lunedì, 30 ottobre 2006
Spezzatino in salsa .. rossa

Scissioni a sinistra

Nella sinistra italiana abbiamo una tale predisposizione nel produrre scissioni, in particolare nei partiti che si richiamano all'ideologia comunista/socialista, da far invidia a Carlo Rubbia e ai suoi studi sulla fisica atomica.

La capacità di spezzare un capello in quattro, le divisioni prodotte negli anni che hanno generato piccoli partitini, oramai fanno campare stuoli di comici in cerca di facili battute. Ieri sera l’ultima. A "Parla con me" Dario Vergassola ha utilizzato l'esempio del famoso gioco della Settimana Enigmistica “trova le differenze”, dove vengono confrontate due figure identiche salvo piccoli particolari, per ironizzare sul PDCI e Rifondazione Comunista (e ci ha risparmiato il nuovo partito di Ferrando).

Anche il dibattito in corso sul PD promette bene e in molti scommettono che il 2007 sarà un buona annata (come per il vino) per dare vita ad ulteriori partiti. Le ali estreme del “partito nuovo” sono già in fermento e cercano di tirare la “coperta”, chi da un lato chi dall’altro, promuovendo richiami ai valori cattolici o a quelli socialisti. Se c’è un modo di vanificare l’operazione di accorpamento in un unico “contenitore” dei partiti che hanno creduto nel progetto de l’Ulivo prima, e nel PD poi, è proprio questo.

C’è chi afferma che non si può ridurre il socialismo a una corrente e chi, come i Teodem della Margherita, si è spinto nella promulgazione di ben nove principi fondativi determinanti per il PD, con tematiche care al mondo ecclesiale. A nostro avviso, queste posizioni oltre a non avere a cuore la sorte del PD e della sua potenziale capacità di rinnovare la classe politica italiana, stanno già preparando la terra per un ulteriore orticello politico da coltivare.

Noi invece, che tifiamo spudoratamente per il PD, crediamo che ai valori già presenti nel DNA del nuovo partito ne vadano affiancati altri in una concezione più aperta e pluralistica. Siamo consci che la sfida del nuovo millennio - in tema di economia, politica estera, integrazione multirazziale, risorse del pianeta - abbia bisogno di una nuova grande elaborazione di pensiero che vada oltre le logiche e gli schemi fin qui adottati.

Teorie nuove e coraggiose, capaci di mettere in discussione – ad esempio – i modelli fin qui subiti di globalizzazione senza regole e che pongano di nuovo l’uomo al centro dell’interesse e che tengano conto della nuova realtà multietnica italiana.
Idee nuove che disegnino un “partito nuovo” dove siano privilegiate le nuove forme di partecipazione e rappresentanza sollecitate dalla società civile che sono quelle che hanno visto premiare l’Ulivo alle recenti elezioni.

Rimanere invece arroccati su posizioni in ogni caso minoritarie tra gli elettori, dà l’immagine di una politica miope, incapace di spingere lo sguardo oltre il limitato orizzonte che sta davanti. Si rischia di arrivare a situazioni anacronistiche e grottesche. “Circoli della caccia” in competizione con il “Club della pesca”: i soci discutono e polemizzano, il mondo cambia e non c’è più né selvaggina, né pesci.
Voi come la vedete?

mercoledì, 25 ottobre 2006
Che blogger sei?

BlogPolitik

Torniamo dalla trasferta di BlogPolitik a Potenza nonostante le frane e le interruzioni ferroviarie e autostradali. Ma si sa: ci vuole ben altro per fermare due intrepidi indiani!
Con cosa torniamo? Innanzi tutto con la soddisfazione per l’inizio di un confronto tra bloggers a cui stanno a cuore la partecipazione alla politica e il PD,
l’arricchimento provocato dalle opinioni degli altri relatori in tema di politica e blog, oltre al sapore ancora fresco di buonissime sfogliatelle “riccie” mangiate durante la sosta di Napoli.

Abbiamo avuto conferma dal dibattito (a questo link troverete l’intervento della nostra tribù con le foto che finalmente svelano il volto di Chioma fluente) che il blog ancora non ha - ma forse non avrà mai - una considerazione uguale per ogni diverso utilizzatore, che è quasi impossibile definirlo compiutamente, che ognuno lo può modellare a propria immagine per scopi personali, che è un mezzo di comunicazione con potenzialità ancora inesplorate.

L’incontro ci ha dato alcuni spunti per una riflessione sulle tipologie dei blog che vorremmo condividere con voi, con l’auspicio che risulti formativa.
Una definizione di blog molto rilanciata nella blogosfera è quella di Giuseppe Granieri, l’autore di “Blog Generation” :
“Il blog non è solo uno strumento, non sono solo i suoi contenuti, non è solo il suo autore. Il blog è un sistema complesso che sfugge alle classificazioni, va oltre le tecnologie da cui ha origine e sovverte le basi della competizione tra i contenuti on-line. ... i blog sono un “format” diverso, nuovo, che non è possibile descrivere in base a modelli già noti
".

Ciononostante i blog sono stati comunque classificati. Vediamo assieme le categorie, le definizioni più in voga nella blogosfera: blog di rassegna e segnalazione, di commento, di narrazione, di progetto, collaborativi o condivisi. Altra interessante classificazione è quella di Giorgio Nova che ha caratterizzato alcune tipologie di bloggers in cacciatori, tessitori, sciamani. In estrema sintesi i cacciatori sono quelli che esplorano la rete ricercando essenzialmente le informazioni (prede). I tessitori sono quelli più portati ad aggregare informazioni diverse, a costruire percorsi e iniziative, a fare “tessuto”. Gli sciamani sono i bloggers con velleità poetica o narrativa portati a mostrare il significato emotivo dell'informazione.

Fatta questa premessa generale, ci siamo detti: perché non provare anche noi a classificare delle modalità di “blogging” (limitatamente a quelli politici) sulla base sia di quello che abbiamo ascoltato a BlogPolitik, sia sull’esperienza delle nostre notti di navigazioni? 

Nell’incontro di Potenza Antonio Cimadomo ha “confessato” la genesi e la tipologia elettorale del suo blog che, dopo l’elezioni, ha continuato però a vivere raccontando, oltre “la vita amministrativa”, le riflessioni personali . Poi ci sono i blog Caterpillar. Come non pensare ad esempio al blog di Mario Adinolfi? Essi vanno dritto all’obiettivo, travolgendo ogni ostacolo, ogni dubbio sul “lo scrivo o non lo scrivo” e che propugnano una democrazia diretta senza le “mediazioni” delle oligarchie politiche.

La propensione al dialogo ed alle iniziative dovrebbe far collocare Pennarossa, il blog di Sergio Ragone e quello di Pierluigi Regoli (Qualcosa di riformista) nel campo dei tessitori, anche se ci viene da sorridere al solo pensiero di associare i titolari dei blog in questione all’immagine dello storico tessitore Camillo Benso, Conte di Cavour.

Il gioco potrebbe continuare con le definizioni dei blog di tutti i nostri amici presenti nei link. Lasciamo alla libertà e alla volontà dei commentatori il suo proseguimento, trovando interessante conoscere la definizione che ognuno dà del proprio blog e il feedback della visione degli altri.

p.s. Resoconti dell’iniziativa di Potenza (ancora complimenti ai “Ragazzi della SG Basilicata”) li potrete trovare visitando i link dei relatori sopracitati o attraverso la “cronaca” in diretta che ha fatto Fuserteo presente al convegno.

giovedì, 19 ottobre 2006
Attenzioni .. progettuali (per il PD)

Staino sul PD

Non credo che l'operazione Partito Democratico sarà indolore. Ogni trasformazione politica deve necessariamente mettere in conto storie personali, affetti, coinvolgimenti, che vengono messi a dura prova dalla incognita del nuovo. Massimo Cacciari causticamente ha affermato:
".. i comunisti è una vita che provano a fare cambi di insegne senza perdere nessuno per strada e ogni volta l'operazione si chiude con una scissione".

Non condivido certamente la forma di questa opinione, ma temo seriamente che alla fine dovremo prendere atto di questo risultato. Comprendo quindi le lacerazioni che si stanno consumando, sul progetto del PD, in alcuni iscritti ai partiti fondatori de l'Ulivo, in particolare nei miei compagni dei DS. Il bisogno di vedere chiaramente richiamati, nel momento fondativo, i valori della sinistra storica, l'appartenenza al socialismo europeo ed il timore che il socialismo diventi solamente una corrente interna, sono validi argomenti di discussione e preoccupazione.

Quello che non capisco è una certa acredine che ho riscontrato verso il PD da parte di alcuni bloggers che, essendo chiaramente schierati con partiti esterni al progetto, sentono il bisogno primario di gettare benzina sul fuoco. Intendiamoci, si può discettare su tutto, anche sul PD, e la mia non vuole essere in nessun modo una censura, bensì l'espressione di una sensazione. Vorrei provare a spiegarla con un esempio.

Vi sarà sicuramente capitato di trovarvi a passare vicino a dei lavori in corso per una grande opera come un ponte, un grande edificio o, altro caso, un recupero di una macchina in un fiume. C'è sempre, immancabilmente, il capannello di curiosi. Alcuni non si limitano a guardare ma sentono il bisogno di consigliare gli ingegneri su come procedere e intavolano dei veri e propri seminari con gli altri intervenuti, quasi sempre criticando il "modus operandi". In questi casi mi sono sempre chiesto: ma 'sta gente non ha null'altro da fare? Possibile che non ci siano cose che possano impegnarle seriamente altrove?

Questa considerazione è da un po' che mi chiedeva di essere esplicitata con un post, vorrei chiarirla ulteriormente mettendo a fuoco (senza benzina :-) ) i reali obiettivi. Io credo fermamente nella necessità storica del PD. Questo blog fin dalla nascita ha - 10 mesi e 20.000 contatti fa, come chiaramente richiamato nella testatina - provato a proporre ragioni e riflessioni per una sinistra di governo, verso il PD. In tutto questo lasso di tempo nei nostri post e nei commenti, anche su altri blog, abbiamo sempre sottolineato l'importanza di un’ulteriore aggregazione a sinistra del PD, la Sinistra Europea, se non altro per riunire l'eccessiva frammentazione che rende complicata la governabilità che ci ha costretto al record dei sottosegretariati.

Mai, dico mai, mi è venuto in mente di criticare questo tentativo. Sicuramente ho dei dubbi che questa aggregazione possa nascere e rimanere coesa, considerando anche una certa predisposizione ai "distinguo" confermata recentemente riguardo l'intervento ONU in Libano. Vi prego però di credermi che se questo progetto potesse prender corpo ne sarei veramente felice.

Detto questo, cari amici bloggers che vi riconoscete in questa "fotografia" non credete quindi che, invece di indugiare oltre il lecito sul PD, non sia il caso di profondere seriamente il vostro tempo in questo impegnativo progetto? ;-)

p.s. nel weekend saremo a Potenza per l'iniziativa BlogPolitik (interverrà al dibattito il grande Kkarl), organizzata dal nostro amico Sergio Ragone. Vi racconteremo come è andata nel prossimo post.

domenica, 15 ottobre 2006
Un anno dopo

Primarie dell'Unione

Quel pomeriggio non era cominciato certo bene: Empoli - Roma 1 a 0. In casi del genere la regola è chiara: black out televisivo e divieto assoluto per tutti quelli che incontro di parlare di calcio!

Per fortuna dopo il fischio di chiusura della partita avevo un appuntamento importante, "qualcosa" che mi avrebbe fatto senz'altro dimenticare Tavano, la Roma e il pallone. L'appuntamento era in via del Peperino, nella sede dei DS di Pietralata: poche centinaia di metri da casa mia, una passeggiata piacevole grazie anche alla temperatura mite da "ottobrata" romana.

In genere, la domenica a quell'ora si incontrano solo gli anziani che vanno alla messa pomeridiana, ma quel giorno c'era un movimento insolito, e ne ebbi la certezza davanti alla Sezione. Una folla in strada, che in prossimità dell'ingresso diventava fila. Ma era una fila ordinata e serena, con la gente che sorrideva e parlava tranquillamente in attesa di entrare. Anziani e giovani, soprattutto coppie con figli piccoli.

Erano tante le elezioni alle quali avevo partecipato, eppure quel foglio di carta con quei nomi, unito al sorriso e all'impegno che vedevo nei volontari che registravano i miei dati, mi stavano regalando un'emozione particolare, come se la mia partecipazione, il mio voto avessero finalmente un peso diverso, più importante. E la mia sensazione la percepivo anche negli occhi delle persone che vedevo entrare dopo di me, e soprattutto nei giovani che finalmente incontravo in una sezione di partito. Chissà dove erano stati "nascosti" fino ad allora?

Sentivo, insomma, il fatto che stavo partecipando ad un "evento". E la conferma la avemmo tutti noi nei giorni seguenti, quando si concretizzarono i numeri: 4.300.000 persone avevano partecipato alle Primarie dell'Unione. Da allora quei 4 milioni e passa sono diventati il "Popolo delle Primarie", il simbolo della partecipazione e della voglia di cambiare il modo di fare politica.

E' passato un anno, e in occasione di questa ricorrenza sono molte le iniziative previste. Fra tutte, crediamo sia importante la petizione che chiede il ritorno al sistema maggioritario e una riforma per garantire una democrazia maggiormente partecipata. E' un appello alla mobilitazione affinché sia ancora il "popolo delle primarie" ad essere protagonista in questo delicato momento della politica: solo con il coinvolgimento della gente e una grande partecipazione sarà possibile incidere realmente dando valore alla rappresentatività e raggiungere una democrazia sempre più partecipata dai cittadini.

Quali sono, dopo un anno, le vostre considerazioni?
Un saluto a tutti. Kkarl.

p.s. Io, per onorare questa ricorrenza, fermerei le partite di calcio. La Roma ha perso anche quest'anno! :-(

p.s. 2 Più seriamente, sabato 28 ottobre Emergency sarà presente in oltre 200 piazze italiane per raccogliere fondi che andranno a sostegno del Centro chirurgico per vittime di guerra “Tiziano Terzani” di Lashkar-gah, in Afganistan.
Divulghiamo e diamo un contributo concreto.

Emergency

postato da: redpen2006 alle ore 17:59 | Permalink | commenti (38)
categoria:italia, politica, elezioni, iniziative, primarie, dibattiti, partecipazione, protagonismo
venerdì, 13 ottobre 2006
Tv, la riforma dell'Unione

TV, la riforma dell'Unione

Senza parole!! Voi che ne pensate?

Anniversario Primarie

Con l'occasione vi ricordiamo l'anniversario delle Primarie, sul quale stiamo preparando un post, e la petizione per tornare al sistema elettorale uninominale.
Un saluto a tutti e buon weekend.

sabato, 07 ottobre 2006
E' nato il Partito Democratico!

I costi della politica

Comunque la pensiate, ad Orvieto si è dato il via ufficialmente al Partito Democratico. La data del 7 ottobre 2006 rimarrà impressa nella storia per la nascita non di un nuovo partito ma di un "partito nuovo".

Nelle ambizioni dei padri fondatori questo "partito nuovo" nasce per rispondere alla sfide politiche del terzo millennio con una forma-partito concepita per soddisfare le nuove esigenze di comunicazione, partecipazione, protagonismo, che una società sempre più consapevole richiede.

Con questo instant-post apriamo ai vostri commenti con una raccomandazione: siate buoni è appena nato. ;-)