sabato, 30 dicembre 2006
La giustizia non nasce dalla morte

Saddam

Per George Bush, l’impiccagione di stamane di Saddam Hussein è stato un atto di giustizia. Sui media internazionali campeggia l’immagine del rais irakeno con il cappio al collo o con atteggiamenti arroganti.

La tribù è convinta che nessuna giustizia può scaturire da una pena capitale (anche per i crimini più efferati) e che questo atto possa solo alimentare lo spirito di vendetta e nuove forme di violenza, che non sono propriamente le basi ideali su cui costruire un nuovo stato, una nuova società.

Oggi è un triste giorno per l’umanità, epilogo di un anno in cui ci sono state molte cose da dimenticare (o da ricordare in negativo).
Proviamo assieme a far qualcosa per un 2007 migliore.

postato da: redpen2006 alle ore 10:56 | Permalink | commenti (78)
categoria:iraq, politica, opinioni, pace, guerra, informazione, dibattiti, saddam, pena di morte, fondamentalismi
giovedì, 28 dicembre 2006
L'occasione merita un post ...

GPB 2006

Quel "mariuolo" di Adinolfi, nel "gioco" Gran Premio dei Blog 2006, ci ha dato l'occasione di rientrare tra i vincitori per il post "Quelli che ... votano e bloggano".
Di seguito, vi riportiamo i commenti di Mario sui vincitori.

"And the winners are: uno che voleva fare il premier e meglio di quello che fa il premier certamente avrebbe fatto (Ivan Scalfarotto, miglior blog politico); una che s'atteggia a strega ma si chiama Micol ed è di Como, quindi figuratevi voi se ci crediamo (Uic, miglior blog femminile); uno che è il primo ad aver gestito i blogger che avevano voglia di finire in tv ed il bello è che ce li ha fatti finire, ahiloro (Marco Esposito, miglior blog al maschile); uno, anzi due, che hanno tirato fuori la storia del video del ragazzo down picchiato e se stavamo ad aspettare la stampa tradizionale col cavolo che ne avremmo mai saputo niente (Giornalettismo, miglior blog giornalistico, che ha battuto in finale nientemeno che Beppe Grillo, scusate se è poco); uno che la butta bene sul personale e sul diaristico, perché alcuni pensano che bisogna restar fedeli all'origine della parola blog (Andreadidue, miglior blog personale); uno, anzi due, che sanno scrivere e radunare gente nella loro tribù (Pennarossa e quelli che votano, miglior post); una che è una forma d'arte fin dal nickname, pure se è troppo meridionale e parmigiana per fregarci (Talentosprecato, miglior blog artistico); uno come Alberto Biraghi, che è quanto di meglio offra oggi la old communication convertitasi alle meraviglie della rete, con gli entusiasmi e i picchi di genio propri degli apostati (Onemoreblog, miglior blog assoluto).

Il regolamento prevederebbe che gli otto vincitori delle categorie si scontrassero tra loro in ulteriori sfide ad eliminazione diretta per assegnare il premio finale del Miglior Blogger del 2006, ma la giuria ha deciso di assegnare l'ambito riconoscimento a Piergiorgio e Mina Welby, che ci hanno fatto conoscere i loro pensieri attraverso Il Calibano."

Il paragrafo finale con la dedica ai Welby, assieme all'omissione dei risultati di Mario, sono state le cose che abbiamo più apprezzato nel "gioco", che è stato ripreso, tra gli altri, anche da La Stampa e da Dagospia.

Con l'occasione buon 2007 a tutti.

domenica, 24 dicembre 2006
Auguri di ...

Per una sana laicità

.. e di un felice 2007, sperando sia più laico e foriero di diritti dell'anno che l'ha preceduto (non ci vuole molto).
Ci prendiamo qualche giorno di vacanza dal postare per dedicare un po' di tempo alle persone care che qualche volta per gli impegni trascuriamo.
Continuate pure, se volete, a commentare sugli argomenti dell'attualità in questo spazio.

postato da: valtergallo alle ore 14:01 | Permalink | commenti (25)
categoria:opinioni, blog, diritti, dibattiti, laicità
giovedì, 21 dicembre 2006
Per una "sana laicità", nel rispetto di chi crede

Per una sana laicità

Negli ultimi tempi i dibattiti su alcuni temi sociali ed etici - quali ad esempio i Pacs, il caso Welby, la fecondazione assistita - hanno acuito i diversi modi di intendere la “laicità dello Stato” ed il “diritto soggettivo”. Da entrambe le posizioni si rilevano i timori, che spesso diventano aperte accuse, di reciproche ingerenze tra lo Stato e la Chiesa.

Se si leggono ad esempio alcuni editoriali di ambiente cattolico, che pongono sullo sfondo la situazione spagnola, si ritrovano espressioni quali “l’offensiva laicista avanza contro la Chiesa…”, “Chiesa sotto assedio …” “… degenerazione laicista”.
Visti da sinistra questi timori fanno prima sorridere e poi indignare, considerate le posizioni dei nostri politici ed i freni che si riscontrano ogni volta che si tenta di legiferare su temi delicati.

Sul concetto di “laicità” sono stati scritti interi trattati ed hanno argomentato menti e studiosi illustri. Ci sono innanzi tutto le posizioni “storiche”, in cui si riconosce a Stato e Chiesa il diritto di restare indipendenti ciascuno nel proprio ordine senza però tentare di influenzarsi l’un l’altro. Ci sono anche delle “aperture” più recenti, quali ad esempio quella sintetizzata da Eugenio Scalfari nell’editoriale su Repubblica del 10 dicembre scorso.

Con riferimento ad alcune dichiarazioni di Benedetto XVI, Scalfari ha affermato che “… noi, laicisti vituperati, non solo non impediamo (non lo potremmo e non lo vogliamo) ma anzi desideriamo che la Chiesa parli e i cattolici si esprimano”. Il problema vero è, secondo noi, “a chi” la Chiesa deve parlare. Perché nessuno può discutere che il Papa, i Vescovi, parlino ai “loro” credenti, ai “loro” fedeli, e li ammoniscano su cosa è bene e cosa è male, su cosa è giusto e su cosa è peccato, su quali azioni o comportamenti spalanchino le porte del Paradiso ovvero facciano precipitare nelle fiamme dell’Inferno.

E' giusto quindi che i credenti ascoltino e si comportino (nella riservatezza delle loro coscienze o nella manifesta quotidianità) di conseguenza. Diversa è l’attenzione che lo Stato, e quindi i Politici che di fatto lo Stato governano, devono prestare a quella voce. Certamente rispetto e considerazione, tenuto conto che in alcuni casi (alcuni) i valori cristiani coincidono con quelli della legge “naturale”, ma niente più.

Il Politico, nell’affrontare i temi etici, dovrebbe innanzi tutto osservare la Società italiana (e oseremmo dire la società internazionale) e percepire qual é il suo “sentire”. Ascoltare cioè la società civile che lo ha eletto e che rappresenta, e non l’Eminenza di Riferimento. Tendere al “bene comune”, soprattutto se quel bene non lede gli altrui diritti ma migliora soprattutto la vita e le condizioni dei singoli.

Accennando alla società civile, e rilevando come molti politici si oppongono a leggi quali i Pacs proprio in nome dei cattolici italiani, sarebbe interessante tra l’altro avere dei dati certi sull’effettiva percentuale di cattolici praticanti in Italia. Sarebbe un dato importante ma probabilmente non rilevante, considerato che, comunque, il 68,7% dei cattolici italiani è favorevole ai Pacs (indagine Eurispes).

Vogliamo chiudere il post con una definizione, data di recente da un "personaggio illustre", che condividiamo pienamente:
"…(una) «sana laicità» implica l’effettiva autonomia delle realtà terrene, non certo dall'ordine morale, ma dalla sfera ecclesiastica. Non può essere pertanto la Chiesa a indicare quale ordinamento politico e sociale sia da preferirsi, ma è il popolo che deve decidere liberamente i modi migliori e più adatti di organizzare la vita politica.
Ogni intervento diretto della Chiesa in tale campo sarebbe un'indebita ingerenza … "

A questo link troverete l’autore del paragrafo e l'intero documento.

p.s. La tribù ringrazia e saluta il Calibano per aver dato voce e corpo ad una sacrosanta battaglia di civiltà. Vogliamo ricordare Piergiorgio Welby attraverso un articolo di Barbara Spinelli, intitolato "Il diritto di morire".

sabato, 16 dicembre 2006
Fischio maschio senza raschio

Fischi di democrazia

(cit. Febbre da cavallo)

Il fischio, da che mondo è mondo, è sempre stato la massima espressione di dissenso popolare. Semplice, diretto, proveniente dal basso, facile da esternare, come il pernacchio di Eduardo è un segno di disapprovazione da non sottovalutare, in quanto è in grado di innescare “rivoluzioni”.

Le recenti occasioni in cui s’è dato fiato alla protesta – a Prodi, ai sindacati a Mirafiori, a Bersani dai ricercatori precari - sono il sintomo di un malessere, di una scollatura, di una esasperazione, che deve essere decodificata, analizzata, che non può essere minimizzata, anche perché il rischio che si corre conseguentemente è il vedersi “arrivare” tra capo e collo, come è successo a Berlusconi, un cavalletto fotografico (e non solo).

Da più parti con opinioni, editoriali, interviste, sono risuonate le sirene d’allarme per lo stato della nostra democrazia, per la crisi di rappresentatività di una politica sempre più frammentata, incanalata verso interessi particolari (di partito) piuttosto che per il bene comune. Noi la nostra opinione su come uscire da questa impasse l’abbiamo più volte ribadita. Il progetto di “partito nuovo” con nuove regole di partecipazione e protagonismo (Sondaggi deliberativi e Primarie) in grado di riaprire il “palazzo” alla società è l’unica proposta credibile e realizzabile per il centrosinistra, assieme ad una legge elettorale in grado di premiare meritocraticamente le storie personali dei candidati.

In attesa che le proposte, i tempi, i congressi, maturino le condizioni per il PD, per nuove ragioni continuano a giungere fischi nelle nostre orecchie indiane: i “reati contabili” in finanziaria e le “opinioni personali” di Fassino, su Eutanasia e adozioni da parte degli omosessuali.

E allora visto che siamo in clima prenatalizio, e la tribù sente il bisogno di un sano momento goliardico, chiediamo a tutti gli amici in transito di esternare in modo civile le vostre opinioni "fischiate", in forma di "Fincipit". Noi vi proponiamo oltre a degli esempi “classici” un nostro modello di “ouverture” lasciando comunque la libertà di improvvisare.

Esempi di Fincipit classici:
"M'illumino d'immenso. Il polonio sul sushi era troppo denso". (Luca Passani)
"M'illumino d'immenso … disse uno dei Re Magi scambiando il tritolo per l’incenso. (Valter Gallo)
"Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, ... proprio qui doveva finire, sul tettuccio della mia Clio!" (Lorena)

Esempi di Fincipit fischiati:
Caro xxxxxx questo fischio ti voglio dedicare ..
Caro Fassino questo fischio ti voglio dedicare, per ricordarti che gli iscritti devi rappresentare e le “opinioni personali” a chi ti è a fianco le puoi sempre confidare.
Cara Binetti e caro Mastella questo fischio vi voglio dedicare, perché sulle unioni civili del programma (per il momento) dovete legiferare.
Caro Tremonti questo fischio ti voglio dedicare ... perché “porca puttana” (alla Guzzanti) dopo il casino che hai combinato hai la faccia ancora per parlare.

Buon divertimento. ;-)

sabato, 09 dicembre 2006
Blog e Politica

Blog e Politica

L’ultima settimana politica ci ha regalato – tra le altre cose – "L'impegno del governo per una legge sulle coppie di fatto entro il gennaio 2007”. Già si sono scatenati i commenti, alcuni perplessi, altri fiduciosi, altri ancora diffidenti sulla reale volontà di rispettare questa promessa. Noi vogliamo cogliere l’aspetto positivo della dichiarazione, ma faremo come Ivan Scalfarotto: conteremo i giorni da qui al 31 gennaio per tenere alta l’attenzione e la vigilanza.

Intanto proseguiamo la campagna “Pro Brokeback Mountain” che non riguarda solo i Pacs ma anche la difesa della laicità dello Stato. Ci hanno seguito in molti blog, e molte sono state le adesioni di singoli. Crediamo poi che la citazione che ha fatto Luca Sofri sulla sua trasmissione su Radio2 sia motivo di soddisfazione non solo per Pennarossa ma per tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa. E non sottovalutiamo poi il fatto che la nostra campagna sia stata “adottata” dalla Federazione Romana dei DS che intende supportarla con una serie di eventi allo studio.

Questo ci permette di introdurre il tema che è stato oggetto del convegno al quale Pennarossa ha partecipato con Valter Gallo: “Blog e Politica”. In un dibattito animato sullo stile del “Costanzo Show”, ai blogger (ma non solo) di destra e di sinistra è stata posta la domanda: “se e come i blog possono influenzare le decisioni dei partiti”. L’impressione che ne abbiamo tratto è un atteggiamento diametralmente opposto tra i simpatizzanti del centrodestra e quelli del centrosinistra.

I primi, pur sottolineando la capacità di aggregazione o di crescita culturale che possono avere i blog, non ritengono attualmente possibile una reale incidenza di questo mezzo nei confronti della politica. I secondi (soprattutto nelle persone di Mario Adinolfi e di Valter Gallo) hanno invece rappresentato un quadro che vede i blog come strumento di pungolo, o addirittura dirompente, nei confronti della politica tradizionale. Su questo Mario Adinolfi ha confermato la sua posizione meno morbida e conciliante verso l’attuale burocrazia dei partiti. L’unica possibilità per Adinolfi è la democrazia diretta attraverso la quale riattribuire agli elettori (al popolo) la titolarità della politica.

Per noi di Pennarossa le azioni da intraprendere invece devono riguardare innanzi tutto i metodi partecipativi mediante i quali cambiare “questo” modo di fare politica - sempre più lontana dalla società civile -, e conseguentemente la scelta dei nostri rappresentanti politici. Occorre mobilitarsi e concentrare le forze per delle “vere” Primarie (magari attraverso i Sondaggi Deliberativi), per il ritorno ad un sistema elettorale uninominale, per il riconoscimento della meritocrazia.

Tutto questo si può ottenere interessando tante persone (tanti blog), dal basso, in campagne mediatiche che riescano sia a fare crescere la sensibilità dell’opinione pubblica sia ad “impegnare noi” e i politici in programmi realmente coinvolgenti.
Vincolo essenziale da sciogliere è naturalmente il Digital Divide, cioè gli impedimenti – tecnici ed economici - che lasciano fuori tantissime persone dalla possibilità di collegarsi ad Internet.

Il convegno si è chiuso con un interrogativo che vi giriamo: “Tra un anno, quale sarà il rapporto tra blog e politica?

p.s. In queste ore c’è un’altra battaglia che si sta combattendo, ben più drammatica di quelle che ci hanno visti impegnati in queste ultime settimane, ed è quella di Piergiorgio Welby.
Da tempo Pennarossa è vicino al dolore di Piergiorgio ed è a fianco della sua battaglia. Speriamo che almeno in questo caso lo Stato riesca a riappropriarsi della sua laicità e che venga riconosciuta a Piergiorgio (e con lui a tutti) la dignità di morire senza inutili torture:
… come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa”.