci un salto, ne vale la pena. ;-)
postato da: redpen2006 alle ore 22:34 | Permalink | commenti (10)
categoria:auguri, pennarossa
mercoledì, 19 dicembre 2007
di Carlo Traina

1 - Punti di vista

Campidoglio

 
Avete presente Google Earth, quell’effetto così affascinante che ti permette di vedere la terra dall’altezza di un satellite e poi, improvvisamente, riesce a catapultarti al centro di una piazza o di una via? Bene: credo che si possa affrontare la vicenda del Registro Unioni Civili di Roma allo stesso modo. Possiamo metterci al centro di Piazza del Campidoglio, sotto la statua di Marco Aurelio, oppure osservare quello che è accaduto dall’alto, beneficiando di una visione più ampia.

Nel primo caso avremo probabilmente una reazione “di pancia”, quella che ci fa schiumare rabbia contro l’ennesima sconfitta della laicità, che ci fa chiedere a cosa sia servito creare un partito con ambizioni così grandi come il PD, se poi dobbiamo subire lo scacco di una senatrice che prende ordini da Monsignor Betori mentre si allaccia il cilicio.

Nel secondo potremmo invece capire che la battaglia è molto più complessa, e che Marco Aurelio, sebbene sia un monumento importante, è solo un puntino in un panorama vastissimo. La verità è che in questi giorni a Roma non si decideva solo il voto sul Registro delle Unioni Civili, ma si giocava una partita che vedeva la sinistra radicale e i Teodem muovere tutti e due contro il PD e Veltroni.

Inutile girarci attorno: Veltroni in queste condizioni è sotto scacco da parte dei Teodem che possono, al senato, fare cadere il Governo e rimandare tutti alle urne. Con questa legge elettorale sarebbe un suicidio, perché vincerebbe la destra e perché gli stessi Teodem continuerebbero a “contare”. Sapendo benissimo tutto ciò, Veltroni attende probabilmente di avere almeno una nuova legge elettorale per togliere potere agli estremismi minoritari di Binetti & C., e riportare la barra del PD verso posizioni meno … democristiane.

Nel frattempo però, tutti coloro che stanno sotto la statua di Marco Aurelio manifestano una insofferenza sempre più crescente, ed il PD – ancora debole a causa dei pochi mesi di vita - rischia forti emorragie. In questa situazione estremamente delicata forse tocca proprio ai laici dare un segnale diverso da quello fornito fino ad ora.
In questo senso, Veltroni ha ragione quando afferma”… dovrebbe far riflettere anche la scarsa partecipazione di cittadini alla manifestazione convocata dai promotori delle delibere”.

Credo che sarebbe necessaria una mobilitazione massiccia di “tutti” i laici. Oggi invece la battaglia è portata avanti soltanto dalle organizzazioni LGBT (tra l’altro non in sintonia tra di loro) e dai movimenti atei e anticlericali (UAAR e NO VAT). Si dovrebbe invece riuscire a portare in piazza tutti, mettendo da parte divisioni e protagonismi.

Personalmente mi piacerebbe che a guidare idealmente questa manifestazione ci fosse un vero laico come Eugenio Scalfari.


2 - Teocratici a chi?

Gli illuminati

 
Non capita tutti i giorni di sentirsi dare del "teocratico", per cui l'evento merita una riflessione. Questi i fatti: la Tribù di Pennarossa, solo per avere sperimentato, con le sue campagne, una forma di partecipazione collettiva nuova, è stata accusata di affermare che "il blog è l'avanguardia ed il resto è arretratezza" e di spacciare lo strumento blog come "fonte di verità, esattamente come le teocrazie moderne".

Ora, che noi si stia cercando di studiare approfonditamente le potenzialità che la rete offre, anche sul piano politico, è cosa indubbia. Ma da qui a sostenere che riteniamo il blog "fonte di verità" ne corre. Se così fosse, la Tribù potrebbe rimanere seduta comodamente dietro la tastiera, e fare da lì politica. E invece siamo sempre più presenti nei luoghi della politica, là dove accadono i fatti.

Siamo presenti alle manifestazioni, per partecipare o per "capire"; siamo presenti e attivi nei momenti importanti che sanciscono la nascita di una nuova Casa dei Democratici; ci siamo nelle occasioni di aggregazione; nelle assemblee e negli incontri in cui si discute guardandosi negli occhi e alzando la voce quando le idee non collimano; negli eventi culturali.

Il blog è quindi il nostro Dio? Noi ripetiamo quello che andiamo dicendo da tempo: il blog è uno dei tanti strumenti che possono essere utilizzati per comunicare e per fare politica allargando la partecipazione. Fra i tanti, è quello che negli ultimi anni ha registrato l'espansione maggiore, con una tendenza che fa prevedere per il futuro una diffusione ancora più massiccia.

Ignorarlo, e non cercare di conoscerlo o utilizzarlo, è come rimanere ancorati alla penna e calamaio mentre Gutenberg inventa la stampa a caratteri mobili.
domenica, 16 dicembre 2007
Chaplin World

A Bali, alla XIII Conferenza dell'Onu sui mutamenti climatici, è stata trovata l'intesa dopo che gli Stati Uniti hanno deciso di non potersi permettere un’altra "Kyoto 1".

Al Gore, fresco di Nobel, ci è andato giù duro e deve aver influenzato Bush con una dichiarazione dove ha paragonato gli inerti a chi ignorò il dramma del nazismo: "Una delle vittime degli orrori del Terzo Reich in Europa durante la Seconda guerra mondiale scrisse un famoso passaggio sugli esordi dello sterminio: “Prima i nazisti vennero per gli ebrei, ma io non ero ebreo e non dissi nulla. Poi vennero per gli zingari, ma io non ero zingaro e non dissi nulla. Elencò altri gruppi e per ognuno di questi non disse nulla. Poi, concluse, vennero per me”. 

Intanto l’Italia, per l’inquinamento, supera la Cina. Quando si inizia a far sul serio?

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categoria:ambiente, bali, gore, , kyoto, ecologisti, pennarossa
mercoledì, 12 dicembre 2007
di Maria Cascella

Balene Bianche

Ogni tanto riemergono. Quando meno te lo aspetti, s'innalzano e "squarciano", con le loro evoluzioni, il piatto orizzonte della politica italiana. In molti affermano che siano in estinzione, che siano residui anacronistici di un'era lontana.

Un giorno di tanti anni fa assistetti stupefatta ad un gioco di contorsionismo: una ragazza entrava ed usciva con estrema facilità da un cubo microscopico. Dove mettesse i piedi, le gambe, la testa, le braccia, era un affare misterioso e al limite dell'impossibile. Lo stesso stupore mi ha pervaso  leggendo le recenti dichiarazioni di Paola Binetti e del ministro D'Alema.

In questo caso lo spettacolo è addirittura raddoppiato, è uno scherzo mica da poco riuscire ad entrare in un attorcigliamento di tal portata: due politici tanto opposti, misurando le distanze, calcolando i tempi, riescono a fondersi armoniosamente e oplà, in men che non si dica, con un triplo salto carpiato, ecco i nostri due neodemocratici a stupirci con dichiarazioni speciali.


Una prima dichiarazione è lo scoprire, Binetti dixit, che noi abbiamo il grande onore di avere due governi paralleli, due capi di stato, uno laico ed uno religioso, e tutto in poche migliaia di mq di suolo italico, roba grossa insomma, chi altri può vantare una tale abbondanza? Veniamo così a scoprire che oltre a vivere in Italia, noi viviamo anche in Vaticano e ci sfiora l'alito e il sospiro, e perché no magari anche il sostegno di qualche telefonatina prima che il Parlamento si riunisca, tanto non si paga interurbana, linea diretta, tanto diretta da diventare prioritaria, ecco che il sacro soffio ci suggerisce cosa votare o no nel nostro laico parlamento.

Ma se Parigi valse una messa quanto può valere un'alta carica istituzionale italica? Molto poco se a rimetterci non sono coloro che ambiscono a ruoli altrimenti non ottenibili. In fondo anche Garibaldi ci rimise quasi l'osso del collo nella diaspora con Pio IX. E' noto che di eroi e millini in Parlamento non abbondiamo, a differenza dei machiavelliani che sembrerebbero in grande proliferazione, tanto da intaccare diritti inviolabili quali  la punibilità della violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi, o fondati sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere.

Pertanto in nome della grande marcia democratica, a ritroso, come i gamberi, ci ritroviamo tutti seduti sul divano a rivedere Peppone e don Camillo. Chissà cosa avrebbe scritto Guareschi a proposito della teodem Paola Binetti e del ministro D'Alema.

Binetti, a nome di non si sa quale brano del vangelo, della bibbia o del breviario, ha negato  il riconoscimento a non subire violenza da chiunque a prescindere da quale genere si appartenga. D'Alema, ministro laico eletto da laici, in un incontro con una scuola, a contatto con adolescenti, si è lanciato in dichiarazioni parareligiose, confondendo probabilmente una lezione di educazione civica, più in linea con il ruolo istituzionale rivestito, con un'ora di religione.

D'Alema, nel confronto con un istituto tecnico, che si suppone composto esattamente come una qualsiasi altra cellula sociale, da eterosessuali, omosessuali, fanatici, omofobici, lesbiche, invece di rassicurare i ragazzi sul dovere del nostro Stato aconfessionale a riconoscere ogni identità, si è lanciato in un pronunciamento per il riconoscimento della famiglia unicamente fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e possibilmente che questa unione non rechi offesa allo spirito religioso di tanta gente e della Chiesa.

La mia personale considerazione è che entrambi, Binetti e D'Alema, troppo  presi dalla difesa della propria personalistica ragione e visione dello stato di diritto abbiano dimenticato troppe cose. Che abbiano subito un vuoto di memoria rispetto alla sovranità del nostro Stato e della Costituzione italiana  garanti della convivenza tra tutti i cittadini laici e cattolici? O non siano piuttosto alla ricerca del consenso sicuro, accomodante, al profumo d'incenso e di sagrestia?

Nulla di nuovo sotto questo cielo, in fondo non s'inventa nessuna nuova politica, strategicamente fu provato e come scrivevo prima Parigi val bene una messa, Canossa, località che vanta da sempre ottime frequentazioni, è ancor oggi, oggetto di frequentatissimo ed ambito pellegrinaggio.

Dimenticavo una quisquiglia, una cosa da niente: la Binetti non ha chiarito se avendo due capi di stato in copresenza potremo scegliere quando rispondere ad uno o all'altro a secondo della bisogna e del momento, e a quale indirizzo potremo mai far recapitare il bollettino ICI di prossima scadenza affinchè sia esente dal pagamento.

venerdì, 07 dicembre 2007

1 - Pechino 2008


Babele


Ad alcuni l'iniziativa "Turn Off Pechino 2008" proprio non va giù. Ci accusano come minimo di essere velleitari e superficiali. Dicono che il boicottaggio è una cosa seria e che siamo di fronte ad un problema che andrebbe risolto in consessi internazionali.

Chiaramente, come possa arrivare la tematica all'ordine del giorno di questi consessi, non è dato sapere. Intanto nel blog dell'iniziativa continuano ad arrivare adesioni e segnalazioni di articoli. Le somme le tireremo, come sempre, alla fine.




2 - In Iran e a Torino

In Iran un ventenne è stato impiccato a causa di un rapporto sessuale avuto quando aveva 13 anni. L'omofobia spinge una comunità a rinnegare il diritto a vivere la propria sessualità liberamente. A 13 anni nessuno ha una chiara identità corporea e sessuale, questo lo sanno le pietre, eppure un ragazzino è stato preso, rinchiuso per anni in carcere, umiliato e costretto a subire le più gravi nefandezze umane e poi giustiziato anni dopo, come se fosse un pupazzo di stoppa.

A Torino intanto, città del Nord industriale e produttivo, ci sono stati 3 operai ustionati gravemente e a rischio di vita, 4 invece sono morti. Sicurezza del lavoro: zero! Non c'erano neanche gli estintori funzionanti, dicono le testimonianze raccolte.

Gli operai, che avevano combattuto con tutte le forze possibili ed immaginabili perchè l'azienda non chiudesse, erano costretti a lavorare 12 ore in acciaieria perchè - non assumendo - bisognava garantire i picchi di produzione. L'Azienda, che aveva avuto già quattro anni fa un altro rogo, era tedesca, multinazionale, non una "boita" di periferia qualunque, eppure.... eppure 4 nostri fratelli hanno perso la vita e gli altri hanno ustioni dall'80 al 95%.

E' un urlo di dolore che parte e si amplifica scontrandosi contro l'irragionevolezza, contro lo sfruttamento, contro il non rispetto delle più elementari regole della sicurezza sul lavoro, contro il non riconoscimento dei diritti di chi è soggiogato e ricattato poichè deve portare uno stipendio da fame a casa. I due fatti (Iran e Torino), sono avvenuti in due mondi opposti e, per ragioni diverse, hanno seminato morte e dolore.

Ma queste morti non sono il frutto dell'imprevisto o dell'incidentalità, eventi che potrebbero arrivare sempre ed ovunque. No, queste sono morti frutto di insensibilità, di ingordigia, d'ignoranza; sono morti provocate e volute, se non addirittura cercate, per creare terrore, supestizione, schiavitù e sottomissione al dio denaro da una parte, al controllo dell'altrui sessualità dall'altra. Non ci sono parole adatte per descrivere il dolore, lo sgomento e la rabbia.

Di fronte alle vittime invochiamo silenzio e, come facevano i nostri vecchi, abbassiamo la testa in segno di rispetto. Ma di fronte agli speculatori, agli sfruttatori non deve esserci alcuna pietà, alcuna concessione, non lo meritano. Noi abbiamo il dovere di diventare verbo e denuncia. 

 

3 - "Nonno Libero"

Lino Banfi e Pennarossa

In questi giorni stiamo seguendo PiùBlog, PiùLibri.
Domenica parteciperemo al PiùBlogCamp dove andremo a proporre l'iniziativa "Turn Off Pechino 2008". Ieri, dopo aver seguito il dibattito Blog e Politica (ci torneremo su nei commenti), abbiamo assistito alla presentazione delle attività di Lino Banfi nella blogosfera. Siamo stati coinvolti nel dibattito, ricordando con Lino le polemiche per il suo "Il padre della spose".

Chiaramente, non abbiamo cercato facile pubblicità ma, dalle cose dette dal dibattito, Banfi, assieme al figlio e al suo genero (che hanno curato la produzione del film) hanno capito che noi eravamo "quelli di Pennarossa", quelli che avevano messo su l'iniziativa "Nonno Libero, In Libero Stato".

I loro sguardi affettuosi, i loro sentiti ringraziamenti per l'impegno profuso in quella "battaglia" di civiltà e libertà, ci hanno colpito, restituendoci una unità di misura sulle potenzialità della blogosfera.
Al di là dell'iniziativa, il loro compiaciuto riscontro rientra nella categoria di quelle cose che ... non hanno prezzo!