venerdì, 31 marzo 2006
Ma ce sei o ce fai? 
 
Berlusconi

Il detto, rigorosamente alla romana, spesso riecheggia nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nei bar, sull’onda delle “uscite” e delle gaffe berlusconiane.
Volendo proporre un tema “leggero” (ma non troppo) per il post settimanale, abbiamo pensato che questo quesito potesse essere posto a mo’ di sondaggio nella nostra “tribù”.
L’ultima è di qualche giorno fa: “Nella Cina comunista i bambini venivano bolliti per concimare la terra”, frase che ha generato inevitabilmente, oltre all’ilarità compassionevole per il premier, una crisi diplomatica con il paese (e mercato) più grande del mondo.

Negli ultimi 5 anni, Berlusconi, non si può proprio dire che si sia distinto per razionalità e misura. Le foto delle sue “corna”, di lui con il colbacco, con la bandana, panettiere, che canta canzoni napoletane, hanno fatto il giro del mondo ed hanno probabilmente fatto chiedere a molti se in italia fossimo governati da uno statista o da un animatore della Valtur.

Oltre alle immagini, il nostro “venditore” rimarrà nella storia anche per alcune affermazioni e siparietti, tipo quello in Confindustria contro l’industriale Della Valle.
E ve lo ricordate quando al parlamento europeo diede del “Kapò nazista” ad un europarlamentare tedesco?
Ho ancora davanti agli occhi l’immagine perplessa di Fini, seduto al suo fianco, con le mani nei capelli.

Poi ci fu quella su Mussolini che “ .. non ha mai ucciso nessuno. Lui i suoi oppositori li mandava in vacanza al confino”. Qualcuno afferma che noi italiani siamo un popolo smemorato, ma assassinii come quello di Giacomo Matteotti, non si dimenticano facilmente.

Non mancano poi le sue “spacconate” sportive sulle “formazioni” del Milan, che puntualmente fa a Porta a Porta, quando il Milan vince (se perde ovviamente è latitante). Insomma, tornando al titolo del “post”, i suoi comportamenti hanno creato spesso spaccature tra chi è propenso a credere che lui sia proprio così e tra chi invece crede che i suoi comportamenti siano frutto di una accurata regia. L’Italia è divisa come ai tempi di Coppi e Bartali, Mazzola e Rivera.

Uno che aveva le idee chiare era Montanelli, che nel 2001 diceva di lui: ” E’ il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. E’ questo che lo rende così pericoloso. Non ha nessun pudore. Berlusconi non delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, la dice. Ha l’allergia alla verità, una voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne.”

Voi che ne pensate?

P.S. A questo link troverete dei video imperdibili (compreso quello dell'ultima gaffe "cogliona"), che rimarranno nella storia italiana.

postato da: redpen2006 alle ore 18:34 | Permalink | commenti (15)
categoria:politica, elezioni, berlusconi
venerdì, 24 marzo 2006
Con quale linguaggio ...
 
Catena Ponte Milvio

"La catena degli innamorati" è una delle tante metafore del mondo degli adolescenti che Federico Moccia (L’autore di "Tre metri sopra il cielo" e "Ho voglia di te") ha usato nei suoi libri, diventati in breve l’evento editoriale degli ultimi anni.

"Tre metri sopra il cielo" è stato scritto addirittura dieci anni fa ed è circolato ampiamente in fotocopia nelle scuole superiori romane (e non solo) prima di essere ristampato da Feltrinelli e diventare un film. Oggi i ragazzi, quando si scambiano impressioni sul libro o sul film nei vari forum o blog, lo chiamano semplicemente "3MSC".
Moccia, insomma, è riuscito "ad entrare" nel cuore dei giovani, usando il loro linguaggio, le loro immagini, le loro contraddizioni, i loro desideri, diventando – a 40 anni passati – "uno di loro".
Mi sono chiesto: tuttociò è stato possibile grazie al potere del linguaggio o più semplicemente si è trattato di un’operazione commerciale che ha sfruttato al meglio un tema "facile" quale l’amore degli adoloscenti?

Ricercando con questo blog un linguaggio transgenerazionale (mammamia che parolona!!), sono molto interessato al fenomeno e mi chiedo: la politica può in qualche modo prendere esempio dal "fenomeno Moccia" e capire come rivolgersi in maniera diretta ai giovani per fare nascere loro le stesse emozioni, gli stessi ideali per i quali si sono appassionati loro genitori?

Sono molto graditi i commenti.

postato da: redpen2006 alle ore 15:18 | Permalink | commenti (13)
categoria:politica, comunicazione, giovani
giovedì, 16 marzo 2006
Un ramoscello d'ulivo per il 9 aprile
 
Colomba con ulivo

Fra pochi giorni ricorre il 3° anniversario della guerra in Iraq. Ripensando alle manifestazioni degli anni passati ed alle bandiere arcobaleno esposte sui balconi, mi sembra che l'attualità politica italiana, con le elezioni alle porte, abbia messo in secondo piano un avvenimento che ha scosso e ricompattato le forze del centrosinistra, come nessun altra questione politica.

La notizia che un parroco il 9 aprile non avrebbe benedetto i ramoscelli d'ulivo in nome della "Par Condicio", per protestare "contro i politici che hanno dissacrato la “Settimana santa" e per la considerazione che, l'ulivo, per quanto benedetto, richiamasse troppo l'Unione, mi ha fatto riflettere su questa coincidenza.

Mi sono chiesto: è possibile conciliare sotto il ramoscello d'ulivo le diverse sensibilità, in queste settimane sacre per i credenti e cariche di speranza e di cambiamento per il popolo di centrosinistra? Ostentare, mostrare, distribuire questo simbolo di pace, può essere definita una strumentalizzazione politica?

L'ulivo, seppur simbolo caro al popolo credente, negli ultimi anni è diventato patrimonio comune, oltre che per uno schieramento politico, anche per i laici che l'hanno scelto, insieme all'arcobaleno, come emblema della pace.

Noi, nelle settimane che ci dividono dal 9 aprile, vorremmo proporre l'esposizione e la divulgazione del simbolo qui sotto riportato, con la speranza di non incorrere nelle ire dei "fondamentalisti", ma anzi con l'intento di unire le persone di buona volontà, sulle tematiche della pace e della non violenza.

Ulivo arcobaleno
Condividete l'iniziativa? Qual è la vostra opinione?

postato da: redpen2006 alle ore 18:50 | Permalink | commenti (13)
categoria:politica, pace, sinistra, iniziative
lunedì, 06 marzo 2006
Un senso per l'8 marzo ...
 
8 Marzo

La nostra amica Lulù, ci ha inviato questa riflessione rivolta non solo alle donne.

"Come ogni anno siamo arrivati all’8 Marzo.
La festa delle donne. Bah, onestamente, per quel che mi riguarda non l’ho mai vissuta, ne tanto meno sentita.
Ho sempre avuto la sensazione che fosse un’ulteriore prova del maschilismo che permea la nostra società. Mi sono sempre chiesta il perché di questa celebrazione. Che significato ha, dire che l’8 marzo è la festa delle donne, esiste per caso la festa degli uomini? Non mi sembra.

La motivazione che mi venne data in quinto ginnasio da una mia professoressa fu che agli inizi del ‘900 morirono delle operaie in una fabbrica. Scusate la polemica, ma non sono mai morti operai o minatori nel corso degli anni …??
Perché la morte di una donna deve avere un significato diverso rispetto a quella di un uomo? Secondo me proprio perché non siamo considerate uguali agli uomini.

Forse esagero, ma preferirei di gran lunga la soppressione dell’8 Marzo per un trattamento paritario fra donne e uomini. Ancora oggi le donne non hanno pari opportunità nel mondo del lavoro, un ragazzo neolaureato viene preferito a una ragazza neolaureata (naturalmente sto parlando di persone che presentano caratteristiche identiche se si esclude quella del sesso), e ancora un uomo all’interno di una società fa carriera più velocemente rispetto a una donna, e di esempi deprimenti ce ne sono ancora tanti.
E questo solo se restiamo nel nostro paese, perché se andiamo con gli occhi un po’ oltre, in moltissimi paesi del mondo quello che viene alla luce è uno status da fantasma per la donna.

Viviamo in un mondo in cui le donne non hanno ancora diritti, in cui la politica è quella della negazione. Non sto vaneggiando, purtroppo quello che sto scrivendo sono dati, che sono visibili a tutti, ma che forse fa comodo ignorare o sentire senza ascoltare.
Ora mi chiedo, cosa dovremmo festeggiare?? Cosa ci dovrebbe rendere felici nell’8 marzo? Francamente mi sento presa in giro. Presa in giro da quella mimosa, che sembra ancora una volta metterci al nostro posto.

Non accettiamo di essere inscatolate, prendiamoci la libertà di decidere noi quando sentirci felici di essere donne e quando sentirci tristi per esserlo, non lasciamo che sia una convenzione sociale a stabilire che la donna debba essere festeggiata l’8 Marzo.
Donne e uomini vanno festeggiati tutti i giorni dell’anno, perché non è importante cosa siamo, ma chi siamo. Un saluto, Lulù."

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postato da: redpen2006 alle ore 17:57 | Permalink | commenti (13)
categoria:politica, donne, sinistra, diritti