martedì, 30 ottobre 2007
Farmacia Pontificia
 
Acquirente - Buongiorno, posso acquistare un farmaco con degli anabolizzanti?
Farmacista - Ma certo!
Acquirente – Dell’Epo (Eritroproietina) o degli ormoni della crescita?
Farmacista – Non c’è problema!
Acquirente – Viagra o Cialis?
Farmacista – Si figuri!!
Acquirente – Morfina, Roipnol, Valium, etc..
Farmacista – Ci mancherebbe!
Acquirente – E la RU 486 (pillola abortiva)?
Farmacista – E noooo, anch'io ho un codice etico! Mi spiace ma sono obiettore!
sabato, 27 ottobre 2007
1 - (Non) Ditelo
Pallottole
 
Il via vai di missive con pallottole allegate, recapitate qua e la, a questo e all’altro protagonista del teatrino politico italiano, inizia ad avere volumi da far invidia all'Interflora.

Gli ultimi importanti recapiti alla Forleo, a De Magistris, a Mastella, a Prodi, e andando più in la con la memoria al Card. Bagnasco, fanno di questo concreto e sintetico “suggerimento” una sorta di “entrata in società”, non sei nessuno se non hai un bossolo da dichiarare.

Manca solo di "trovare" le pallottole anche tra gli emoticon dei Messenger.


2 - Prima Assemblea

Assemblea PD

A Milano, alla prima assemblea costituente del PD, con Gigi il sagrestano e con il 50% di donne, saranno duemilaottocentocinquantatreeee, paraponzieeee!!
Se volete, lasciate le vostre riflessioni (cum juicio).


3 - Kilombo Slow

Kilombo

Ultime notizie. Abbiamo sottoscritto questo documento su Kilombo.
postato da: redpen2006 alle ore 01:39 | Permalink | commenti (26)
categoria: , veltroni, partito democratico, kilombo, pallottole, assemblea costituente pd
martedì, 23 ottobre 2007
Red Trevi
 
Alzi la mano chi sentiva la mancanza del “rosso Trevi”. Un colore di “nuovo conio” che, assieme ai consigli di Rienzi del Codacons, “ tingere un giorno a settimana l’acqua della Fontana di Trevi con un colore diverso”, arricchisce un imperdibile dibattito che promette sviluppi multicolori.

Si è passati in men che non si dica dall’oltraggio, al sacrilegio, all’atto vandalico di un pazzo attentatore, al colpo di genio, ai rimandi a Warhol o a Christo, con schieramenti contrapposti che si stanno ingrossando, giorno dopo giorno.

Passato il timore per il possibile danno irreparabile, ma con l’aggravante di una azione rivendicata dall’estrema destra, contrariata dal tappeto rosso del Festival del Cinema veltroniano, schiere di cronisti si sono lanciati in interviste improbabili come quella ad Anitona Ekberg, risvegliata dalla sua pennichella pomeridiana e per questo motivo di certo più contrariata, forse perché era andato a vuoto il tentativo verso il portiere di Fellini o il cuoco di Mastroianni.

Ma dai blog è partita la riscossa. Luca Sofri, dopo l'accostamento a Christo, ha iniziato a censire altri estimatori, ai quali vanno aggiunti anche Sgarbi, Toscani e Morricone.

Noi, nostalgici del colore della passione, insidiati dall’algido e sciccoso arancione che ambisce al monopolio del futuro PD, ci siamo chiesti:
cosa si sarebbe detto se, a richiamare l’attenzione del mondo “insanguinando” la fontana, fosse stato un giovane o un monaco birmano?

venerdì, 19 ottobre 2007
di Francesco Costa

San Precario
 
Domani è il 20 Ottobre, il giorno della manifestazione nazionale promossa da Liberazione, il Manifesto e Carta e alla quale hanno aderito i partiti della sinistra dell'Unione. A parere di chi vi scrive, questa manifestazione presenta tre caratteristiche particolari rispetto alle manifestazioni che siamo stati abituati a vedere finora.

La prima anomalia salta fuori quando, scorrendo l'appello che ha dato il via alla manifestazione, si leggono le più svariate motivazioni per la manifestazione di piazza. Sebbene il tema centrale della mobilitazione sia certamente il protocollo sul welfare (e i suoi provvedimenti su pensioni e precarietà del lavoro) la manifestazione abbraccia una serie infinita di tematiche: dai diritti ai migranti alla laicità dello Stato, dallo scudo spaziale alla legalità, dal ritiro dall'Afghanistan alle leggi sugli spinelli. Il tutto riassunto nel desiderio di una "iniziativa di sinistra che rilanci la partecipazione popolare".

Non si può certo dire che manchi la carne al fuoco. Mettere punti così diversi insieme all'interno della stessa manifestazione garantirà una maggiore e più consapevole partecipazione? Oppure rischia di creare confusione, e ognuno sarà in piazza per motivi diversi tra loro, e forse contraddittori ("Scendi in piazza e protesta!" "Per cosa?" "Fai tu!")?


La seconda anomalia è arrivata sul tavolo nella giornata di ieri, quando il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani - dopo aver ribadito il suo parere critico nei confronti della manifestazione - si è augurato di non vedere in piazza bandiere della Cgil. A questo suo auspicio si uniscono le esternazioni critiche di Cisl e Uil, che non saranno presenti il 20 Ottobre.

Siamo davanti a una delle pochissime volte nella storia della sinistra italiana che una manifestazione indetta "in difesa dei lavoratori" sia disertata e osteggiata così palesemente dai sindacati. Pesa inoltre il verdetto del referendum su quel protocollo sul welfare obiettivo dei manifestanti: su cinque milioni di lavoratori interpellati, oltre l'81% ha espresso parere favorevole alle misure concordate dal governo e le parti sociali.

Davanti a un dato non equivocabile come questo, è legittimo chiedersi di quali lavoratori è portavoce la manifestazione di domani? Il sorpasso a sinistra dei partiti sui sindacati non rischia di avere degli effetti destabilizzanti sul governo e sulla qualità della concertazione con le parti sociali?


La terza anomalia è il testimonial d'eccezione emerso ieri per la manifestazione del 20 Ottobre: niente popò di meno che Joseph Ratzinger, alias Papa Benedetto XVI. Aprendo la settimana sociale della CEI, il Papa ha dichiarato in un messaggio: "La precarietà del lavoro è un'emergenza etica e sociale; lo sviluppo autentico e completo della società risulta seriamente compromesso".

Sappiamo che vedere queste dichiarazioni come un appoggio alla manifestazione di domani è chiaramente una forzatura, e non possiamo non ribadire il nostro totale accordo con il Papa nell'individuare nella precarietà del lavoro una delle più gravi emergenze del nostro paese.

Quello su cui si dividono i promotori della manifestazione e i firmatari del protocollo non è infatti la lotta alla precarietà, su cui tutti sono d'accordo, bensì le misure da attuare per portare avanti questa lotta. Governo e sindacati ne hanno messe a punto alcune nel loro protocollo, i promotori della manifestazione non ne sono soddisfatti.

Il punto su cui ci piacerebbe riflettere però è un altro, con una premessa: il Papa - in quanto indubbiamente una delle persone al mondo le cui parole sono più pesanti e impegnative - è certamente a conoscenza dell'attualità del dibattito sulla precarietà in Italia, nonché di come attorno a tale tema si stiano consumando conflitti tra l'area riformista e l'area radicale della coalizione al governo.

Memori quindi dell'aperta ostilità delle gerarchie vaticane per il governo Prodi (vuoi per il tentativo di ddl sui Dico, vuoi per i tanti mangiapreti in più in giro per i ministeri) e dell'antipatia ancora più radicata verso il progetto del Partito Democratico, visto come massimo ostacolo al ritorno all'unità dei cattolici in politica (rileggere a tal proposito questa riflessione e lo splendido editoriale di Ezio Mauro di qualche mese fa), che il Santo Padre abbia voluto fare un dispetto al governo e al nascente nuovo partito?

Non lo sappiamo. Se fossimo nei panni dei promotori della manifestazione, però, staremmo bene attenti a non prendere certe esternazioni di sostegno come fossero ... Vangelo.
postato da: redpen2006 alle ore 18:02 | Permalink | commenti (11)
categoria:vaticano, sinistra, manifestazioni, papa, sindacato, piazza, governo, precari
martedì, 16 ottobre 2007
Primarie
 
Al di là dei balletti delle cifre, non v’è alcun dubbio sul fatto che la partecipazione popolare alle primarie del PD abbia superato le più rosee aspettative. Le analisi negative e le tante accuse (giuste) alla “casta”, che hanno monopolizzato l’informazione nell’ultimo periodo, aveva fatto maturare l’impressione che questo progetto politico non nascesse con gli astri favorevoli, sicuramente meno benigni delle primarie 2005.

Azzardare poi, con questi presupposti, il prefisso “Partito” davanti alla ragione sociale “Democratico” è stato visto da molti come un atto masochistico. La scelta ha infatti sfidato in modo anticonformistico le leggi del marketing politico e delle piazze sfanculanti, considerato che, forse per pudore, le ultime aggregazioni hanno omesso tale definizione preferendogli altre o indeterminate denominazioni come “Forza”, “Alleanza”, “Lista”, “Rifondazione”, “Lega”.

Per farla breve, tanti erano gli elementi di perplessità, a partire dal modo in cui sono state composte le liste con la mancata possibilità del voto di preferenza. Le tante liste per Veltroni sono risultate incomprensibili a molti, così come i loghi che le rappresentavano: il risultato è stato un disorientamento generale, confermato dalle molte schede annullate. Le liste bloccate, unica soluzione in grado di assicurare la partecipazione di un 50% di donne, di giovani, di personalità del mondo della cultura e della società civile, non hanno convinto del tutto i pazienti - per le code ai seggi - sottoscrittori del progetto.

Mannheimer, ha analizzato gli elettori evidenziando che: “.. chi, malgrado le inconfutabili difficoltà burocratiche (occorreva ritrovare la tessera elettorale, trovare il seggio giusto, ecc.), è andato a votare, lo ha fatto spesso al fine, più o meno consapevole, di esprimere una generale rinnovata voglia — e speranza — di partecipare, di contare in qualche misura”, cosa verificata anche da noi e raccontata da Kkarl.

Sempre Mannheimer, ha poi evidenziato delle considerazioni che sentiamo di far nostre:
“Si è detto che queste primarie sono una risposta all'antipolitica. L'osservazione è solo in parte corretta. Esse rappresentano in realtà una modalità diversa — e certamente più piacevole — di esprimere alcune delle tematiche — e delle richieste — già presenti in molte manifestazioni di antipolitica. Lo mostrano sia la già rilevata ampia presenza di «politicamente alieni» tra i votanti sia il fatto che, come provano le prime ricerche, buona parte — grossomodo un quinto — dei partecipanti alle primarie si dichiara al tempo stesso simpatizzante per Beppe Grillo”.

“In realtà, i motivi dell'antipolitica e della partecipazione alle primarie si sovrappongono in parte: in entrambe le circostanze si richiedono da un verso la semplificazione del quadro politico e dall'altro il rinnovamento della politica stessa attraverso, specialmente, una sua maggiore efficacia”.
75%
Veltroni
(Foto di Michelangelo Giuliani)

“Ma oggi gli occhi sono — giustamente — tutti puntati sul neosegretario Walter Veltroni. Al quale toccherà il difficile compito di rispondere adeguatamente al messaggio principale proveniente da una così ampia partecipazione: la richiesta di restituire alla politica fiducia e credibilità”.
venerdì, 12 ottobre 2007
Uolterino
(Foto di Michelangelo Giuliani)

"Provocazia": checchè ne dica Grillo (e i nostalgici di Berlusconi),
se non  Uòlter (realisticamente) chi?
postato da: redpen2006 alle ore 10:34 | Permalink | commenti (32)
categoria:primarie, veltroni, partito democratico, pennarossa, 14 ottobre