Partito Democratico.
E’ bastato che i seggi fossero chiusi e ufficializzati i primi dati delle elezioni perché, insieme ai primi commenti sull’esito del voto, fosse rilanciato da più parti il progetto di unificazione delle forze progressiste in un nuovo, grande Partito Democratico. Il raffronto tra i dati della Camera (dove si è presentato l’Ulivo) e quelli del Senato (dove Democratici di Sinistra e La Margherita si sono presentati divisi) non sembra lasciare dubbi: lo scarto a favore dell’Ulivo è del 3,6%. Noi, in prima istanza, crediamo sia necessaria una "genesi", un processo di costituzione, maturato in un percorso che coinvolga i partiti, i militanti, i simpatizzanti, ritagliando, soprattutto per questi ultimi, spazi di partecipazione e protagonismo, necessari per non far ritenere il nascente partito, una mera sommatoria dei partiti esistenti. Voi che ne pensate? Quali considerazioni avete fatto sull’ipotesi di costituzione del Partito Democratico? Quali elementi di novità vorreste trovare su questo “pianeta”, tutto da scoprire?
Un’analisi sommaria, questa, che non tiene conto naturalmente dei molteplici fattori che possono avere determinato tale differenza, ma sufficiente a rilanciare l’idea.
Fassino nel corso di un dibattito televisivo, riferendosi alla Margherita, ha poi confermato questa volontà dichiarando: “Veniamo da radici diverse, ma andiamo verso un futuro comune”.
Quella delle “radici” è senza dubbio uno dei possibili ostacoli alla nascita, veloce e soprattutto condivisa, del Partito Democratico.
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