
Il risultato elettorale contrario, senza le catastrofiche previsioni berlusconiane, ci lascia lo spazio per una riflessione sugli esiti del voto nel norditalia, includendo anche la disaffezione dell’elettorato, testimoniata da un diffuso calo dei votanti.
Credo che ci sia un serio problema di linguaggi e prospettive, soprattutto al nord, tema che anche Massimo Giannini ha approfondito in questo editoriale su Repubblica. Il senso del ragionamento dell’articolo di Giannini, prendendo spunti dal pensiero di Lakoff, è che ancora manca una precisa “visione del mondo” e un “linguaggio chiaro”, il centrosinistra “parla tanti, troppi linguaggi .. spesso antitetici tra loro”.
Il problema è sentito da chi si è incamminato verso il progetto del Partito Democratico. Le difficoltà di “messa a punto” di un grande “partito nuovo”, di un partito quindi necessariamente pluridentitario, sono state più volte affrontate dai tanti interessati al progetto. Ci vorrà del tempo, chissà un anno o forse più, per far si che l’immagine, la carta d’identità del PD arrivi chiara all’elettorato.
Ci vorrà una grande sintesi sui contenuti e un grande sforzo comunicativo, che sarà facilitato se si farà chiarezza in tempi brevi sulla scelta della leadership in grado di riassumere il tutto, pena la continua Babele.

L’avvicinarsi del 14 ottobre, data fatidica e della verità per il partito democratico, ha messo in moto una frenetica serie di processi ed iniziative, endogene ed esogene ai partiti di riferimento DS e Margherita, miranti a caratterizzarne le regole e l’identità.
Riguardo le “regole del gioco”, ci vorremmo soffermare ancora sul comitato promotore dei 45 “endogeno”, su quello allargato di Luca Sofri “esogeno” e su quello di Roberto Giachetti che è ancora in sospeso a .. “divinis”.
Sul comitato ufficiale non si può che ribadire che è stata una occasione mancata. Poteva essere una opportunità per comunicare novità riguardo le donne, i giovani, la società civile, la rete. Siamo riusciti in un sol colpo a mancarle tutte.
La proposta di Luca Sofri era e rimane, come ha ben capito chi nella rete ci naviga e ne conosce “guru” e regole, un “sasso nello stagno”.
Il “comitato ombra” per il PD proposto da Giachetti, composto da 20 persone, tutte di età non superiore ai 40 anni, 10 uomini e 10 donne, può essere un'altra occasione per sperimentare delle novità.
Nell’ottica di apertura della tribù seguiremo con attenzione anche questa iniziativa.
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