Nella tribù si discuteva circa l’argomento del prossimo post dopo la pausa vacanziera quando Fioredicampo ha “nominato” Kkarl nella catena sui vizi capitali che sta imperversando sui blog. Vuol dire che continueremo con questa “aria di vacanze” …
Sono stato gentilmente "invitato" a questa catena. Odio le catene, ma risponderò alle domande soprattutto per l’amicizia che sento di avere (ricambiata) per Fioredicampo. Però, siccome non sono superstizioso ed anzi combatto strenuamente contro ogni forma di “credulità popolare”, per dispetto interromperò la catena, non nominando nessuno.
ACCIDIA: Ha scritto Ambrose Bierce: I momenti d'ozio sono intervalli di lucidità nei disordini della vita. A parte questa “visione”, se dovessi invece giudicarmi sulla base di una definizione corretta (“disinteresse per il presente e mancanza di prospettive per il futuro”) devo dire che fra i tanti vizi che so di avere, questo non mi appartiene.
Cerco di vivere al meglio il presente e di crearmi sempre degli obiettivi (rigorosamente raggiungibili) per il futuro. Per tutto quello che non faccio in tempo a fare mi riprometto di farlo nella prossima vita. Anche se un dubbio atroce mi assale: “E’ se fosse già questa l’altra vita?” Pensa che fregatura!
AVARIZIA: Mi piace molto osservare la gente, e mi sono fatto l’idea che i veri avari sono soprattutto le persone ricche. Ergo: non sono avaro.
Tra i 7 vizi capitali lo considero uno dei più gravi per cui - per la legge del contrappasso - obbligherei gli avari a pagare ogni cosa il doppio, ad offrire pranzi, cene e caffé sempre e in ogni occasione. Li farei sposare con donne (o uomini) amanti del lusso e dei posti esclusivi, loro che invece sono perennemente alla ricerca dell’occasione a tutti i costi e dei voli low cost a 50 centesimi (anche se alle 3 di mattina nell’aeroporto più sperduto del globo).
GOLA: Magari potessi! Sono e rimango perennemente magro qualunque cosa io mangi, ma purtroppo ogni eccesso viene punito dalla mia gastrite. Però l’idea di Nutella, Ferrero Rocher, cene luculliane, mi attira sempre, per cui ogni tanto ci casco … e regolarmente sto malissimo anche se poi non ci crede nessuno. Per questo ho dato già indicazioni per il mio epitaffio: “Ve lo avevo detto che non mi sentivo per niente bene …”.
INVIDIA: Ebbene si! Questo è il mio vizio principale. Nonostante madre natura (come chi mi conosce sa bene) mi abbia reso bellissimo, prestante, intelligentissimo e bravissimo in ogni cosa io faccia, invidio un po’ tutti: George Clooney perché riesce a conquistare qualche (poche in verità) donna più di me; Keith Jarrett perché suona il piano quasi al mio livello; Pupone Totti perché fa il cucchiaio meglio di me; Helmut Newton perché tenta di insidiare il mio predominio nel campo della fotografia; Andreotti, Veltroni, Prodi, per il risalto riconosciuto dai media, che invece ignorano il sottoscritto nonostante, come è noto, sia uno dei massimi esponenti della scuola di “intellettuali che hanno caratterizzato il novecento politico italiano”.
IRA: Giuro e spergiuro che non mi arrabbio mai e nella mia (ormai lunga) vita mi sarà successo due o tre volte in tutto. Una di queste molto recentemente … Ma forse è meglio passare al prossimo vizio !!!!
LUSSURIA: Diciamoci la verità: io sarei anche lussurioso! Il problema della lussuria è che per viverlo bene questo vizio bisogna essere in due (sul tema orge faremo magari un post a parte!). E non sempre si “incastrano” bene gli incontri tra viziati. Quante volte mi sono presentato: “piacere, io sono lussurioso” e dall’altra parte la donna di turno ha risposto: “peccato: io sono invidiosa!”. Grazie però al racconto di Fioredicampo forse una soluzione l’ho trovata: invece di muovermi tutti i giorni in moto, mi devo fare una bella tessera dell’autobus …
SUPERBIA: Molte volte mi viene voglia – soprattutto se ho di fronte un “vero” superbo – di elencare le cose di me più meritorie (realizzazioni, obiettivi raggiunti, riconoscimenti o esperienze particolari vissute). Alcune volte riesco a tenermi … altre rare volte no, ma ripeto … dipende soprattutto dall’interlocutore.