La sottile linea di Pennarossa

Per il Partito Democratico siamo oramai in sala parto e come ogni travaglio che si rispetti non mancano i segnali di nervosismo da parte degli interessati al “nascituro”. Sembra di vedere un orda di parenti e amici pronti a sgomitare per vedere arrivare il sospirato bebé e comunicare al mondo il grado di parentela.
Tra pochi giorni i congressi conclusivi dei DS e della Margherita sanciranno ufficialmente la nascita del “partito nuovo”, attraverso una road map che – ad ottobre, con il metodo delle primarie – dovrebbe approdare al momento più qualificante del PD, e cioè alla fase costituente. Nella blogosfera si incrociano opinioni ed iniziative differenti, in un dibattito che ripropone, molto spesso, gli stessi toni accesi rilevabili quotidianamente nello scontro politico.
Fra i molti protagonisti di questa discussione, noi di Pennarossa ne stiamo seguendo con particolare interesse tre con i quali, grazie alle nostre iniziative, abbiamo avuto occasione di confrontarci. Tre politici (e blogger) che – con modalità diverse – stanno tenendo alta l’attenzione sul percorso che sta portando alla costituzione del Partito Democratico. Ci riferiamo a Ivan Scalfarotto, a Mario Adinolfi ed a Roberto Giachetti.
Ivan ha fatto molto parlare (e scrivere) ultimamente a causa della sua adesione – per molti inaspettata – ai DS. Noi, che abbiamo avuto la possibilità di conoscerlo da vicino e di verificarne l’attitudine a fare rete, abbiamo apprezzato la sua scelta di incidere “da dentro” un partito.
Molti invece hanno criticato questa decisione accusandolo di essersi “svenduto” a Fassino.
Tra questi, uno dei più duri è stato Mario Adinolfi, da sempre fautore di una linea "contundente" verso le leadership dei partiti. Lui è così per carattere (e per linea politica) e ci saremmo stupiti se non avesse detto con schiettezza a Scalfarotto quello che pensa (a nostro avviso esagerando). Mario si muove diversamente, e per il 18 aprile ha organizzato assieme ad altri un incontro con lo slogan: “Il cuore oltre l’ostacolo, verso la costituente dei cittadini per il Partito Democratico”.
Poi c’è Roberto Giachetti, deputato della Margherita, che dal 10 marzo sta attuando l’iniziativa nonviolenta di un digiuno, per chiedere che venga ufficialmente fissata la data della costituente per il Partito Democratico. Una “battaglia”, derivante senza dubbio dalle origini radicali di Roberto, che si è allargata attraverso una staffetta portando numerose altre persone a digiunare simbolicamente, per tre giorni, insieme a lui. Tre persone, tre blogger, tre modi di essere coinvolti nella realizzazione del Partito Democratico, secondo la propria indole ed il proprio modo di interpretare la necessaria “politica nuova”.
Noi di Pennarossa, partecipando al dibattito in corso, abbiamo sentito il bisogno di chiarire, innanzitutto con gli amici della tribù e di seguito con qualsiasi referente politico, una linea comportamentale. Siamo convinti che in questa fase ogni iniziativa, tendente ad arricchire il progetto attraverso la partecipazione e la trasparenza, sia meritoria, debba essere osservata con attenzione senza pregiudizi, possibilmente sostenuta.
Così come ogni approccio invece, in cui prevalga il personalismo, il distinguo, in cui si getti discredito sulle iniziative altrui, in cui si sgomiti eccessivamente per avere l’attenzione dei media, vada criticato in quanto non può fare certo il bene del “partito nuovo”.
Per questo abbiamo segnalato le iniziative e le idee di Ivan Scalfarotto, di Mario Adinolfi, di Roberto Giachetti e continueremo a farlo con chiunque si muova nella direzione sopraccitata. Per questo, dalla mezzanotte del 13, abbiamo aderito – con Valter Gallo – alla staffetta di digiuno promossa da Roberto Giachetti. Siamo convinti che, pur con metodi diversi, tutti tendano allo stesso obiettivo: cambiare soprattutto il modo di fare politica. Questo sarà più facile ottenerlo interagendo, facendo rete, unendo con generosità e maturità idee e forze.
Chi riuscirà a farlo con continuità, superando steccati e settarismi, avrà garantita l’amicizia e il sostegno della nostra piccola tribù.