mercoledì, 28 giugno 2006
Ripartenze .. all'italiana

Ripartenze

La “stagione del voto” si è finalmente conclusa. La vittoria del NO al referendum sulla riforma costituzionale è stata solo l’ultima conferma della volontà della maggioranza degli italiani di voltar pagina, di chiudere un capitolo della storia recente e mettersi dietro le spalle l’era berlusconiana.
Il NO ha vinto in maniera più netta di ogni aspettativa, e forse il dato più incoraggiante è l’alta affluenza alle urne (53,6%), segno che gli Italiani comprendono bene i momenti importanti della loro storia. Anche l’analisi dettagliata per regioni e città è incoraggiante: i SI hanno vinto solo in Lombardia e nel Veneto, ma nelle città di Milano e Venezia i NO hanno prevalso.
Ora occorre che tutti i partiti mantengano le promesse e si impegnino in una discussione congiunta sulla Carta Costituzionale, che si metta fine alle polemiche sulla legittimità del voto e si rispetti il desiderio di tutti di far ripartire l’Italia.

La vittoria del NO rappresenta poi una vittoria anche della “nostra” iniziativa, dove per “nostra” intendiamo dei 100 e passa blog che hanno aderito alla campagna di “Chi Tifa Italia Vota NO”. Altre esperienze di proteste o manifestazioni via web ci hanno preceduto, ma mai – ci risulta – in maniera così coordinata e massiccia.
E’ una vittoria di TUTTI, e proprio per questo qui non faremo alcun nome. E’ la vittoria di chi ha avuto l’idea, di chi ha elaborato il logo, di chi ha aderito subito incoraggiando l’iniziativa, di chi ha scritto le lettere alla Costituzione, di chi ha passato le notti andando in giro nel web per pubblicizzare l’iniziativa, del singolo che ha scritto anche un solo commento sui nostri blog o su quello di “Chi Tifa Italia Vota NO”.
L’essere stati segnalati su repubblica.it è stata senza dubbio una grande soddisfazione, ma non sono i numeri momentanei né l’apparizione fugace su un grande quotidiano il vero motivo di soddisfazione. E’ avere avuto la conferma che nella blogosfera c’è voglia di fare, di scambiarsi idee e soprattutto di proporle a chi è chiamato a governarci. “Insieme e dal basso”, come abbiamo scritto alcuni post fa.

Per questo crediamo e speriamo che, questa presenza politica nella rete fatta di proteste, ma anche di proposte, possa continuare in un percorso comune. Originali ed autonomi nei nostri blog, coordinati e compatti nelle occasioni importanti dove, con estrema rapidità, si reagisce agli avvenimenti della attualità politica con la tecnica e la modalità di una vera e propria "Guerriglia pacifica e nonviolenta" del web.

Ed è in questa ottica che proponiamo, per i prossimi mesi, tre temi da affrontare, da dibattere insieme e da sottoporre al mondo politico:
la Rappresentatività, cioè la reale capacità degli eletti di rappresentare la volontà dell’elettorato. Questa si può ottenere soprattutto attraverso il ritorno ad una legge elettorale uninominale, rafforzata dalla scelta di candidati mediante le Primarie;
la Partecipazione delle “forze pensanti” del Paese nei momenti delle grandi scelte. Pensiamo sia necessario più coinvolgimento della base dei partiti, dei movimenti, degli intellettuali, senza che questo significhi delegittimazione della delega a governare data al momento del voto;
la realizzazione completa di una legge sulle Pari Opportunità, in un concetto “allargato” che partendo dalla priorità delle battaglia per le quote rosa, possa perseguire, successivamente, altri importanti obbiettivi come la reale partecipazione dei giovani (quote giovani?) e il riconoscimento dei diritti delle tante minoranze che “colorano” il nostro “paese”.
Che ne dite?

P.S. Intanto aiutiamo "il manifesto" ...

Aiutiamo il Manifesto
lunedì, 19 giugno 2006

Referendum 25/26 giugno 2006

--> Iniziativa segnalata su "repubblica.it" <--

 

Ha vinto l'Italia!

Ha vinto il NO!

Chi tifa Italia vota NO

100 blog uniti in difesa della Costituzione

Lettera congiunta alla
Democrazia e alla Costituzione
che da oggi fino al 26 giugno verrà pubblicata
 dai bloggers aderenti all'iniziativa
del blog http://chitifaitaliavotano.ilcannocchiale.it/.


Cara Democrazia, cara Costituzione,
stai per compiere sessant’anni. Non ti arrabbierai se alcuni giovani hanno voluto scriverTi questa lettera, forse scavalcando i protocolli d’occasione, per parlarTi di una loro grande paura. Hanno deciso di farlo così, prendendo carta e penna, per manifestarTi la loro vicinanza ed il loro affetto e difendendoti da chi oggi, impropriamente, ha deciso di minare le Tue basi.
(
A. Cimadomo)

Grazie per averci dato la sovranità educandoci agli insegnamenti che, giorno dopo giorno, ci fanno essere soggetti pensanti proiettati verso un mondo libero da pregiudizi ideologici e ostruzioni dittatoriali . Cara Costituzione, sei stata venerata dalle masse e stuprata dai potenti ma sappi che c’impegneremo fortemente affinché tu possa continuare a formare le generazioni.
(Dome)

Leggiamo nell’articolo 3 che è possibile trasformare le utopie del diritto naturale in utopie del diritto positivo, cioè vedo che si demanda alla Costituzione il potere di cambiare le sorti di classi sociali svantaggiate, rimuovendo ostacoli di ordine sociale e materiale. Come altre costituzioni coeve (quella francese, quella tedesca, la Dichiarazione dei Diritti universali dell’uomo) nasce come figlia della tragedia della shoa.
Molti dicono che abbia rapporti stretti con quei venti mesi chiamati Resistenza, guerra civile, guerra di liberazione nazionale, lotta di classe; la maggior parte degli ideali di questa parte della storia italiana passarono direttamente nella Costituzione, in primis uguaglianza e democrazia.
(S. Ragone)

Cara amata Costituzione, che nel tempo non invecchia mai, voglio parlarti in nome di tutte quelle donne che hanno combattuto contro la tirannia dell'oppressore, che hanno sacrificato la loro giovinezza per un grande ideale: la libertà.
Voglio parlarti di quelle donne che hanno silenziosamente sofferto senza un lamento, portando dentro di se un dolore immenso, il dolore di chi vede i propri cari andarsene per sempre.
(
Galatea)

Cara Costituzione, per farti nascere i nostri nonni da giovani ti hanno regalato i loro anni migliori, in molti hanno sofferto, e in molti sono morti tra pene indescrivibili per mano di chi aveva paura dei tuoi valori e dell'espressione di libertà e uguaglianza che porti con te. Sei nata per sancire e affermare i diritti delle persone, sei nata dal dolore dal pensiero libero dalla speranza infusa dalla fede sia politica che Cristiana, dal valore di chi ha creduto in un futuro migliore di chi ci ha creduto fino in fondo per regalare a tutti noi loro figli e gente di oggi la gioia e l`orgoglio di appartenere ad un'Italia libera, democratica, e antifascista. Vorrei che molti ti conoscessero di piu`e vivessero coscienti dell`importanza che porti con te nel difendere i nostri diritti nel tutelare i nostri valori, nel difenderci dalle discriminazioni, nel capire quanto sia importante e bello vivere in questa società libera, in una democrazia. (Elio)

Non farti limitare, noi ti aiuteremo, votando il fatidico "NO" del vero tifoso, perché più stai larga e più stai comoda e meglio è per tutti noi. Però intendiamoci. Dopo questa prova, (che vinceremo insieme, stai tranquilla) dobbiamo darci da fare insieme. A volte sei troppo silenziosa e poco critica. Così le persone, dopo poco, si abituano a te e cominciano a comportarsi come se fossi un dato acquisito. Insomma, la gente fa il callo alla sua libertà ed è triste perché è come fare il callo al cuore e non essere più capaci d’innamorarsi.
Restiamo così, ci vediamo tra il 25 e il 26, diciamo "NO"( così ti abitui ad essere anche un po’ più ferma) al cambio della tua carta d’identità, e poi, davanti ad un aperitivo, invece di ricordare i tempi della tua giovinezza facciamo il piano per il prossimo anno. OK? Saluti.
(Mr. Pol)

p.s. e qui ci sono gli amici di http://sonounindegno.splinder.com !!

domenica, 11 giugno 2006
Insieme e dal basso

Insieme dal basso

Qualcosa si sta muovendo nel web. Qualcosa di importante sta coinvolgendo l’area dei bloggers della sinistra. Chi ha seguito negli ultimi giorni Pennarossa o i blog con noi “gemellati”, è senz’altro al corrente dell’iniziativa che sta crescendo sempre di più per una campagna nazionale “comune e coordinata” a favore del NO nel prossimo referendum del 25 e 26 giugno.

E’ bastato che Sergio Ragone lanciasse sul suo blog l’idea di scrivere una “Lettere alla Costituzione e alla Democrazia”, e che questa iniziativa venisse discussa, rilanciata, proponendo di divulgarla tra il maggior numero di blog, creando anche un logo ed un blog dedicato (http://chitifaitaliavotano.ilcannocchiale.it), per scatenare in brevissimo tempo una corsa alla partecipazione, allo sviluppo di idee, alla richiesta di “fare”.

In pochi giorni il logo è diventato la bandiera, in un numero sempre crescente di blog, della campagna a favore del NO e sul “Blog vetrina” sono fioccate le “lettere”, le adesioni, i commenti, sia sull’iniziativa, sia sul Referendum. Il programma prevede come prossimo passo di pubblicare congiuntamente, nella settimana che precede il referendum, un post unitario, o che comunque contenga elementi d’identità comuni. L’auspicio è che il numero di aderenti sia tale da attirare l’attenzione dei media e dei partiti.

Perché tutto questo? Voglia di protagonismo, sana goliardia o c’è dell’altro? Noi crediamo che – soprattutto a sinistra – ci sia la voglia di poter esser parte nelle scelte che la politica è chiamata a fare e il coinvolgimento nelle “primarie” ne è la conferma. Certo nel web, ci sono già state e ci sono già diverse esperienze partecipate e reti tematiche. Quello che si vorrebbe provare a concepire partendo da questo progetto è lo sviluppo di reti “concentriche”, in grado di unire i blog sia su un’area di appartenenza che su obiettivi specifici, dimostrando come attraverso il web si possono promuovere iniziative politiche "dal basso", attraverso la partecipazione, il protagonismo, la democrazia, la creatività, tipica dei bloggers .

In una fase costituente del Partito Democratico, nel "cantiere" aperto in cui molto probabilmente si ridefiniranno valori e obiettivi, queste voci porteranno valore e sostanza, e potrebbero soprattutto portare al coinvolgimento delle fasce giovanili, negli ultimi anni sempre più lontane dalla vita politica attiva.

Voi cosa ne pensate? Credete che la nostra sia solo utopia, destinata ad essere annullata dalle logiche e dalla burocrazia dei partiti, oppure il web, i blog, riusciranno in quell'impresa di reale partecipazione dal basso che fino ad ora è rimasta una semplice aspirazione?

venerdì, 02 giugno 2006
"Quote Rosa" di ... vergogna!

Quote Rosa .. possiamo farlo

Anche il dato delle ultime elezioni comunali di Roma lo ha confermato: le donne elette nel consiglio comunale sono 5 (tutte ne L'Ulivo) sulla totalità dei 60 consiglieri. Non si arriva neanche al 10%. Al comune di Napoli, è andata ancora peggio. E’ stata confermata la Jervolino, nessuna altra donna è stata eletta.
Il dato è sconfortante, il risultato mortifica l'impegno di chi crede che le "Quota Rosa" siano il primo passo necessario per una moderna società, attenta alle pari opportunità. Nel governo Prodi un timido passo verso il riconoscimento del fattore "D" (Donna) è stato fatto con la scelta delle 6 donne ministro, su 25 , con una percentuale inferiore al 25 % che fa sorridere o arrabbiare (scegliete voi) se osserviamo quello che succede in Europa.

Il confronto con la Spagna di Zapatero è mortificante: lì, oltre ad un vicepremier donna, la metà dell'esecutivo è composto da donne. Sulla stessa linea sta tentando di muoversi Veltroni a Roma, che è al lavoro per una giunta composta al 50% di donne (con l'inserimento di assessori donne anche non elette), a cominciare dalla Vice Sindaco.
Ma a parte queste prime ma isolate iniziative, che fare? Dobbiamo aspettare che siano i partiti fra qualche secolo a riequilibrare le cose o possiamo iniziare a fare qualcosa anche noi?

Ogni cambiamento o rivoluzione culturale, in fondo, sono cominciati sempre (o spesso) dal basso. Si potrebbe iniziare "imponendo", ognuno nella propria famiglia, di riequilibrare la scelta dei prossimi candidati, votando al 50% candidate donne. Nel web oltre a pubblicizzare Emily, si potrebbe lanciare una campagna che veda comparire un simbolo a favore della parità delle candidature e delle scelte.

Ognuno nel proprio partito si dovrebbe impegnare affinché almeno nelle liste elettorali ci sia il 50% di donne. Diteci qual è la vostra opinione ed altre iniziative che vi vengono in mente, cercheremo di dargli più risonanza possibile.