sabato, 29 settembre 2007
Questo blog sta con il popolo Birmano Nastro Rosso
Birmania
 
Ancora una volta Internet e la blogosfera si distinguono per tempestività, partecipazione e sensibilità. La protesta dei monaci e della popolazione birmana è arrivata fino a noi grazie alle notizie ed alle immagini arrivate via internet, sia attraverso i blog, sia attraverso i siti che aggiornano la situazione in diretta.

Ora il regime militare è arrivato ad oscurare la rete per impedire che fuori da quel paese il mondo intero sia informato della sanguinosa repressione. Ma ormai il tam tam è partito: tutta la blogosfera si sta tingendo di arancio e di rosso, il colore delle tuniche dei monaci buddisti che hanno dato il via alle manifestazioni, e dopo i primi giorni di indifferenza, anche le piazze reali si cominciano a riempire di gente.

E’ un’onda che sempre più velocemente sta coinvolgendo tutti: basta vedere alcuni dei nostri politici con qualcosa di rosso in segno di solidarietà con la popolazione birmana. Ma è importante che non dimentichiamo, mentre manifestiamo con i colori e nelle piazze, in quale scenario internazionale la tragedia birmana si sta consumando.

Come nel caso dell’Iran, Cina e Russia si sono trovate, per le solite logiche commerciali, d’accordo nel fermare le richieste più dure di sanzioni contro il regime di Myanmar , sanzioni che UE e Stati Uniti avevano proposto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Che fare? Forse, oltre alle magliette e alle manifestazioni, ognuno di noi dovrebbe attuare qualche forma di boicottaggio dei prodotti di questi paesi. Che ne so: limoncello di Sorrento al posto della Vodka o, più seriamente, invitare i nostri alteti a disertare le prossime olimpiadi di Pechino!
postato da: redpen2006 alle ore 10:55 | Permalink | commenti (10)
categoria:blog, , blogosfera, birmania, boicottaggio, bloggers, libertà, società civile
mercoledì, 26 settembre 2007
di Francesco Costa
                             
Piazzate
 
Dite la verità: considerato il livello di qualità e lucidità della politica italiana di questi giorni, state già rimpiangendo i quotidiani leggeri e frivoli di quest'estate. Se pensate con nostalgia ai servizi sul caldo record, se vi sembra passato un secolo dall'emergenza incendi, se vi viene la malinconia pensando a Duisburg o a Don Gelmini, beh, non allarmatevi: è normale.

In appena un mese la vita politica del paese è stata attraversata da un elenco di fatti e polemiche che a rileggerli uno dietro l'altro si diventa matti: Prodi che apre ad Hamas e torna indietro, il ciclone Brambilla e il nuovo partito del cav., le scemenze di Caruso su Biagi e Treu, i fucili di Bossi e il Marini "cadavere", il Vday di Grillo e la sua coda infinita, le sparate di Pecoraro Scanio sul clima e il global warming, il maiale day di Calderoli, Dini dentro o Dini fuori, il voto sulla Rai, l'aereo di Mastella, la patente di Burlando e mi fermo qui, per carità di patria. Cose che probabilmente avrebbero fatto passar la voglia di parlare di politica a Churcill ma noi italiani, si sa, per certe robe abbiamo una marcia in più.

Il malcontento nei confronti della politica italiana continua a crescere, la sfiducia nell'esecutivo batte ogni record, la speranza di cambiamento è sotto le scarpe ma gli italiani non hanno perso la voglia di andare in piazza (?) e l'autunno si preannuncia caldissimo.

Passato (o quasi) il Vday, archiviate la marcia da Porta Pia promossa dai Radicali per il 20 Settembre e la marcia per la pensione promossa da Decidere.net per il 22 Settembre, il calendario di Ottobre è fitto quanto mai: il 6 Ottobre Liberacittadinanza invita a scendere in piazza per chiedere una nuova legge elettorale, mentre il giorno dopo si rinnova l'appuntamento con la marcia della pace da Perugia ad Assisi.

Il 13 Ottobre è il turno di An, che si ritrova a Roma sotto lo slogan "Meno tasse, più sicurezza" (che a me sembra una cosa tipo: "dimagrisci mangiando di più", ma questa è un'altra storia) in attesa della fatidica data del 20 Ottobre, che vedrà sfilare da una parte la sinistra radicale al gran completo contro il protocollo sul welfare siglato da sè stessi e i sindacati - non chiedete spiegazioni a me, per favore - e dall'altra i dissidenti di Giuliano Cazzola, in difesa della legge 30.


Il dilemma è uno: l'enorme quantità di manifestazioni di piazza risponde a un desiderio di partecipazione politica (piazze piene urne vuote, diceva qualcuno) o alla necessità di alcuni personaggi - tanti, a dire il vero - di cercare visibilità mediatica fuori dal palazzo (magari pure con un megafono in mano) e posizionarsi in vista di uno scenario politico che potrebbe cambiare da un momento all'altro?


In tutto questo intrecciarsi di date, piazze e manifestazioni, il 14 Ottobre per la prima volta nella storia del paese gli italiani saranno chiamati a votare per eleggere l'assemblea costituente di un partito. Con tutti i limiti e i fisiologici problemi di quel progetto politico, la sensazione è che chi in questo Ottobre rovente andrà in piazza per esprimere un voto sarà l'unico che potrà confidare dentro di sè la piccola speranza che il suo gesto possa davvero servire a qualcosa.
                                                               Francesco Costa
lunedì, 24 settembre 2007
Condannati
 
Non contenti del caldo e rassicurante tepore della "padella" in cui veniamo rosolati e stimolati dagli ultimi commenti al post precedente, vi proponiamo un intrigante quesito:

Scoccia passare per quelli che vogliono “difendere” lo status quo, ma se la situazione dei “cattivi” in Parlamento è quella prospettata da questo grafico (e dal post di Grillo) a chi conviene andare alle urne in primavera (con questa legge elettorale)?

p.s. alla CdL abbiamo scontato i socialisti e la nuova DC

postato da: redpen2006 alle ore 13:17 | Permalink | commenti (30)
categoria:politica, opinioni, grillo, governo, partiti, cdl , legge elettorale, antipolitica
venerdì, 21 settembre 2007
di Valter Gallo

Streghe
 
L’ultima notizia riguardante un presunto privilegio di “casta” che vedrebbe coinvolto il Presidente della regione Liguria Burlando, che segue il passaggio al “volo” di Mastella a Monza, conferma l’attenzione della stampa sugli abusi dei “potenti” (e meno male) , ma anche ad un clima da tutti contro tutti, una situazione da fucili puntati, preoccupante.

Si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad una irreversibile crisi di credibilità dell’attuale classe dirigente politica, testimoniata dai molti editoriali dei giornali (tra tutti, Sartori e Pirani), dai vaffa nelle piazze, non solo a Bologna, alla quale concorrono anche l’impasse governative (anche ieri al Senato non s’è andati sotto per un solo voto) che lasciano presagire un autunno rovente.

Pirani, su Repubblica, ha proposto a Veltroni, di agire rapidamente su i seguenti 5 punti, come concreto segno di cambiamento:
  1. Un governo snello ed efficiente, di 15 ministri, di cui 7 o 8 donne e 45 sottosegretari, non di più;
  2. Un taglio drastico dei privilegi e degli stipendi del pletorico ceto che vive sulla politica: più di mille parlamentari, diecine di migliaia di consiglieri regionali, comunali, provinciali, delle comunità montane e quant'altro;
  3. Un disboscamento delle migliaia e migliaia di società a partecipazione pubblica, degli assessorati inutili, delle sovvenzioni clientelari;
  4. La fine della lottizzazione delle cariche negli enti pubblici, nelle Asl, nei ministeri;
  5. L'estromissione dei partiti dalla Rai.
Sinceramente, per quello che vedo e leggo, esaminando anche le proposte più audaci e concrete, stamani ho sensazioni negative, forse anche a causa di una forma influenzale che mi costringe a letto, e mi risuona nella testa un verso di una canzone di Lucio Battisti che continua nel suo refrain: “ .. come può uno scoglio arginare il mare”.
postato da: valtergallo alle ore 14:24 | Permalink | commenti (29)
categoria:italia, politica, , partiti, veltroni, partito democratico, casta, antipolitica
martedì, 18 settembre 2007
Bollino Blu
 
E’ scattata la grande gara per la ricerca dei futuri candidati alle liste civiche comunali, dopo l’invito di Grillo ai cittadini ad entrare in politica direttamente per la loro tutela e per quella dei loro figli.

”I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi”, ha continuato Grillo, “possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo. Dai Comuni si deve ripartire a fare politica con le liste civiche”. Le liste che aderiranno ai requisiti, che verranno comunicati tra qualche giorno, avranno l’ambito bollino “beppegrillo.it”.

Tra i requisiti ci saranno, ad esempio, il non essere iscritti a partiti ed essere incensurati. In queste ore di trepidante attesa delle ulteriori caratteristiche necessarie per le candidature, fervono le iniziative atte a svelare le nobili peculiarità che garantiranno un avvenire di gioia e di letizia per i futuri municipi.

Con lo scopo di contribuire alla causa, offriamo il nostro spazio per una sana delazione a chi volesse anticipare sia con goliardia, sia con austera serietà, le ambite prerogative. Seguono le prime “soffiate”:
  • divieto assoluto d’indossare bandane berlusconiane
  • divieto di assicurare la propria auto con l’Unipol e di fare la spesa alla Coop
  • avere la connessione ad internet anche nel bagno e nel garage
  • avere i capelli alla Napo orso capo (per le donne alla Moira Orfei)
  • non essere iscritto (o far parte) alle associazioni dei boy scout (il tumore inizia da lì)
  • poter dimostrare, almeno per tre generazioni, di non essere imparentati con i Mastella o con Tronchetti Provera
  • non aver mai lavorato per la Telecom e di non possedere un cordless “Aladino”
  • divieto assoluto di accordi politici con gli altri rappresentanti dei partiti (tranne con quelli che hanno visto gli spettacoli di Grillo o ne possiedono i DVD originali
  • essere in grado di sfanculare il prossimo con un DO di petto
  • avere in camera da letto un poster di Bracardi
  • dimostrare che in famiglia anche i nonni hanno un blog

Continua nei commenti …
postato da: redpen2006 alle ore 10:38 | Permalink | commenti (27)
categoria:politica, deliri, blog, cazzeggio, blogosfera, rete, grillo, goliardia, populismo, pennarossa, onnipotenza, v-day
venerdì, 14 settembre 2007
V-Day

Anche il V-Day avrebbe meritato un “Quelli che”. Ci sono state talmente tante dichiarazioni, editoriali, distinguo, esagerazioni, da farne una versione “mitica”, iniziando da “Quelli che, vogliono distruggere i partiti” e “Quelli che, i partiti sono il tumore della nostra democrazia”.

In particolare, questa dichiarazione di Beppe Grillo ha provocato un putiferio. Molti si chiedono, tra chi cerca di leggere e ragionare sul V-Day senza settarismi, quante delle persone scese in piazza la condividessero fino in fondo. Noi siamo portati a credere che in molti la ritenessero una esagerazione e che siano scese in piazza “una tantum” per inviare una sorta di “warning” alla classe politica.

Di contro, qualcuno ha osservato che il vaffa urlato può essere ritenuto sicuramente liberatorio, ma di sicuro difficilmente può favorire l’inizio di un dialogo e che nel V-Day siano stati posti dei problemi senza dare risposte.

Ad una settimana dal V-Day, dopo aver assistito alla radiografia della grillologia, alle paventate future dittature (Scalfari e Pansa), crediamo sia il caso di deporre le armi e di provare a ragionare sulle possibili vie d’uscita anche perché, come ha dimostrato un sondaggio di Repubblica (e la lettura fatta da Ilvo Diamanti), la maggioranza di quella piazza è interessata agli sviluppi del futuro PD.

Parliamone, senza fanatismi, pliis.