sabato, 31 marzo 2007
Tana per ...

Nascondino

Fra 3 settimane verrà dato il via ufficialmente, dai congressi dei DS e della Margherita, al processo costituente del Partito Democratico.
La nascita del “Partito Nuovo” dovrebbe interessare in qualche modo un italiano su 3 ed invece, a parte i diretti interessati e gli “addetti ai lavori”, non suscita alcuna discussione nei bar, nelle strade, nei posti di lavoro.

Se provate a porre, ad azzardare questo tema in famiglia o tra gli amici, come minimo raccoglierete uno sguardo compassionevole. Sarà, genericamente, perché la politica ultimamente ha dato l’impressione di avere operato con una prevalenza di azioni negative su quelle positive. Sarà perché, nello specifico del PD, si tratta di una gestazione turbolenta fatta molto con la testa (di qualche leader di partito) e poco con la pancia (degli elettori, non degli iscritti); un cammino ostacolato da minacce di scissioni, di dibattiti fratricidi che ha creato un clima di attesa che assomiglia sempre più ad Suk mediorientale piuttosto che a quello, pur sempre pieno di tensioni, di un “reparto maternità”.

In questo contesto c’è chi, come Scalfarotto, riprendendo un editoriale di Diamanti su Repubblica, chiede a chi vede nel PD un progetto agonizzante: “ .. siamo sicuri che il nostro ruolo sia semplicemente quello di constatare la morte del paziente ed andare via?”
Oppure chi, come Giachetti, chiede a Veltroni, uno dei futuri leader, se non sia arrivato il momento di uscire allo scoperto e di assumersi delle responsabilità.

Questo punto, questa richiesta di fare venire chiaramente allo scoperto i Timonieri con la "rotta", in verità ce la siamo posti anche noi in tribù. Abbiamo così immaginato che fosse in atto, come nella migliore tradizione della politica italiana, un bella gara a chi si nascondesse meglio per non prendere, come fanno i velocisti, il vento in vista del traguardo.

Ci siamo detti allora: perchè non coinvolgere i nostri amici indiani con un bel sondaggio mirato a scoprire chi è il campione del nascondino?

p.s. Nel sondaggio interattivo era possibile inserire solo 6 nomi, in rigoroso ordine alfabetico, oltre l'opzione "altri". Vi chiediamo, se volete unirvi al gioco, di "stanare" eventuali outsider lasciando i nominativi nei commenti. ;-)


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martedì, 27 marzo 2007
Inferni

Inferni

“Non se ne parla: ma esiste” ha ricordato Papa Ratzinger ammonendo l’umanità sull’esistenza dell’Inferno durante l’omelia in una parrocchia della periferia romana. “Se ne parla poco ma esiste” ha ribattuto Gino Strada dal lontano Afghanistan, riferendosi alla guerra in corso e ai luoghi di detenzione del mediatore e dell’interprete del caso Mastrogiacomo.

Vorremmo approfittare dell’esternazione papale per fare anche un po’ di “ripasso”, per cui riprendiamo il nostro caro Dante e ricordiamo come sono divisi i cerchi dell’Inferno: Lussuriosi; Golosi; Avari e Prodighi; Iracondi; Eretici; Violenti; Fraudolenti; Traditori.
Certo, di gente candidata ad andare a riempire i vari gironi danteschi ce n’è proprio tanta. Possiamo divertirci ad attribuire a chiunque ci pare (politici, sportivi, gente dello spettacolo, amici blogger, …) il cerchio di competenza.

Per esempio, la Tribù vedrebbe bene la Binetti tra i lussuriosi (la storia del cicilio ci fa pensare sempre più a devianze sado-maso); Bondi, Schifani e Bonaiuti tra gli adulatori (e quindi nel cerchio dei fraudolenti); Sgarbi, Bossi e Calderoli tra gli iracondi.
La Bindi, incredibile ma vero, per aver concepito i DiCo le alte cariche pontificie l’hanno spedita direttamente all’inferno anche se è stata demandata ad una apposita commissione decidere se nei Traditori o negli Eretici.

Ultimamente Benigni ha ritenuto poco esauriente la classificazione di Dante, ed ha aggiunto anche il girone degli “intercettati”. Con un po’ di sana goliardia e aspettando gli esiti dell’ennesimo voto al Senato, ci divertiamo a scovare nuovi gironi e ad inserirci un po’ di .. antipatici?

postato da: redpen2006 alle ore 17:02 | Permalink | commenti (39)
categoria:vaticano, divagazioni, religione, dico, guerra, papa, inferno, emergency, goliardia, pennarossa
venerdì, 23 marzo 2007
La linea di confine


Confine

Un dilemma in questi giorni sta facendo discutere la tribù. Esso nasce dalle ultime uscite di esponenti Teodem contro il decreto della Ministra Turco a proposito delle quantità massime di Cannabis per uso personale.

Se il centrosinistra è quello schieramento che unisce i progressisti e i laici così come noi crediamo, quale ruolo hanno i teodem da questa parte?

Anche Luca Sofri nel suo blog si pone retoricamente la stessa domanda avanzando una costruttiva polemica sul fatto. È infatti del tutto evidente che essi cozzino con molti degli interventi che potrebbero caratterizzare questo Governo: DiCo in primis ed ora anche il decreto Turco sulle droghe leggere. E cozzano non tanto per divergenze normali nella democrazia di coalizione e Partito, ma per totale discrepanza di intenti rispetto a ciò che potrebbe caratterizzare una coalizione di centrosinistra o addirittura il Partito Democratico.

Analizzando il tema delle droghe, ciò che distingue il punto di vista di destra da quello di sinistra, apparentemente, dovrebbe essere proprio l'approccio nei confronti della distinzione tra droghe leggere e pesanti e del disincentivo all'uso, con coerenti intenti proibizionisti per i primi e un coerente approccio più morbido dei secondi.

I teodem invece, come sui DiCo, sull'eutanasia, sulla fecondazione assistita e sul testamento biologico, anche sulla lotta alle tossicodipendenze sembrano essere molto più vicini a Fini e Casini che non ai DS e laici della Margherita.

Nel mio blog ho analizzato come probabilmente i teodem non muovano alcun voto verso la Margherita pontificando così, con un po' di vana speranza, una imminente loro fuoriuscita dal progetto del PD e forse dal centrosinistra, ma per ora la domanda rimane aperta:

Che ci fanno i teodem in una coalizione di centrosinistra e soprattutto cosa ci faranno in un Partito democratico, riformista e dunque di Sinistra?
C’è una linea di confine chiara che separa la visione politica del modello di società dei progressisti da quella dei conservatori?

Stefano Fiaschi

 

lunedì, 19 marzo 2007
Il Patto, una storia, il Family Day


1 - Il patto

Patto

Il 20 marzo alle 10.45, nell'Auditorium dell'Ara Pacis in Via di Ripetta a Roma, ci sarà la presentazione del Patto Generazionale proposto da Luca Josi e sottoscritto, tra gli altri, da Alessandro Profumo, Gianni Cuperlo, Daniele Capezzone, Marco Follini, Maria Latella, Gad Lerner, Giovanni Floris, Ivan Scalfarotto.

Il Patto ha il suo passaggio caratterizzante nella seguente domanda:
“Chi di noi, coerentemente a quando chiede ricambio e competitività, è disposto, oggi, a sottoscrivere un patto che lo impegni, raggiunta l'età dei 60 anni, a lasciare o non accettare un ruolo di leadership (cariche primarie della politica e dell'economia) continuando ad offrire il suo impegno nei ruoli di vice, di numero due, di saggio, di consulente o di qualsiasi altra posizione che consenta alla società di avvantaggiarsi e non disperdere la sua esperienza?”

Quella che oggi può sembrare una formula esclusivamente simbolica per favorire l’attribuzione di maggiori responsabilità ai giovani, potrebbe in futuro rappresentare “la regola” per accompagnare il “passaggio di consegne” tra diverse generazioni. A tutti coloro che non potranno partecipare alla presentazione, segnaliamo la possibilità di aderire on line al Patto. Noi l'abbiamo già fatto.


2 - Una storia

BambinoPiù Blog

La blogosfera è tante cose: si parla di politica, di sport, di gossip, di società; si litiga e ci si insulta tra blogger e si guardano le classifiche per controllare come siamo posizionati e quanti link abbiamo guadagnato.
Però arriva anche il momento in cui molti di noi si ritrovano insieme per appoggiare iniziative meritorie, che non hanno i colori della politica ma quelli della sensibilità e dell’impegno nei confronti della Ricerca Medica.

Dopo il successo della recente edizione di Più Libri Più Liberi (Fiera della Piccola e Media Editoria), PiùBLOG si è fatto promotore di un progetto che ha lo scopo finale di raccogliere fondi a favore dell'Associazione Italiana per la lotta al Neuroblastoma. Va sottolineato che si tratta del primo progetto collettivo e mirato nella blogosfera per raccogliere fondi a favore della scienza.

Le regole per contribuire sono pubblicate nella prima pagina di "Raccontami una storia". In pratica si tratta di questo: In occasione della 2° edizione di PiùBLOG (nell’ambito di "Più Libri più liberi" - 6/9 Dicembre 2007) sarà presentato un volume dedicato ai bambini dal titolo "Raccontami una storia". Il ricavato delle vendite sarà devoluto all'Associazione Italiana per la lotta al Neuroblastoma.

Il libro sarà composto dalle storie che i blogger regaleranno all'iniziativa contribuendo alla ricerca per le cure di questa terribile malattia che colpisce l'infanzia. Nel libro saranno integrati dei disegni prescelti dal sito di Comicomix che dona contributi alla Fondazione per ogni disegno ricevuto con l'iniziativa "Regala un sorriso". Noi come possiamo contribuire? Innanzitutto pubblicizzando l’iniziativa (facendo un post, mettendo il bannerino) o anche scrivendo direttamente una storia.
In fondo a noi blogger la fantasia non manca … e nemmeno la sensibilità!


3 - Il Family Day

Famiglia

Il 10 marzo la tribù ha partecipato a Roma alla manifestazione “Diritti Ora!”.  Il 12 maggio verrà organizzato dalle organizzazioni cattoliche il “Family Day”, in difesa della famiglia. Noi vorremmo partecipare anche a questa manifestazione, con la nostra concezione (allargata) di famiglia, per non lasciare il “monopolio” della difesa della famiglia a Mastella, alla Binetti, alla Bindi, tanto per rimanere nell’area del centrosinistra.
Voi che ne pensate?

giovedì, 15 marzo 2007
I mezzi prefigurano i fini


Pulizie

Mario Adinolfi, dalla blogosfera e dal giornale Europa, ha iniziato da qualche mese una lodevole campagna, ripresa anche da “Striscia la notizia”, da OneMoreBlog, da Ivan Scalfarotto, da Francesco Costa, e da molti altri bloggers, denunciando l’inverosimile tesseramento della Margherita che ha prodotto congressi locali, quelli che eleggono i delegati per il congresso nazionale, altrettanto inverosimili e da invalidare.

Avendo anche noi a cuore il progetto del Partito Democratico, a patto che nasca e viva con procedure veramente democratiche, non possiamo esimerci dal chiedere la massima trasparenza e verità. Siamo convinti che i mezzi e le modalità che verranno utilizzate in questa fase prefigureranno le finalità dell’intera operazione politica. Le modalità e la correttezza dei congressi determineranno le fasi successive: quella costituente del PD e la credibilità dell’intero progetto.

Riteniamo sia meglio annullare oggi dei congressi, come hanno fatto a Salerno, prima che a chiederne conto saranno i cittadini domani.
Ci uniamo quindi in questa battaglia ideale della blogosfera democratica, riproponendo alcuni passi del post di Ivan Scalfarotto:

Il Partito Democratico, sia chiaro, è un progetto che non appartiene solo a DS e Margherita ma a tutti quei cittadini che ogni volta che l’Ulivo si è presentato alle elezioni hanno premiato lo sforzo unitario e la sintesi tra le forze progressiste del paese.
Moltissime persone stanno guardando a quali saranno le regole del gioco per capire se il PD sarà occupato militarmente dalle nomenklature o se invece ci sarà davvero spazio per includere quel pezzo di Italia che la politica ha perso di vista da tempo.
Il nuovo partito, dunque, sarà democratico davvero solo se il suo processo di formazione sarà basato sull'elementare principio "una testa un voto" e senza che i signori delle tessere con le loro truppe cammellate ne facciano carne da macello.

Non vanifichiamo questa grande opportunità offerta al Paese partendo con il piede sbagliato. Crediamo che “questo” sia il momento di fare sentire la nostra voce. Tutti, insieme e dal basso.

p.s. la tribù indiana più ottimista del centrosinistra, costruttivamente, ha sentito, nello stesso tempo, di aderire al seguente appello promosso da Roberto Giachetti:

"A più di due anni dallo svolgimento delle primarie che hanno coinvolto oltre 4 milioni di militanti ed elettori del centrosinistra, dopo due anni di dibattito tra i partiti e nella società sul se e sul come costruire il Partito Democratico, noi sottoscritti, chiediamo che entro la conclusione dei congressi dei Ds e della Margherita previsti per il prossimo aprile, venga indicata con chiarezza la data in cui si terrà l'Assemblea costituente del Partito Democratico. "

E' chiaro che le risposte date al tema del post, renderanno credibile anche questa iniziativa. Per aderire questo è il link.
lunedì, 12 marzo 2007
Cerco un Centro di gravita' ...


Madre Mastella

Già dalla notte del 10 Aprile, quando si andava definendo la striminzita vittoria dell'Unione, sapevamo tutti a quale traballante destino sarebbe andato incontro questo governo di centrosinistra. In molti probabilmente abbiamo subito rivolto il nostro pensiero alla rocambolesca e burrascosa esperienza di governo del 1998.

Ora, sebbene tutti abbiamo ancora negli occhi quanto accaduto poche settimane fa in occasione del voto sulla politica estera, non possiamo non notare come - al momento attuale - gran parte dei segnali di insofferenza e tentativi di 'strappo' nei confronti della maggioranza arrivino non dall'ala sinistra della coalizione, bensì dalle posizioni di quello che potremmo definire un estremo centro: l'Udeur di Clemente Mastella.

Partiamo dalla legge elettorale. Mastella riesce nel miracolo di equilibrismo di stare con l'Unione e mirare esplicitamente alla sua dissoluzione, attraverso quel tanto agognato 'modello tedesco' che consentirebbe di ricomporre la diaspora degli ex-Dc. Prima il Consiglio dei ministri, poi una telefonata con Casini; prima un vertice con Prodi, poi una telefonata a Cesa. Il tutto senza perdere un'occasione per smarcarsi dalla coalizione.

D'altra parte, Mastella non ha mai fatto mistero di non essere poi così schifato dal porcellum. E come dargli torto? A fronte di un risultato elettorale deludente (1,4%), la legge Calderoli ha concesso all'Udeur addirittura 14 deputati e 3 senatori, quando nel 2001 il Campanile poteva contare solo su 6 deputati e 4 senatori.

C'è un altro episodio che ha fatto parlare del ministro Mastella nella settimana appena conclusa. Ospite della trasmissione di Michele Santoro "Anno Zero", il leader dell'Udeur - nervoso e insofferente per tutta la diretta - è stato più volte messo in difficoltà dagli interventi degli ospiti e degli spettatori. Messo all'angolo, solo contro tutti, il buon Clemente sapeva che se non voleva far proseguire oltre la figuraccia, avrebbe dovuto inventarsi qualcosa: così è stato.

Approfittando delle puntuali domande di un giovane e dalle irriverenti battute di Vauro, il ministro Mastella ha salutato tutti e se n'è andato. Un autentico colpo di teatro che ha originato la severa reprimenda di Santoro, scagliatosi contro "i politici arroganti che non vogliono parlare con la gente".

C'è da dire che anche Santoro aveva preparato una bella puntatina. Scrive Antonio Ruggieri su Megachip: "Ora, che i politici (e i partiti della politica) abbiano perso i contatti non solo con "la gente", ma addirittura con la loro base elettorale, è una realtà ch'è sotto gli occhi di tutti e che Santoro ha fatto bene a rimarcare; solo che con quello ch'è accaduto ad Anno Zero c'entrava poco o niente. La trasmissione è stata concepita come una specie di "solo contro tutti" al quale non si è dato nemmeno la possibilità di ribattere colpo sul colpo come si fa abitualmente in queste circostanze, "per dar spazio anche agli altri ospiti intervenuti".

L'altra sera con Mastella, Santoro ha messo in opera un'idea della comunicazione autoreferenziale e manipolativa dalla quale dovremmo affrancarci, prescindendo dalla condivisione dei contenuti in campo. Ha fatto come fece Antonio Socci in una memorabile puntata del non-indimenticabile "Excalibur" sul Social Forum di Firenze nel 2002, quando mise in mezzo Vittorio Agnoletto, da solo (anche qui contro tutti), con l'intenzione patetica e del tutto sopra le righe di processare nientemeno che il comunismo. La buona comunicazione è innanzitutto una regola e una cultura."

Voi che ne pensate?

Francesco Costa