Oramai siamo al “porta a porta”. Non la trasmissione televisiva (pubblica) che ospitò la sceneggiata del contratto con gli italiani, ma la conquista quotidiana di spazi televisivi, che al confronto gli israeliani, con i “territori occupati”, sembrano bambini che giocano a palla avvelenata. Così oltre ai programmi “deputati” ai confronti politici che gli spalancano le porte, il “cavaliere venditore” nel tentativo di rendere simpatica la compagine governativa, “vende” la sua faccia ebete, al “Processo del lunedì”, ad “Uno Mattina”, da Maurizio Costanzo, con l’aiutino (ne avesse bisogno!!), delle Sandre Mondaini di turno, pronte a dare il cambio ai loro maritini, nel sostenere le virtù taumaturgiche del “cavaliere venditore”, neanche fosse la madonna di Fatima. Ma come possiamo noi “Davide” difenderci da questo Golia della disinformazione, che ha fatto sbottare il mansueto professor Prodi con un: ".. ormai va dappertutto, tra poco mi aspetto che vada a fare le telepromozioni, venderà i tappeti" ? Aiutandolo! La satira è uno strumento potente, se ben utilizzato. Una battuta ben assestata, una caricatura impietosa, una vignetta, possono colpire in modo molto più efficace di un discorso lungo e articolato. Vale la pena provarci.
Nelle ultime due settimane il “cavaliere” ha presidiato con il suo sorriso smagliante, i canali televisivi pubblici e le TV di sua proprietà, con una frequenza inammissibile per un paese civile, approfittando, in modo vergognoso, dei giorni rimanenti all’entrata della “par condicio”.
La strategia è chiara; gli italiani devono essere convinti che l'esecutivo ha ben governato, ed il “cavaliere venditore”, in prima persona, ogni giorno in TV, lo ricorda al mondo intero.
Ma non è finita qui. La cosa paradossale è che, senza alcun pudore, affermi: ".. odio andare in televisione".
Ah la tivù, quanti sogni, quante illusioni, può dispensare.
Peccato, però, che ai metalmeccanici, ai lavoratori precari, agli industriali come Della Valle, ai cittadini del V° Municipio (e qui parliamo di noi) che stanno ancora cercando il poliziotto di quartiere (se non altro per offrirgli un caffé ..), l’elenco è lungo, ve lo risparmio, le favole ipnotizzanti, non piacciano molto, dovendo confrontarsi, ogni giorno, con la dura realtà.
Diffondiamo le immagini taroccate del “cavaliere venditore” e dei suoi penosi slogan pubblicitari, in tutti i modi, via internet, con gli amici, etc.. sbeffeggiando le immagini edulcorate, che dispensa agli italiani.
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